Il corridoio della stazione radio puzzava di caffè bruciato e polvere vecchia.
Neon sfarfallavano sopra la testa, come se stessero per arrendersi da un momento all’altro.
Mike era appoggiato allo stipite, le mani in tasca, lo zaino a penzoloni da una spalla.
Lo sguardo fisso su quel rettangolo di luce in fondo.
Da lì vedeva solo pezzi di scena: un angolo di scrivania. La sedia girevole. Metà del profilo di Will.
E Robin....
Lei in pieno, come sempre: gambe accavallate, scarpe che dondolavano, braccia che fendono l’aria mentre parlava veloce.
Troppo veloce.
E Will che rideva. Davvero rideva.
Una risata intera, piena, calda, che gli piegava le spalle.
Quella risata colpì Mike come uno schiaffo.
Non era la risatina strozzata dei giorni in cui Will provava a non rompersi.
Non era un sorriso di plastica per tranquillizzare gli altri.
Era viva.
Robin gli toccò l’avambraccio per enfatizzare qualcosa. Un gesto naturale, intimo, come se lo facesse da sempre.
Will le si voltò tutto verso, gli occhi brillanti, le mani che disegnavano forme rapide nell’aria.
Mike non capiva di cosa stessero parlando.
E quello fu il primo morso.
Da quando… da quando era che non capiva più il linguaggio di Will?
Le dita in tasca si chiusero fino a graffiare il palmo.
La domanda gli durò un secondo.
Poi fu inghiottita da un fastidio denso, un bruciore sordo che gli schiacciava il diaframma.
Robin rise ancora, quella risata sguaiata, un po’ strozzata.
Will si coprì il viso con una mano, arrossendo.
E Mike… Mike sentì il respiro fargli male...
Quella scena apparteneva a lui.
Era sempre stato così.
Will che rideva troppo forte.
Will che si vergognava.
Will che lo guardava per cercare approvazione, o un “sei stupido” detto col tono che significava “ti voglio bene”.
Solo che adesso al suo posto c’era lei.
Mike fece un passo avanti.
Poi un altro...
Ogni centimetro era come camminare contro un vento contrario che gli spingeva indietro le costole.
Arrivò sulla soglia e riuscì comunque a far salire un sorriso.
“Ehi,” disse.
La voce, però, gli suonò distante. Lontana da sé.
Robin fu la prima a voltarsi.
“Oh, Wheeler!” spalancò le braccia. “Guarda chi si degna di uscire dal suo epico triangolo amoroso telepatico per unirsi ai comuni mortali.”
Will ridacchiò.
Piano... ma ridacchiò.
Mike lo guardò.
Un attimo solo.
Sufficiente.
Will era rilassato. Le spalle morbide. Le mani ferme, senza stringere la maglietta fino a strapparsela.
STAI LEGGENDO
One
FanfictionStoria composta di One Shot principalmente sui personaggi di Haikyuu e Mha ma con qualche sezione dedicata ad altri anime o libri..(tipo Harry Potter).
