Prefazione

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"È desiderio quella scintilla che intravedo in fondo ai tuoi occhi quando mi guardi?".

Labbra morbide le si posarono sulle dita, baciandole una per una e impedendole di rispondergli dalla sorpresa.

"È paura la smorfia che ti si disegna tra le labbra quando ti volto le spalle per andare via?".

Risalì con la bocca per tutto il braccio della ragazza riempiendolo di baci, prima di dedicarsi con più attenzione a torturarle un lobo e a sussurrarle all'orecchio: "Sono brividi di piacere quelli che ti scuotono quando ti tocco?".

Le era tanto vicino che poteva sentirlo respirare sul suo collo e ridere della sua incapacità di ribattere. Gliel'avrebbe fatta pagare non appena fosse stata in grado di muovere anche solo un muscolo.

Ma, ovviamente, non le sembrava quello il momento più adatto. E, sempre ovviamente, ammettere le sue debolezze le costava più di quanto le facesse piacere.

Pensava che, in quanto figlia di una strega, potesse essere in parte immune a quelle sensazioni e finalmente capì il motivo per cui l'amore era sempre stato definito come la magia più grande di tutti i tempi; non che le importasse qualcosa, almeno non in una situazione del genere.

Lui le cinse i fianchi con un braccio e la strinse a sé con forza, una donna apparentemente inerme tra le mani di un giovane innamorato.

"Non lascerò che ti succeda niente di male", le promise, scostandole delicatamente una ciocca di capelli dal viso.

Sentì lacrime bagnarle le guance, la paura che fosse tutto soltanto un sogno, e gli si avvicinò come se temesse di vederlo scomparire da un momento all'altro.

"Non andare via", gli disse con voce appena udibile.

"Mai più", rispose lui.

"Mai più", rispose lui

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Filix: La Strega del ReDove le storie prendono vita. Scoprilo ora