GRACE'S POV
<<Sono i due che si sono aggrediti nell'ingresso? >>
Mi chiede l'infermiera con tono preoccupato e non posso fare a meno di pensare che i pettegolezzi si diffondo davvero molto velocemente.<<Sì...beh, dovrebbero risolvere ora>>
Dico fintamente disinteressata.
Sto ancora cercando di metabolizzare quello che stava per accadere poco fa tra me e Brand.<<Deduco che il tuo ragazzo sia in torto.>>
Mi irrito.
<<Non ha fatto nulla di male. Deduca pure che Ethan è un coglione.>>
L'infermiera mi guarda stranita ma poi scuote la testa, come per allontanare alcuni pensieri e io decido di entrare a far visita alla piccola Charlotte.
Non ho nemmeno negato che sia il mio ragazzo.
Fa male doverlo dire ma Brand non è mio, non lo è mai stato.E non lo sarà mai.
È inutile sperarci, illudersi: lui non mi vuole.
È partito, se n'è andato.
Mi ha lasciata.
Non mi ha permesso di stargli accanto nel momento più delicato e difficile della sua vita.
Non mi ha voluta e io l'ho saputo perdere, ma non dimenticare.Charlotte é bellissima anche con i capelli tutti scompiglianti, la carnagione lattea e il trucco colato.
Mi siedo accanto al suo lettino e la osservo.
Brandon, è stato Brandon a prendersi cura di lei.
Sorrido al pensiero di lui tutto preoccupato e in preda al panico.
Lui è solito mantenere la calma davanti a tutto, ma questa volta non credo sia andata cosí. Immagino sia andato fuori di testa non appena ha realizzato che la sorella del suo migliore amico stava per essere violentata e che, qualche tempo dopo, sanguinava da un braccio cosi tanto da svenire.
Ad ogni modo lei è bella veramente.
Lui potrebbe benissimo preferirla a me.
Dio, perché sto pensando questo???
Devo essere ancora ubriaca.
Sí, deve essere così.Poco dopo, fanno ingresso nella stanza Brandon e Ethan.
Osservo da capo a piede Brandon e lui mi sorride come a dirmi che è tutto apposto.
Non ricambio il sorriso.Ethan si rivolge all'infermiera.
<<Quindi quanto dovrà rimanere qui?>>
<<Noi preferiremmo almeno oggi e domani.>>
ETHAN'S POV
Mi odierà, io lo so.
Quando si sveglierà e si troverà in questa stanza, darà di matto. Inizierà a supplicare affinché sia fatta uscire.Le passo una mano sulla fronte e le accarazzo le guancie. Le lascio un leggere bacio sul naso ed esco dalla stanza seguendo l'infermiera.
Chiedo precisazioni sullo stato di Lottie e lei continua a parlarmi di cose che non capisco.E non tento nemmeno di capire.
Da qui riesco ad avere una visione parziale della stanza, così, spesso lascio che lo sguardo sbirci al di là delle spalle dell'infermiera.Grace è rannicchiata nella sedia accanto al letto di Lottie e Brandon è seduto in un angolo del letto.
Non stanno parlando: lui osserva Grace e quest'ultima ha lo sguardo fisso sul pavimento e sembra a disagio.Non sono afffari miei e lo capisco, ma qualcosa mi dice che quei due non si sono conosciuti quest anno.
Mi ritorna in mente la preoccupazione di Grace qualche ora prima, nell'appartamento, quando tremava all'idea che a Brand fosse successo qualcosa.Oppure i discorsi infiniti che mi ha fatto Brandon sul perché dovevo mantenermi a distanza da lei.
Era geloso... si, era evidentemente geloso.
Ogni giorno mi chiedeva di Grace, se frequentasse qualcuno, se qualcuno le si fosse avvicinata durante le lezioni, se qualcuno l'avvesse infastidita o fatta ridire.Però non davo troppo peso a quelle domande perché erano rivolte con noncuranza, con disinteresse, o almeno così voleva farmi credere.
Dio solo sa quanto Brandon si impegnasse per non far trapelare dalla sua voce interesse, premura, preoccupazione, gelosia.
Da quanto si conoscevano?
Quanto sapevano l'uno dell'altro?
Perché mi sento così tradito?Ricordo ancora quando Grace era sdraiata sul lettino da mare e Brandon l'aveva svegliata dandole un bacino sulla fronte, come se fosse la cosa più normale del mondo, senza farsi scrupoli.
Poi le aveva passato una coppetta media di gelato e lei si era messa diritta a mangiarlo.
Sorridva e si leccava le labbra.
E io non capivo come lui potesse sapere quali sono i suoi gusti preferita della giornata.
Perché lei faceva degli abbinamenti predefiniti e andava a umore.
Se voleva il cioccolato allora era anche costretta a prendere la nocciola e il bacio.Se voleva il limone doveva prendere anche il melone e il fiordilatte.
E andava avanti per ore a spiegare questa sua logica.
E io non la capivo, la credevo psicopatica, maniaca e non mi interessava sapere tutte le infinite combinazioni, ma lui le sapeva, le conosceva tutte, una ad una.
Lui sapeva anche di che umore fosse.
Non gli serviva chiedere di che gusto avesse voglia, lo sapeva.
Sempre.E ho deciso che questa sera glielo chiederò, a Brandon, di loro due. Voglio sapere la loro storia... quello che mi hanno tenuto nascosto per un anno.
L'infermiera smette di parlarmi dei tagli di Lottie e mi saluta velocemente con un sorriso timido per poi andarsene al bar dell'ospedale.
Sarei riuscito ad aspettare quella sera?
Le mie domande esigevano delle risposte e io sarei potuto impazzire.
Mi affaccio alla stanza e richiamo Grace.
Lei alza la testa sorpresa dalla mia comparsa e smette di rigirarsi gli anelli tra le dita.
Le faccio segno di raggiungermi e Brandon mi guarda torvo.
Poi guarda lei che sembra far di tutto per evitare il suo sguardo penetrante.È visibilmente confusa ma mi segue fuori dalla stanza, lasciandosi alle spalle un Brandon stordito.
Camminiamo un po' per il corridoio vuoto e, solo dopo esserci allontanati abbastanza da quella stanza, rompo il silenzio.
<<Ti ha spiegato tutto quello che è successo?>>
Ovvio che l ha fatto... che domanda di merda.
Stupido. Stupido. Stupido.<<sì, a te no?>>
Era sinceramente interessata alla mia risposta.
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