2031 - 8 anni dopo
Toscana, Italia
Silvia's POV
Mi alzo stiracchiandomi al verso del gallo dei nonni. Il profumo di erba tagliata, degli alberi da frutto e del vigneto fuori crea un mix perfetto e rilassante. La loro tenuta si trova nelle campagne toscane, mi piace qui. All'inizio l'adattamento è stato difficile così come il rapporto con i nonni, ma poi crescendo tutto si è appianato. Loro mi vogliono bene, adesso ho ventiquattro anni e non ho più avuto traumi. Cerco di non pensare al passato e mi riesce bene, l'ho in un certo senso sepolto. Studio storia, mi sono diplomata e vorrei diventare insegnante. I miei nonni hanno cercato di riacquistare e rimettere in piedi l'azienda di famiglia, subito senza successo ma poi ce l'hanno fatta. Io do una mano come posso ma passo la maggior parte del mio tempo isolata alla biblioteca comunale a studiare. Non mi pesa non avere amici se questo impedirà a lui di tornare. Tutto sta andando alla grande ma il passato sta per inghiottirmi. Un giorno torno a casa e trovo proprio nonna seduta al telefono. Lo posa accuratamente sul tavolo fissandomi attonita. Mi guarda preoccupata.
<<Nonna che succede?>>-mi avvicino avvertendo uno strano malessere.
<<East Bethany, Cristina e Ralph hanno avuto un incidente d'auto>>-mi dice e il mio mondo crolla.
Adam's POV
Non è vero quello che ho saputo, non può essere vero. Tiro pugni su pugni al sacco da boxe di fronte a me, quello nero che uso sempre io nella palestra in cui mi alleno. Lei. Come osa rimettere piede qui? E' anche casa sua dopo tutto certo, ma ripiombare così nella mia vita come se niente fosse. Come se anni fa non mi avesse spappolato il cuore in mille pezzi. Se n'è andata anni fa senza darmi spiegazioni, ignorando i miei sentimenti. Sicuramente quel coniglio del cazzo ha inciso ma è scappata e non si è fatta aiutare da me. Ho saputo del suo ritorno solo tramite un messaggio da parte di Mina, attualmente sposata già con Brian, il mio migliore amico. Almeno a qualcuno è andata bene. Mi ero illuso che sarei cresciuto con Silvia ma lei ha rovinato tutto. Non l'avrei mai abbandonata a Felix, mai. Le sarei stato accanto ma è stata lei a scegliere per me. Non la perdonerò. Dopo una doccia fredda esco dalla palestra e mi imbatto nel vicesceriffo, il padre di Mina.
<<Signor Lieutenant, tutto bene?>>
Ha una faccia...mi saluta aria greve.
<<Caro ragazzo, in effetti no. Non dovrei dirtelo ma...è stata una mattinata tosta. I signori Conway hanno avuto un grave incidente d'auto e al momento sono in terapia intensiva all'ospedale>>
<<Come è successo?>>
<<Le dinamiche sono ancora sotto indagine ma si pensa a un animale o a uno spavento...come una bravata giovanile. Ho trovato io la macchina, era capovolta, subito dopo ho dato l'allarme. Sulla scena è stato rinvenuta questa maschera da coniglio, sembra molto antica>>.
Io sbianco. Mi mette in mano una maschera da coniglio che io fisso subito con orrore poi la mollo a lui come se scottasse. Non può essere. E' tornato o forse non è mai andato via.
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Amico immaginario
HorrorAttenzione: storia horror, consigliabile a un pubblico +14. Silvia è costretta a trasferirsi in America con i genitori a 14 anni, in seguito al fallimento dell'azienda agricola di famiglia. Silvia odia essere un peso per qualcuno, così non protesta...
