[ 32 ] Il culetto di Dallas.

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" Lei non era bellissima,
ma era come arte,
e l'arte non deve essere bella,
deve farti provare qualcosa "

La voce del mio migliore amico mi fa sempre stare sempre meglio,
figuriamoci i suoi abbracci,
sono qualcosa di unico,
caldi e coccolosi,
mi fanno sentire ancora a casa,

quanto vorrei tornare indietro e non scappare con Shawn,
magari se non avessi avuto questa mia 'lieve' ossessione compulsiva per lui,
magari Alex non avrebbe mai baciato Tyler, non avrebbe mai scoperto cosa è in realtà...
magari staremmo insieme a questo punto...
troppo egoismo Joselyne piantala,
oggi hai la tolleranza di Hitler.

Sento le labbra di Alex appoggiarsi
lentamente,
sulla mia fronte
e mi scappa un sorriso idiota
mi è mancato tanto.

« Dov'è la festa? Daiii !! »
È agitato più di un bimbo a Natale

« Con Calma! Tutta questa ansia? Ne ho già di mio. »
Hahahah acida al punto giusto mi raccomando,

*perché devi trattare sempre male le persone che ti trattano bene?*
Forse è contro la mia religione
*Religione?*
Si la strozzaggine
*Complimenti capra *

Lo vedo preoccupato mentre mi scruta attentamente l'espressione del viso,

« Qualcuno è di cattivo umore eh »

Il suo tono mi da la carica conferma che è davvero in pensiero per me,
inizia ad accarezzarmi i capelli lentamente,
è solo Dio sa quanto sia bella quella sensazione,

« Scusa è che... »
Mi fermo,
non voglio rovinargli la festa

Dai capelli le sue grandi  mani passano
al mio viso
sfiorandomi le guance con l'indice,

mi conosce bene e da che quando faccio così non ho voglia di rispondere

« Allora, facciamo così eh, ci godiamo questa festa di Miami e poi ne riparliamo domattina,
ci stai? »
mi propone e
il suo sorriso mi inganna tremendamente

« Va bene, ma solo perché sei fottutamente adorabile »
Dico sorridendo

e vedo i suoi occhi oggi un po' spenti iniziare a brillare,

« ALLOOORAAA Dove è la festa ? »
è semplicemente un animale da festa lui

« Vieni con me »
Dico prendendogli la mano e iniziando a correre come facevamo da piccoli,

«Ohh, tesoro, sono ancora Gay »
Lo sento dire mentre lo trascino, letteralmente, verso casa Grier,

« ALEXANDER! »
Lo riprendo, cercando di stare seria e non ridere,
ma inutile dire che 5 minuti e sto ridendo 'manco fossi spiritata,

da quando gli è scattata la fase della coglionite, più comunemente conosciuta con il nome di pubertà,
fa sempre battutine su... quegli argomenti, insomma

« Il mio nome al completo detto da te è semplicemente agghiacciante »
Siamo quasi arrivati

« Cavolo Grazie »
Dico continuando a ridere.
Devo sembrare fatta, pesantemente poi,

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