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Faccio diversi giri del giardino, poi vengo fermata da un ragazzo.
È molto bello ma non mi interessa.
Lo uso, comunque, per il mio piano.
Ci rido, ci scherzo, flirto spudorata.
Lo tocco spesso e faccio un po' la civetta.
Il tutto condito dagl'occhi di Dim che non mi lasciano un secondo.
Il tipo mi propone di bere e, prendendomi a braccetto, mi accompagna al bar.
Per farlo passiamo davanti a lui e alla scrofa.
Non. Lo. Degno. Di. Uno. Sguardo.
Proseguo con il mio accompagnatore ridendo delle sue battute. Non ne capisco una, dato che ha l'umorismo di un morto.
Dio, che idiota! Va beh, sopporterò.
Prende da bere, Martini per lui e Champagne per me.
Vedo con la coda dell'occhio lei che reclama le attenzioni del fidanzato, troppo impegnato a fissarmi.
E così do la scoccata decisiva.
Mi alzo in punta di piedi e sussurro all'orecchio del mio partner: "andiamocene in un posto più tranquillo."
Gli va di traverso il Martini, gli sorrido seducente prendendolo  per mano e, senza votarmi, mi incammino verso il gazebo.
Arriviamo e solo la luce fioca delle lanterne ci fa compagnia.
C'è un divanetto, dove lui si siede e mi attira a sé.
Inizia a baciarmi e a toccarmi.
Mi dà fastidio ma non posso lamentarmi. Me la sono cercata.
L'importante è che non creda di portarmi a letto, è fuori discussione.
Sarebbe troppo, anche per la mia vendetta.
Lui continua imperterrito e per un po' lo assecondo.
Quando comincia a farsi troppo insistente, cerco di tirarmi indietro.
"E dai, che ti prende adesso? Sembrava che ti piacesse" si altera, dopo l'ennesima volta che ho rimesso le sue mani a posto.
"Sì, mi piaceva, adesso però stai andando oltre ed io non ti conosco" cerco di ragionarci.
"Andiamo a bere?" Propongo, avviandomi al bar.
Non faccio neppure due passi che mi tira e mi sdraia sul divanetto.
Io cerco di spingerlo ma lui è forte e grande, di sicuro più di me.
Con un colpo fortuito però riesco a   alzarmi.
"Adesso la pianti. E io me ne vado." Gli comunico.
"Tu non vai da nessuna parte, puttanella", mi afferra il polso.
Mi strattona verso sé, poi qualcosa sfreccia vicino alla mia testa e lui cade sul divano, tenendosi il naso.
"Toccala di nuovo e ti taglio la gola, stronzo." abbaia Dimitri.
"È stata questa puttana, prima mi vuole e poi fa la preziosa.
Come se non l'avesse data a tutti!" Gli risponde lo stronzo.
Stronzo, che si guadagna un altro gancio in faccia.
Arriva anche la sicurezza che lo porta via.
Io sto tremando. Dim si toglie la giacca e me la mette sulle spalle.
Io lo guardo e scoppio in singhiozzi.
Ho corso un bel rischio, devo essere più accorta in futuro.
Mi tira a sé e mi stringe forte.
Mi dà un bacio sui capelli e mi sussurra: "Ci sono io, piccola Tai, non permetterò a nessuno di farti del male. Ti porto a casa".
Non sa davvero che la persona che mi ha fatto più male è lui.
Una parte di me lo ama ancora, soprattutto dopo avermi salvata.
L'altra parte lo odia profondamente, per aver ucciso una ragazzina dolce e ingenua, con le sue crudeli parole.

SIAE . Falling In Love SU AMAZON.Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora