Ore 1,30.
"Ciao. Sono Mark Ondelli. Scusa se ho usato il tuo numero. Ho bisogno di un favore. Ci vediamo domani al supermercato alle 16? SENZA la tua amica."
Mark Ondelli?
Alessia ha un tuffo al cuore. Mai e poi mai si sarebbe aspettata un messaggio da parte sua. È vero, gli aveva dato il suo numero... ma era per gioco, o almeno così pensava.
E poi quel messaggio l'aveva scritto all'una e mezza del giorno, o meglio della notte precedente.
Che cosa può esserci di tanto urgente da spingere un perfetto sconosciuto, forse un po' stronzo, a mandarti un messaggio nel bel mezzo della notte?
Alessia sorride. Se una cosa del genere l'avesse ricevuta Renata sarebbe già svenuta lunga tirata.
«Magari l'ha ricevuto anche lei» pensa. Poi lo rilegge meglio: «No, dice di andare senza di lei»
A questo punto i casi sono due: o quando l'ha scritto era ubriaco e ha voluto prendersi gioco di lei. Magari era a una festa o in discoteca, insieme a quegli odiosi dei suoi amici. Magari stavano scherzando su loro due, 'bambine'.
Alessia sente montarle la rabbia. Ha voglia di mandargli una rispostaccia.
Guarda l'orologio: le sette e un quarto di mattina. Adesso deve andare a scuola, prepararsi in fretta. Risponderà poi dopo in mattinata. Con calma.
«Magari invece vuole solo chiedermi un aiuto per allontanargli quella piattola di Renata. Potrebbe anche avermi scritto per questo» Se pensa a questa possibilità si sente invadere da un senso di delusione. Poi si riscuote.
«Devo andare» dice tra sé e sé. Saluta sua madre ed esce di corsa.
Mentre compie il tragitto che la porta a scuola quel messaggio è sempre lì, al centro dei suoi pensieri.
Continua a chiedersi che cosa vuol dire e soprattutto che cosa deve rispondere.
Perché deve rispondere, questo è sicuro. Ma non sa quale tono scegliere: di sfida? Ironico? Gentile? Un cortese rifiuto?
"Di certo uno come lui, un play-boy", pensa Alessia "non si meriterebbe altro che un vaffanculo ben diretto".
Però con lei era stato gentile, a suo modo.
Un po' spocchioso, in verità, con quel suo modo affettato da sotuttio... uomo di grande esperienza eccetera eccetera... quello che ti guarda e si aspetta che gli cadi ai piedi...
"Che odioso" pensa Alessia. Ovvero se lo dice, anche se forse non lo pensa davvero.
Trascorrono le prime ore della mattinata ma lei non ha ancora deciso. La questione le sembra diventare sempre più grande e sempre più importante.
Perché?
"È uno sconosciuto. Che cose dovrebbe importarmi di lui? Lo manderò gentilmente a quel paese" poi però è incuriosita da quella balorda situazione.
Che cosa vorrà?
Alla fine, durante l'intervallo prende il coraggio a due mani. Va in bagno, tira fuori il cellulare e poi gli scrive: "Mi dispiace oggi non posso. Devo studiare"
Ha appena rimesso in tasca il telefono che questi vibra.
"Accidenti. Stava aspettando la risposta?" si chiede Alessia sentendosi ringalluzzita.
"Ore 10,04
È abbastanza urgente. Puoi anche sul tardi?"
Insiste.
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Pensami un istante
ChickLitNon basta essere belli, popolari e desiderati per saper amare. Questo è quello che Mark imparerà a sue spese quando farà un incontro che gli sconvolge la vita...