ETHAN'S POVMi aggiro per i corridoi dell'ospedale senza sapere dove andare. Semplicemente cammino spaesato alla ricerca della stanza di mia sorella. Mi hanno detto che sta riposando per cui deve essere per forza tornata nella camera che le hanno assegnato.
L'unica cosa che mi resta ignota è come scoprire quale sia il numero di stanza.Incrocio un medico piuttosto giovane e decido di affidarmi a lui nonostante io sia poco fiducioso:
<<Mi scusi saprebbe dirmi dove si trova Charlotte Greese? È una ragazza biond->>
Il medico con noncuranza mi interrompe, mi sorride sbruffone con aria ostile e risentita. Non mi guarda nemmeno negli occhi mentre parla, mi squadra dall'alto al basso per poi concentrarsi su un punto al di là delle mie spalle.
<<Bionda, occhi verdi, alta, magra, 17 anni compiuti oltre 8 mesi fa... sì Ethan, stanza 251>>
Inutile dire che sono spiazzato.
Lo fisso sbalordito e non riesco a capire come cazzo può sapere tutto questo.<<Chi è lei?>>
Chiudo gli occhi in due fessure sottili, spostandomi con diffidenza.
<<Il tizio che ha conosciuto il fratellastro di sua sorella. Complimenti, molto responsabile da parte sua affidare una minorenne ubriaca ad un tipo qualunque mentre lei se ne sta tranquillo a bere come se non ci fosse un domani.>>
Mi tira una pacca sulla spalla e mi sorpassa. La sua ironia mi trafigge e non posso fare a meno di pensare che abbia ragione. Alla parola 'fratellastro' ha mimato delle virgolette con le dita e posso quindi facilmente capire che ha intuito la falsità della storiella inventata da quel coglione di Brandon.
Per quanto sia coglione però non posso definire il mio coinquilino da tre anni, il mio migliore amico "un tipo qualunque ".
<<Chi cazzo le ha detto che mi sono ubriacato?>>
Sto praticamente urlando e il dottore non può fare a meno di bloccare la sua camminata decisa per voltarsi a guardarmi con completo disgusto nei miei confronti, mi guarda con superiorità.
<<Ha la maglietta sporca di vomito e puzza di alcol e fumo, se non è stato in una discoteca era di sicuro ad un party. La stanza 251 e nell'altra ala dell'ospedale, deve salire due rampe di scale e farsi il giro completo dell'edificio, trova le piantine ovunque. Comunque Lottie sta riposando.>>
Non faccio in tempo a pensare ad una risposta da dargli che scompare dietro una porta color verde chiaro. Merda.
Cerco di seguire le sue istruzioni e mentre salgo le scale non faccio che chiedermi chi diamine possa essere quel tizio. L'ha chiamata Lottie, proprio come i suoi amici e i componenti della famiglia sono soliti fare.
Mi ha chiamato per nome e solo dio sa come ne è al corrente.GRACE'S POV
Dopo un breve riassunto di ciò che è successo a Charlotte, Brandon decide di chiamare Ethan il quale ovviamente rifiuta la chiamata.
Brandon è parecchio nervoso, sa quanto il suo amico sia incazzato con lui e ha paura possa succedergli qualcosa.
Quindi mi prende la mano e inizia ad avanzare frettolosamente verso le scale. Io mi limito a seguirlo silenziosamente.<<Credi che Ethan abbia già trovato la stanza?>>
Gli chiedo incuriosita.<<Lo spero... Non so neanche se questa strada sia giusta. Dio, quest'ospedale è enorme: la prima volta mi ha accompagnato un dottore che era uhn... molto particolare.>>
Mi guarda stranito probabilmente dal comportamento del tizio con il camice e io decido di assecondarlo, del tutto ignara delle sue allusioni.
Sono così sollevata ora che so come sono realmente andate le cose. Sono felice di apprendere che la persona per cui forse provavo più stima si è presa cura della sorella di Ethan.
Conosco quest'ultimo da almeno due anni eppure non ho mai conosciuto Charlotte o Lottie, come la chiamano tutti.Ci introduciamo in uno stretto corridoio e lo sento bisbigliare qualcosa come "non credo di esser mai passato per di qui"
Ci sorpassa un medico che sta tranquillamente bevendo un caffè.
Io, notando lo scarso orientamento di Brandon, decido di affidarmi al cinquantenne.
Con fare gentile mi rivolgo a lui in cerca di aiuto.<<Mi scusi saprebbe dirmi quale sia la stanza 251?>>
Il dottore si volta e mi squadra dall'alto al basso con un sorriso divertito.
Poi sposta l'attenzione su Brandon il quale si sta grattando la nuca sperando in una risposta da parte del primo.<<Tu sei Brandon?>>
Il dottore emana gioia da tutti i pori. Il suo sorriso ora sembra quasi beffardo e ho paura si stia prendendo gioco del mio migliore amico.<<Si ma lei chi è?>>
Osservo Brandon e noto che sembra tentare di mettere a fuoco l'immagine dell'uomo che ha di fronte.
<<Oh non è importante... Lottie sta al secondo piano, girate a destra e percorrete tutta l'ala sinistra.>>
<<Ma ci conosciamo?>>
Insiste Brandon con fare indisposto e diffidente.<<è davvero così importante?>>
Brandon lo guarda con aria di sfida e gli si avvicina presuntuoso.
Il medico sta ancora sogghignando e solo ora mi rendo conto che questa situazione è destinata a degenerare.
A questo punto decido di intervenire e afferando una mano di Brandon cerco di ritirarlo indietro.
Non si ferma.
Sta uscendo di senno.
Mi pianto davanti al cinquantenne.
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