IX - Rivelazioni

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Crystal si sentiva morire dentro ogniqualvolta avvertisse qualcosa nei paraggi. Più e più volte ebbe la tentazione di rientrare nella stanza di Emanuele, ma ci ripensò nel momento in cui si rese conto che un'altra occasione del genere non le si sarebbe presentata più molto facilmente.

A quanto le era parso di capire, un paio di servi e guardiani giravano ancora nel castello per assicurarsi che fosse tutto nella norma, motivo per cui spesso fu costretta a nascondersi dietro le colonne accanto all'enorme porta della libreria.

Poi si ricordò del piano attuato per trarre in inganno il cavaliere ed un'idea si disegnò all'istante nella sua mente.

Aspettò che una delle guardie rifacesse il suo giro abituale e si avvicinasse al luogo in cui si trovava lei; poi, con tale velocità da sorprendere perfino se stessa, andò a bussare con forza alla porta di legno e corse a nascondersi nuovamente dietro la colonna.

Udì i passi dell'uomo fermarsi, circospetti, fino a ricominciare a rimbombare per i corridoi con più velocità e più rumore di prima, mentre si avvicinava alla libreria e contemporaneamente a Crystal.

Nascosta com'era, non fu in grado di vedere il guardiano in volto, ma riuscì a sentirlo estrarre delle chiavi dalla tasca e rigirarle nella serratura della grande porta di legno.

Passarono due, tre secondi; poi si decise ad entrare per dare un'occhiata all'interno e si lasciò alle spalle la porta aperta, disegnando uno spiraglio di luce sul pavimento.

Appena Crystal lo intravide, uscì dalla colonna ed entrò di soppiatto nella libreria cercando di fare il meno rumore possibile.

L'odore di polvere e di inchiostro le incendiò le narici immediatamente mentre si accovacciava dietro un enorme scaffale colmo di libri e aspettava che il guardiano uscisse dalla stanza.

Crystal contò fino a cento prima che l'uomo si autoconvincesse di aver sentito male e decidesse, di conseguenza, di ricominciare il suo abituale giro nei corridoi del castello. Richiuse la porta a chiave dietro di sé e solo allora Crystal si sentì abbastanza sicura per uscire allo scoperto e iniziare le sue ricerche.

***

Edoardo uscì con più fretta della notte precedente dalla stanza di Lucrezia, lasciandola addormentata: le aveva promesso che il giorno successivo avrebbe annunciato a tutti il loro rapporto, e l'avrebbe fatto davvero; ma prima doveva rendersi conto dei rischi che avrebbe corso in caso la regina madre non fosse stata d'accordo con la sua scelta.

Fin da bambino, il suo comportamento aveva destato in lui parecchi sospetti, che si erano tramutati in timore durante la crescita. La donna che gli aveva dato la vita era davvero ciò che voleva apparire? Cosa si celava dietro quegli occhi così simili ai suoi, ma caratterizzati da un piccolo neo a malapena visibile?

E quelle pozioni? Era proprio sicuro che non fosse stata lei a prepararle? E, se anche fosse stato così, in che modo avrebbe potuto riuscirci?

Secondo alcuni detti, la notte portava consiglio; ma Edoardo preferiva approfondire le sue ricerche in un posto in cui avrebbe avuto la possibilità di trovare conferme ai suoi dubbi.

Quindi, scese le rampe di scale della torre e rientrò nel castello.

***

Crystal ci mise un bel po' prima di decidere da dove cominciare: attorno a lei, pile di libri si stagliavano in alto come se stessero per travolgerla ed ebbe come la sensazione di sentirsi schiacciata dall'imponenza che emanavano.

Sospettava che in quella sorta di vino ci fosse qualcosa di magico, motivo in più per cui il pensiero continuava a ricaderle su sua madre e su ciò che le aveva raccontato riguardo alla pozione che aveva tratto in salvo dalla morte la sua migliore amica, Caroline.

Filix: La Strega del ReDove le storie prendono vita. Scoprilo ora