«Vieni con noi al Castello?» la madre di Alessia si sta preparando in bagno.
Lei è indecisa. Deve studiare, ma soprattutto non può fare a meno di pensare a Mark.
«Ti puoi prendere un momento di pausa. Al Castello c'è un sacco di gente oggi. È sabato» le dice la madre, intuendo una parte dei suoi pensieri.
«Non so. Sono un po' indietro...»
Lei si affaccia alla porta della sua minuscola camera: «Sei stanca?» le chiede.
Alessia accenna un sorriso triste: «Un poco» poi aggiunge: «Ma sto recuperando...»
«Lo so, lo so...»
Ritorna in bagno. Alessia prende una decisione. Chiude il libro: «Vengo anch'io» e raccatta qualcosa da mettersi addosso per uscire.
L'aria è tersa come una giornata di montagna. Non ci vuole molto da camminare per arrivare al castello che incombe proprio sopra la città.
Davanti all'ingresso monumentale, proprio sotto il torrione di guardia c'è una teoria di famiglie con carrozzine e bambini piccoli che fanno la fila per entrare. Qualche gruppetto di ragazzi e ragazze bighellonano lì intorno: alcuni stravaccati sulle panchine, altri in gruppo che chiacchierano tranquilli.
Suo padre parla continuamente di qualsiasi argomento gli passi per la testa, ma Alessia non lo sente neanche, concentrata com'è a scrutare i volti di quei coetanei che prendono il sole e spendono i pomeriggi a dirsi poco o niente, una comunicazione piena di attenzioni, richieste, confronti, desideri...
"Oggi sono un po' filosofica" si dice Alessia sorridendo con se stessa.
Entrano dentro il bastione e davanti si apre il parco interno costellato di costruzioni dedicate alla difesa della città: muraglie, camminamenti cittadelle e speroni che spiccano sul prato verde, tiratissimo.
«Potremmo andare fino alla spianata di San Giorgio» propone il padre. Da lì c'è la vista più bella sulla città, ci sono alberi, panchine e anche due o tre bar ricavati nelle ex-case degli ufficiali.
Tutt'e due, madre e figlia acconsentono.
Il cammino è breve: passato un arco nella seconda cinta di fortificazioni si apre la spianata che un tempo era il cortile d'onore del castello.
Quando vanno lì, Alessia e i suoi si siedono sempre ai tavoli della "Lanterna".
Dopo il solito caffè fanno una passeggiata tra le aiuole. Alessia si allontana un poco e va a sedersi da sola proprio di fronte alla balconata panoramica.
C'è un sacco di gente che commenta la vista, ma la sua attenzione viene attirata da un ragazzo che se ne sta, di schiena, appoggiato al camminamento che dà sulla merlatura.
Ha in mano un libro aperto che sta leggendo e sottolineando. Il cuore le fa un tuffo in petto: si avvicina e riconosce Mark. Il quale, dopo un po', alza la testa e vedendola si illumina in uno dei suoi sorrisi. Le fa un cenno di saluto.
Alessia è imbarazzata, non sa bene che cosa fare ma risponde subito, si alza dalla panchina e va verso di lui.
Agilmente Mark salta giù dallo spalto e si dirige verso di lei. Quando si incontrano si guardano un po' imbarazzati, poi lui rompe il silenzio: «Tutto avrei pensato meno di incontrarti qui» dice.
Alessia si rabbuia: «Spero di non averti interrotto... stavi studiando?»
«Si... no» si affretta a dire lui «Cioè sto studiando ma non mi dispiace che tu mi abbia interrotto. Mi sarei preso comunque una pausa».
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Pensami un istante
ChickLitNon basta essere belli, popolari e desiderati per saper amare. Questo è quello che Mark imparerà a sue spese quando farà un incontro che gli sconvolge la vita...