ETHAN'S POV
Mia sorella.
Non posso credere che quel grandissimo cazzone si sia scopato mia sorella. Porca puttana.
Mi guardo allo specchio inorridito. Odio ciò che vedo, mi odio.Ho passato tutta la serata lontano da lei, l'ho persa di vista poco dopo che sono entrato in quel posto di merda.
Non mi sono nemmeno preoccupato di cercarla: per tutta la serata non ho pensato a nulla se non a me stesso e questo gesto profondamente egoista non può che rivoltarmisi contro.
Faccio una smorfia cercando di ricacciare indietro le lacrime e cerco di apparire il più sereno possibile.
Il bagno puzza incredibilmente tanto di vomito e il pavimento presenta ovunque tracce di quel sangue dal colore vivace, un rosso vivo poco denso, sembra quasi venuto fuori a zampilli.
Rabbrividisco all'idea e inizio a tremare al solo pensiero che si sia sentita male.<<Sono un coglione>>
Bisbiglio a me stesso. Sto ripetendo l
a stessa frase da qualche minuto ormai.
Fisso la mia mano, la nocca violacea che si sta gonfiando per via dei pugni alla parete.
Sospiro e tento di far tornare regolare il mio battito cardiaco.
Grace si sporge e spalanca interamente la porta, mi guarda intimidita come se avesse paura di confessarmi qualcosa. Le sorrido forzatamente e sento gli occhi pizzicare. Altre lacrime minacciano di uscire.<<Mi ha chiamata Brandon.>>
La tensione è palpabile nell'aria e lei sembra fottutamente terrorizzata dalla mia possibile reazione.
Serro la mascella e attendo che mi riporti ciò che il mio coinquilino le ha detto.<<Lottie... Lei è in ospedale, la stanno ricoverando, credo.>>
Impallidisco all'istante. Recupero il giaccone che ho precedentemente dimenticato sopra la lavatrice e afferro la mano di Grace trascinandola fino alla porta di casa e giù per le scale.
Lei mi segue silenziosa e si infila nel posto del passeggero mentre armeggia con il telefono.
Imposta il navigatore e mi fiondo sull'Autostrada.<<Lei come sta?>>
<<Ha perso molto sangue... È-è svenuta.>>
Entro nel panico quando la macchina davanti alla mia si ferma. Suono più volte il clacson prima di accorgermi che il semaforo è rosso.
Mi passo una mano tra i capelli e Grace mi appoggia delicatamente una mano sulla spalla.Grace non mi infastidisce.
Grace è decisamente l'unica persona che vorrei avere accanto in queste situazioni. Lei sa esattamente che cosa fare, come comportarsi.
Personalmente ritengo sia la persona più calma e composta di questo mondo.
Non mi vergogno di aver pianto dinanzi a lei perché mentre lo facevo il suo sguardo era cosi materno e apprensivo.
Mi sono mostrato vulnerabile e lei non mi ha affatto giudicato per questo.
Grace sa quando è il caso di tacere e quando invece è il caso di intervenire.<<Ho bisogno di sapere che sta bene.>>
Ammetto più a me stesso che a lei.
Grace guarda fuori dal finestrino. Mi viene da chiedermi se mi capisce, se capisce ciò che sto provando.
Non so bene come si sentirebbe se tutto questo fosse successo a sua sorella o a suo fratello.<<Vuoi che chiami i tuoi genitori?>>
Sta balbettando. Sinceramente non mi aspettavo questa domanda.
<<Tu credi che io sia in grado di gestire la situazione? Credi sia grave?>>
GRACE'S POV
Me lo sta chiedendo con il cuore in mano. È qui, accanto a me, mentre guida con le nocche bianche a causa della forte tensione che scarica stringendo forte il volante.
So che quel cuore si potrebbe sgretolare davanti ai miei occhi da un momento all'altro.
<<Non sta sicuramente rischiando la vita.>>
Gli sorrido incoraggiante e lui sgrana gli occhi perdendo un battito.
Merda. Probabilmente non avrà neanche pensato alla possibilità che la sorella potesse morire.
Più pallido di prima fa una curva e accosta di fronte un edificio completamente illuminato.
Riesco a distinguere l'insegna enorme dell'ospedale e tiro un sospiro di sollievo.
Lo vedo scendere velocemente dall'auto e correre fino alla porta di accesso.
Faccio lo stesso, cercando di raggiungerlo.
Quando metto piede all'interno della struttura, Ethan è già a conversare con un infermiere. È visibilmente nervoso e non fa che rivolgere una domanda dietro l'altra al tizio con il camice.ETHAN'S POV
Ho un gran mal di testa ma non riesco a fare a meno di rivolgere mille domande all'infermiere che mi è di fronte.
<<Charlotte Greese?>>
<<Non è stata registrata.>>
Mi si raggela il sangue nelle vene. Che cazzo significa? Non posso aver sbagliato ospedale.
<<Sta scherzando vero?>>
<<È venuta qui con il suo fratellastro... Il signor Hooper credo. Non ci ha detto molto. Da quanto ci risulta ci ha fornito a malapena la data di nascita.>>
<<Sta bene?>>
Lo interrompo completamente disinteressato dal comportamento di Brandon. Il suo fratellastro? Perché cazzo si è dovuto fingere tale?<<Chi? Hooper?>>
L'infermiere strabuzza gli occhi e mi viene da chiedermi quale sia esattamente il suo problema. Quale persona sana di mente darebbe un posto di lavoro ad un tale imbecille?<<No, Charlotte!>>
Sono sul punto di urlare quando mi comunica che non è tenuto a fornirmi alcuna informazione.
<<Sono suo fratello.>>
<<Ho bisogno dei dati anagrafici della ragazza. Ha con sè la sua carta d'identità?>>
Annuisco. Nonostante ogni cellula del mio cervello vuole picchiare quest'uomo, decido di compilare il modulo che consente all'ospedale di prendersi cura di Lottie.
Ho la mano sudata, trema mentre cerco di scrivere alcuni dati personali ed altri inerenti alla mia famiglia.
Quando porgo nuovamente il modulo al medico questo mi sorride e mi comunica che Lottie può ricevere visite solo tra mezz'ora.
<<S-sta bene?>>
Chiedo nuovamente balbettando.<<Sta riposando>>
Mi sorride incoraggiante e io mi volto rassegnato, procedendo alla ricerca di Grace.
La individuo e mi avvio a grandi passi verso di lei.
Le sorrido chiaramente più rilassato ma quando realizzo con chi sta parlando inizio ad innervosirmi.<<Amico non sei poi così ubriaco>>
Mi sorride Brandon***
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