BRANDON'S POV
<<Cazzo cazzo cazzo. Non può essere lei!>>
Penso mentre mi porto le mani ai capelli. Li scuoto nervosamente e continuo a fissarla interdetto.
Ha un'aria così stupida, ingenua ed innocente mentre scruta la mia espressione sconcertata.<<Charlotte?>>
<<Mhh..?>>
Mi risponde esitante. Probabilmente si sta chiedendo che cosa voglia da lei, quale siano le mie intenzioni e boh... magari sta semplicemente pensando alle lasagne che mangerà domani a pranzo.
Cazzo.<<Sei davvero tu?>>
Assottiglio gli occhi quasi tremante all'idea che lei annuisca.Mi sorride come per confermarmelo e chiudo velocemente il portello.
Faccio il giro della macchina e raggiungo il sedile dell'autista.
Gesù Cristo.Mi siedo con aria tesa e sbatto con forza lo sportello. Sono visibilmente incazzato e lei sembra notarlo dai miei gesti, tanto che a quel suono secco sussulta.
Mi viene da ridere ma non lo faccio, so che sarebbe una di quelle risate isteriche, finte.
Mi allungo verso i sedili posteriori e raccolgo una coperta in tessuto. So che non è di una consistenza esagerata ma può tenerle caldo almeno durante il tragitto.Metto in moto mentre la vedo accoccolarsi e mettersi a suo agio appoggiando la sua testa contro il finestrino. Con una velocità non troppo moderata mi avvio verso la strada del mio appartamento.
Di tanto in tanto le lancio uno sguardo e mi innervosisco sempre più ripensando a ciò che le è successo qualche minuto fa.
È dolce, è dolce l'immagine di una Charlotte indifesa e spaventata che sta sonnecchiando nel sedile accanto al mio.
Sta evitando il mio sguardo e lo so.
<<Che cosa vuoi da me? Cosa vuoi farmi?>>
Sta piagnucolando ed è quasi incredula mentre continua a stringere a sé la piccola coperta. Fissa un punto al di là del vetro.Mi rivolge uno sguardo diffidente e mi è nuovamente possibile perdermi nei suoi occhi verdi, ora più chiari e cristallini.
Mi mordo il labbro realizzando che ha paura di me, paura che io possa farle del male.
Probabilmente crede che sia il tizio di prima. Probabilmente non riesce nemmeno a distinguere i miei lineamenti.
E solo ora realizzo che non mi ha riconosciuto.CHARLOTTE' S POV
L'auto improvvisamente si ferma dopo aver imboccato un vialetto che porta ad un piazzale. Probabilmente siamo nel parcheggio di un qualche condominio.Lui si sporge verso il mio lato e io volto subito il viso sperando non mi abbia sorpreso a guardarlo.
Sorride o ghigna e afferra le chiavi poste sul cruscotto.
Lascio un sospiro di sollievo quando lo vedo scendere dall'auto e chiudere il suo sportello. Seguo i suoi movimenti e impallidisco quando noto che sta venendo nella mia direzione. Apre il mio sportello, mi osserva attentamente e dopo, avermi avvolto nella coperta, mi solleva di peso portandomi verso l'ingresso del palazzo.
Mi dimeno un poco credendo abbia cattive intenzioni.Inizio a lamentarmi borbottando cose prive di alcun senso ed incontro il suo sguardo che subito si addolcisce come quello di un qualsiasi ragazzo che si sta rivolgendo ad un adorabile bambino.
Dopo aver aperto la piccola porticina ancora reggendomi in braccio si dirige verso la rampa di scale. Raggiungiamo il quarto piano e lo noto trafficare nelle tasche dei suoi jeans.
Infila la chiave nella toppa e dopo aver imprecato riesce ad avere accesso al piccolo appartamento.
Mi trasporta fino a quella che deve essere la sua stanza e con apparente gentilezza mi adagia sul letto matrimoniale che vi è al centro del vano.
Lo guardo spaventata esitante di sapere quale sarà la tua prossima mossa. Lui posa una mano sulla mia fronte e si affretta a raggiungere il bagno. Immagino che abbia notato quanto sia alta la mia temperatura corporea.
Dopo qualche istante fa nuovamente capolino nella stanza reggendo in mano uno straccio appositamente inzuppato nell'acqua fredda.
Lo adagia premurosamente sulla mia fronte e mi aiuta a togliere i vestiti.Mi ritraggo appena lo vedo armeggiare con la mia gonna e lui rassicurante mi sorride continuando a sbottonare i piccoli bottoncini di lato.
<<Che cosa vuoi?>>
Non faccio che porgli la stessa domanda da ormai qualche minuto ma non ricevo alcuna risposta da parte sua.
Lui, d'altra parte, mi asseconda e mi toglie le scarpe caratterizzate da tacchi vertiginosi: li butta incurante in un angolo della stanza.Sono praticamente nuda sotto il suo sguardo e ciò mi intimorisce:
sto indossando solamente delle mutande nere in pizzo e il top azzurro con il quale devo essere andata alla festa in discoteca.Lui cerca di togliermelo ma, appena intuisce che non ho nulla sotto, arrossisce ed esce dalla stanza.
Ritorna poco dopo con in mano dei comodi pantaloni azzurri che devono essere per forza di un pigiama maschile. Me li porge insieme ad una canottierina bianca e ad una maglietta azzurro chiaro.
<<Indossali>>
Mi dice mentre si porta una mano nei capelli ancora nervoso.
Mi osserva mentre armeggio con essi e quando mi vede in difficoltà si china e mi aiuta ad indossarli.Mi vergogno e lui sembra notarlo perché decide di uscire dalla stanza.
Indosso la canottiera e la maglietta che mi ha portato. Quindi sfilo il top azzurro gettandolo a terra accanto alla gonna.
Sto chiaramente indossando degli indumenti maschili, forse i suoi.
Ignoro la cosa e mi infilo sotto le coperte. Mi addormento in un millesimo di secondo incurante di chiedere spiegazioni, di cercare risposte alle mie continue domande.
Semplicemente mi sono arresa al sonno.
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