Io che amo solo te

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Le sue labbra si avvicinarono al mio collo iniziando così a lasciarci una serie di baci umidi "tu sarai l'unica che porterò qui..." mi rispose finalmente lui.
La sua vicinanza mi rendeva insicura e sentire il contatto con la sua pelle non aiutava affatto, mi girai in modo tale da guardarlo negli occhi e rimasi incantata a fissare con desiderio quelle sue labbra.

"Cosa aspetti a baciarmi?" Gli dissi io ancora con lo sguardo su quelle labbra perfette "perché non lo fai tu?" Mi rispose sorridendo, aah quel sorriso... dopo questa affermazione i miei ormoni non capirono più niente "di solito sono gli uomini a fare il primo passo no?" cercai di rispondergli rimanendo il più calma possibile. "E se lo facessimo insieme?" Propose avvicinandosi a me, mi avvicinai anche io "facciamolo e basta", non ho mai aspettato così tanto per un bacio, volevo morire!

Ci guardammo per un secondo e insieme ci precipitammo l'uno sulle labbra dell'altro. Le nostre labbra si muovevano insieme, unendosi a ritmo, e senza aspettare aggiungemmo al nostro bacio carnale le nostre lingue, fondendoci in un unico vortice.

Rimanemmo lì ancora per qualche oretta poi andammo in stazione in attesa di Piero e Ignazio, le fan senza che io abbia pubblicato niente sulla pagina sapevano tutti i nostri spostamenti infatti un gruppetto ci stava già aspettando per foto e autografi.
Molte vedendo la buona alchimia tra me e Gianluca ci chiedevano se stessimo insieme "boh chi lo sa dovrete scoprirlo voi!" Fu sempre la nostra risposta, l'arrivo del treno ci salvò da quel momento imbarazzante, per questo giro i ragazzi non vennero accompagnati dalle ragazze appunto per non creare altri pettegolezzi, dopo aver accontentato tutte le IlVolovers andammo nell'hotel in cui avrebbero alloggiato per quella settimana.

Michele mi diede il programma per le prove del concerto nel palazzetto di Roccaraso e mi disse di portarlo ai ragazzi, così andai nella hall e diedi il volantino a Piero e a Gian, informandomi che Ignazio era già salito in camera dato che la sua era già pronta. Andai davanti alla stanza, bussai due volte e non mi fece attendere molto, appena mi vide fece il suo sorrisino capace di far sciogliere anche i ghiacciai del circolo polare artico, "Ehi" mi accolse lui, io gli porsi subito il volantino sperando che quel momento imbarazzante finisse subito, stavo per andarmene quando lui aggiunse "l'ho lasciata" lo disse con fare sofferente, mi girai e lo guardai negli occhi, quegli stessi occhi che mi avevano promesso di restarmi accanto per sempre, mi faceva male vederlo così ma prima che io potessi dire qualcosa lui aggiunse "ho capito di amare un'altra ragazza..." lui mi prese la mano e io rabbrividii "lo so tu stai con Gianluca e so quanto lui tenga a te ma avevi ragione Laura non fa per me..." a quelle parole gli strinsi la mano ed entrai in camera con lui "allora cosa indosserai al concerto?" Chiesi per sdrammatizzare, passammo così il pomeriggio tra risate e ricordi proprio come i vecchi pomeriggi passati a Bologna.



Il fatidico 18 giugno era arrivato e la mia agitazione era alle stelle, i ragazzi erano fantastici facevano di tutto per farmi tranquillizzare. Mancavano solo due minuti alla mia entrata in scena Gian mi prese la mano e mi strascinò dietro le quinte, mi abbracciò e mi disse che sarei stata fantastica, lo baciai velocemente e salii sul palco. Quella sera volevamo provare una nuova modalità di interagire con il pubblico, e il risultato fu spettacolare.
Come di rito l'ultima canzone doveva essere grande amore, così le fan vennero sotto il palco e noi sentimmo tutto l'appagamento di quelle due ore e mezza a saltare e a sudare, "che sei il mio unico grande amoreee!" Gian mi prese per mano e mi guardò negli occhi, fu come se il tempo si fosse fermato, c'eravamo solo io e lui, non esistevano le urla delle IlVolovers e nemmeno le luci del palco, quel momento fu soltanto nostro.

Il concerto finì, andammo nei camerini ci sistemammo il più possibile e andammo ad incontrare le fan per autografi e foto. A notte ormai inoltrata ritornammo a Roseto, anche io e Gian ci fermammo nell'hotel in cui alloggiavano gli altri, invece la famiglia Ginoble salì a Montepagano.

Arrivati in hotel salutammo gli altri e ci precipitammo in camera nostra, anche se eravamo stanchi, ci sdraiammo sul letto, io posai la testa sul suo petto, lo strinsi a me, non volevo nessun altro. Lui iniziò ad accarezzarmi la schiena posandomi leggeri baci tra i capelli, piano piano spostò le sue labbra sulla mia mascella fino ad arrivare alla bocca senza mai baciarla veramente, stavo morendo, lo volevo sentire mio, così presi io l'iniziativa e lo baciai come mai prima d'ora.

Iniziò a togliermi la maglietta lasciandomi in reggiseno, passò la lingua sotto al mio collo arrivando così al mio seno. Con entrambe le mani li prese a coppa e iniziò a lasciarci dei delicati baci intorno.

Con un lento movimento passò alla parte bassa del mio corpo, delicatamente mi sbottonò gli skinny e iniziò a sfregare con le sue dita il mio clitoride sopra le culotte, -ringrazio tutti i santi del paradiso che quel giorno indossai delle semplici culotte nere e non quelle orribili mutande con le stampe floreali...- .

Mi stavo contorcendo sotto il suo tocco, quando la sua bocca si posò sul mio seno iniziai a sentire le culotte bagnate, e in men che non si dica mi tolse i Jeans insieme e alle mutandine. Fece il suo solito sorrisino osservandomi nuda e d'istinto appena il cervello si collegò mi coprii il più possibile con le mani, "non farlo ti prego, sei bellissima" mi disse abbassandosi vicino al mio orecchio, io sentii mancarmi l'aria "Gian ti prego muoviti non ce la faccio più..." dissi io supplicandolo con un filo di voce, "Sei troppo impaziente piccola" mi disse prendendomi il labbro.
Le sue mani mi accarezzarono lo stomaco, per poco non gli tirai una ginocchiata in mezzo ai gioielli di famiglia, -non è colpa mia se soffro il solletico!-, la sua mano prese il mio pube ed iniziò a disegnarci dei cerchi immaginari, poi senza preavviso infilò un dito dentro iniziando a pompare furiosamente.

Finalmente Gianluca aveva capito il mio bisogno, mi lasciai scappare un gemito dopo l'altro e questo non fece altro che farlo ghignare e aumentare il ritmo. Con il pollice iniziò ad andare su e giù per il clitoride ed io esplosi in un organo, pompò altre volte prima di tirarle fuori.

Okay il gioco era finito, ma non per lui...

"Togliti immediatamente quei vestiti Ginoble!" Gli dissi prendendogli la maglietta e schioccandogli un prepotente bacio a stampo. Lui mi sorrise poi si alzò e si tolse la maglietta regalandomi una visione celestiale, -anche se si potrebbe fare di meglio-, del suo corpo, poi con molta rapidità si tolse anche i pantaloni rimanendo in boxer.

Si avventò sulle mie labbra, e in un momento di estrema pazzia abbassai la mia mano e strinsi la presa nei suoi boxer sentendolo imprecare tutte le divinità esistenti.
Con un movimento rapido gli tolsi l'indumento aiutandomi con i piedi, il suo amichetto sbatteva contro il mio stomaco e devo ammetterlo mi cascò l'occhio e controllai la situazione.

"Pronta?" Mi disse appoggiando la sua fronte sulla mia, annuii impaziente e iniziò a sistemarsi tra le mie gambe facendo entrare lentamente la cappella. Sentii un leggero dolore non appena lo infilò tutto dentro di me, ma perché erano mesi che non lo facevo, Gian appena capì che qualcosa non andava rallentò il ritmo "tutto bene piccola?" Gli sorrisi e iniziai a muovermi al suo ritmo. "Oh" iniziai ad ansimare "Valeee...!" Urlò Gian spingendo più a fondo.

I nostri respiri accelerati fecero eco nella stanza, Gian sfinito si appoggiò sul mio petto circondandomi la vita io gli accarezzai i capelli e iniziai a sorridere come un ebete... si posizionò di fianco a me sorreggendosi con un gomito per osservarmi, "Sei fantastica" mi sussurrò lui "si anche tu non sei male" risposi io scherzando e iniziai a fargli dei disegni immaginari sul petto nudo, riuscivo ancora a sentire il suo cuore battere fortissimo.

Sono Qui, VivimiLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora