7. Il Consiglio.

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"Quando un uom soave di parole, e tristo

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"Quando un uom soave di parole, e tristo

di cuor, la folla persuade, è grave

il mal della città."

Euripide - Oreste.


Era sorda.

Tutto ciò che riusciva a sentire era un ronzio fastidioso che le riempiva le cavità delle orecchie, come un'interferenza radio.

Riusciva però a distinguere con chiarezza la sensazione del suo respiro affannato nel petto, l'odore pungente del fumo ed i colori cangianti e violenti dell'incendio che si innalzava di fronte a lei con una forza impetuosa ed inarrestabile.

La casa dei Palegrove, una grande tenuta immersa nel paesaggio fitto e pittoresco del bosco che la circondava, era stata ingoiata anch'essa dalle fiamme.

I granelli di polvere e cenere le venivano in faccia, infastidendola.

Guardava lo spettacolo immobile, rinchiusa nella muta ammirazione di chi osserva qualcosa di terrificante.

Ad un tratto vide qualcosa muoversi sullo sfondo, una figura gobba e veloce che correva via, infiltrandosi nel bosco.

La seguì.

Mentre camminava le sembrava di vedere i tronchi allungarsi e contorcersi su loro stessi, osservarla biechi, deriderla, compatirla e poi, finalmente, ignorarla.

La strada era infinita.

Sentiva il fiatone nel petto ed i battiti sordi del suo cuore, ma ancora quella strana interferenza che le ronzava in testa non le permetteva di ascoltare alcuna voce esterna.

Ad un tratto scorse la figura che stava inseguendo.

Era coperta di nero, ogni traccia di pelle era celata sotto una spessa coltre scura e densa che scivolava via come catrame.

L'unica cosa che la distingueva era una divisa da cameriera bruciacchiata che le si attorcinava tutt'intorno in modo innaturale.

La sagoma si accucciò a terra, deponendovi un fagotto, anch'esso nero, dal quale uscivano due paffute braccine recalcitranti che si dimenavano a più non posso.

"Prim."

Il ronzio si interruppe e tutto intorno a lei iniziò a sfocare.

"Prim."

Le si mozzò il fiato in gola.

Quella strana voce le stava lentamente perforando il cervello.

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