17. Come pioggia.

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"Piove sul giusto e piove anche sull'ingiusto;

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"Piove sul giusto e piove anche sull'ingiusto;

ma sul giusto di più, perché l'ingiusto gli ruba l'ombrello."

Lord Bowen.


Sentiva la rabbia che le ristagnava in fondo allo stomaco, la frustrazione, la delusione, il senso di impotenza. Il mondo che le cadeva improvvisamente addosso, come la pioggia che in quel momento le scivolava sui vestiti più pesanti del piombo.

Quando era arrivata a Runadium non avrebbe mai potuto immaginare che anche da quel cielo scendesse acqua.

Aveva pensato a cascate di nettare e ambrosia, pozioni magiche e sgargianti, fiumi di pietre preziose. Quella, invece, era solo pioggia.

Come aveva fatto esattamente a finire lì?

Fidelia doveva essere in pensiero, probabilmente aveva già iniziato a cercarla ovunque. Era scappata via senza dirle neppure una parola.

L'abitazione di Sybilla era strana: non avrebbe saputo dire con esattezza se le piacesse oppure no.

Era asimmetrica, come fosse stata la metà esatta di un palazzo segato in due e poi spostato proprio davanti a lei. Alta, con le finestre strette tutte colorate e l'edera che si insinuava in mezzo ai mattoni, sembrava la tipica tenuta di un signorotto benestante europeo.

Pensò distrattamente che dovevano starci per lo meno una decina di stanze. Dava l'impressione di essere tremendamente pericolante ed al tempo stesso salda come una roccia. Proprio come Sybilla.

Avanzò meccanicamente attraverso il cortile, ritrovandosi di fronte alla porta nera come la pece. Il grugno smunto di un demone Oni le rivolgeva una smorfia orrenda, appeso ad uno dei batacchi. Anche quell'affare ora si prendeva gioco di lei.

Prim lo afferrò e bussò tre volte, senza ottenere alcuna risposta.

Nei momenti che si susseguivano uno dopo l'altro senza un vero perché, la sua testa si ripiegava su se stessa facendole perdere a tratti la percezione della realtà. La piuma che aveva frettolosamente infilato nella tasca dei jeans le scaldava la gamba destra fastidiosamente.

Bussò ancora, questa volta con i pugni stretti contro la porta.

-Sybilla! Sybilla apri, per favore!-

Sentiva il proprio battito cardiaco rallentarle nelle orecchie, la pioggia che le finiva negli occhi annebbiandole la vista.

Non aveva nemmeno più freddo.

Era stato sempre così semplice! Ce lo aveva avuto davanti agli occhi per tutto quel tempo eppure era riuscita ad essere così cieca da non vederlo. Tutto era chiaro, tutto tornava: il Semeionobiblos che non conteneva le sue visioni, la chiaroveggenza, il motivo per cui con lei la piuma si comportava in quel modo.

Runadium - La città delle stregheLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora