CAP 7. Non sono ubriaco

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GRACE'S POV

<<Drew dico sul serio: ho bisogno di tornare a casa immediatamente...>>

Sono ancora bloccata in discoteca mentre cerco di contrattare con un completo sconosciuto che non sembra affatto affidabile. Il tono preoccupato e premuroso di Brandon mi intimorisce. Nonostante la chiamata risalga a dieci minuti fa non faccio che pensare alla nostra conversazione.

Ogni secondo che passa sono sempre più preoccupata dal modo in cui si è conclusa la telefonata. Ho sentito quello strano rumore in sottofondo. Sembrava un urlo sommesso.

<<Non riesco a trovare Ethan.>>

Ah. Non stavamo vagando per la stanza a vuoto! Non stava cercando di guadagnare tempo! Stava cercando Ethan! Diamine questo tipo è in gamba. Mi pento di averlo definito poco affidabile.

<<Credo sia di sopra.>>
Dico con tono rammaricato e teso.

<<Oh ehm... senti... ti dispiacerebbe andare tu a chiamarlo. Sai, non vorrei coglierlo in... beh, particolari circostanze...>>

<<Anch'io non voglio!>>
Ribatto indignata. Non andrò ad interrompere la sua attività sessuale: ho sinceramente paura di quello che potrei vedere.

<<Drew fai l'uomo! Non lasciarmi andare...>>

<<È il nome di un libro?>>
Mi chiede prendendosi gioco di me mentre si avvia verso la rampa di scale.

<<Fanculo! Ti conviene farti trovare nel parcheggio tra trentacinque secondi!>>

<<Grace aspettami qui, cazzo. Non ti lascerei mai in preda a quel branco di drogati appostati qui fuori!>>

Gli sorrido amorevolmente. Sto acquistando lucidità. Riconosco di non aver bevuto così tanto da arrivare al vomito, ma nemmeno così poco da essere assolutamente certa di non rischiare la vita nel caso in cui decida di mettermi alla guida di un'autovettura.

Chiamo Brandon per assicurargli che a breve saremo da lui.
Sette squilli e lui non ha ancora risposto. Chiamatelo sesto senso femminile ma sono sicura sia successo qualcosa.

Sento qualcuno che mi poggia una mano gelida sul fianco e sobbalzo.
Mi volto per incontrare lo sguardo del tizio che sta apparentemente rischiando l'ipotermia e mi ritrovo ad osservare Ethan. Accanto a lui Drew.

<<Indovina un po'! Ho trovato il nostro amico a sputicchiare nel cesso.>>

Un sorriso beffardo si fa spazio sul visino angelico di Drew che sembra sinceramente sollevato di non averlo sorpreso a letto con qualcuna.

<<Penso di aver vomitato anche il pancreas.>>
La faccia distrutta e sconsolata di Ethan è esilarante.

<<Penso di avere una tachipirina in borsa... sai, per il mal di testa o merdate varie>>
Gli dico quando lo vedo fare smorfie a causa del dolore.

<<Uhm.... grazie Grace. Ti amo.>>

Mi si avvicina cercando di abbracciarmi ma Drew lo scansa non molto gentilmente e lo costringe ad infilarsi nei sedili posteriori della sua auto.

<<Giuro su Dio che se vomiti qui...>>

<<Bla bla bla. Voglio la mia aspirina>>

<<Si>>

Nonostante io ritenga che Ethan sia odioso, mi affretto a recuperare il farmaco. Farei qualsiasi cosa per farlo stare zitto, ora come ora.

Il mio pensiero è costantemente rivolto a Brandon. Sono preoccupata per quello che può essere successo. Lo richiamo ma niente.

Ethan non sembra neanche più ubriaco mentre dà le indicazioni a Drew in modo che possiamo giungere all'appartamento che Ethan e Brandon condividono.

Drew guida silenziosamente. Si è limitato ad ascoltare le indicazioni fornite e a lanciarmi occhiate di tanto in tanto. Durante tutto il tragitto non ho fatto che chiamare Brandon. Chiamate senza risposte ovviamente.

Drew si ferma sotto il portone del palazzo e Ethan si affretta a scendere.
D'altra parte io mi allungo fino a far scontrare le mie labbra con la sua guancia. Mi appoggio alla sua coscia e nel momento in cui apro lo sportello sembra realizzare quello che sta succedendo.

<<Scendi anche tu? Oh mio dio scusa non avevo capito stesse insieme!>>
Diventa paonazzo e il suo tono di voce è flebile. Sembra vergognarsi incredibilmente tanto.

<<Oh no è che a casa mia c'è il ragazzo della mia amica e sai...>>

Mento spudoratamente e gli sorrido.
Sarebbe stato strano spiegargli che sono una nevrotica senza speranza, intimorita dal proprio migliore amico e da quello che può essergli successo. Sì perché effettivamente Brandon è il mio migliore amico.

<<Buonanotte>>
Mi sorride di rimando e mi affretto a recuperare la mia borsa per poi scendere e raggiungere Ethan.

<<Sei ancora ubriaco?>>
Gli chiedo mentre saliamo le quattro rampe di scale che conducono al suo appartamento.

<<Perché? Hai intenzione di far sesso con me?>>

Scoppio a ridere alla vista della sua faccia ammiccante e lui mi segue nella risata. Scherzosamente gli tiro un pugno sulla spalla e lui riprende a ridere.

<<Però non hai detto di no...>>

Lo fulmino con lo sguardo e lui si piega in due dalle risate. Sono 6 del mattino e sono convinta che finirà per svegliare tutto il palazzo.

Gli rubo le chiavi e lo costringo ad entrare nell'appartamento. Quindi richiudo velocemente la porta dietro di me.

ETHAN'S POV

Grace mi ha praticamente spinto all'interno del mio salotto. Probabilmente si sarà preoccupata di lasciar dormire indisturbati gli altri tizi del condominio.
Stronza. Non mi concede neanche il lusso di ridere di lei.
Riacquisto serietà e mi decido a rispondere alla sua domanda.

<<Comunque no, non sono ubriaco. Ho un fottuto mal di testa che mi auguro passi grazie alla tua pasticca ma no, sono chiaramente lucido.>>

La vedo annuire ed arrancare nel buio per raggiungere l'interruttore.

<<Ora fai silenzio.>>
Grace sta bisbigliando e solo dopo qualche secondo ne realizzo il motivo: non vuole far svegliare Brandon.

<<Non me ne fotte una sega se interrompo le fantasie erotiche di quel coglione del mio coinquilino! Doveva riaccompagnarci lui a casa.>>

Incazzato mi dirigo verso la sua stanza e Grace mi segue a ruota. Sembra spaventata...? Che cazzo le succede?
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