LEXA PROV
Finalmente è arrivato venerdì, il mio attesissimo giorno libero...
Da quando ho visto Clarke non sono più riuscita a combinare nulla di buono.. le mie tele fanno schifo. Con poche e semplici parole mi ha distrutto.
Sono riuscita a dormire sono un paio d'ore a notte.. Ontari non mi lascia mai sola quando può.. Sono intenta a dipingere una tela, e sembra proprio che questa sia la via giusta.. La riproduzione casuale suona 7 Years di Lukas Graham, il volume è decisamente troppo alto, ma sono le 11.30 di mattina, non mene preoccupo. Il pennello continua a sferzare sulla tela, e io canto piangendo. Il mare in tempesta, rabbioso e triste è esattamente ciò che sono adesso. Ho quasi finito il dipinto quando sento un bussare energico alla porta, abbasso il volume e mi affretto ad asciugare le lacrime.
Ontari è di fronte a me, con una grande busta di carta, non fa commenti sul mio stato, ma noto che apprezza il mio abbigliamento, nonostante sia un disastro. Indosso solo il reggiseno sportivo e dei pantaloni neri e larghi di una tuta, tutti macchiati di colore, e ho uno straccio tutto sporco appeso alla cintola dei pantaloni...
"Hey Van Gogh, anche se è tardi ho pensato di portarti la colazione."Il suo sorriso è un raggio di sole nella mia ennesima giornata grigia.
"Siediti, finisco una cosa e mangiamo insieme"
Ontari si accomoda sul divano, guardandomi dipingere. Sento il suo sguardo bruciare sulla schiena. Con poche pennellate finisco la mia opera, mi pulisco le mani con lo straccio, buttandolo sul telo di plastica a terra, e mi siedo vicino a lei.
Apre la busta e mi porge una ciambella e un bicchiere di starbucks. Bevo e mangio senza esitazione e lei fa lo stesso.
"Seni Lexa, ambasciator non porta pena no??" Mi domanda di punto in bianco, e io confusa le annuisco "Suppongo di si...."
"Beh, tua madre ti ha organizzato una festa, Anya mi ha mandato a dirtelo.. aveva paura che tu la uccidessi" L'ultima frase la rivela con un sorriso ironico e soddisfatto, come se sapessi che non potrei mai trattarti male.
Continua tranquilla "Ha organizzato un week-end al centro termale che hai rilevato,invitando qualche pezzo grosso suo amico, Anya si è occupata di invitare gli altri.. Fai una piccola valigia, partiamo sta sera."
Assottiglio gli occhi osservandoti un attimo, poi sbuffando mi dirigo in camera a preparare la valigia. Tu sorridi vittoriosa, " Tua madre ha detto di andare in un certo negozio che si chiama non so come, a sceglierti un abito elegante, senza fare storie"
Vedo la tua testa sbucare dalla camera che dovrebbe essere la camera da letto, se non fosse che il letto è in soggiorno, " Non ho nessuna intenzione di vestirmi come una bambolina!"Protesto vivamente. Ontari mi raggiunge appoggiandosi allo stipite della porta, e mi guarda con la fronte corrugata, " Oh, beh allora non prenderemo un vestito da bambolina" dice mimando le virgolette e ridendo.. grazie a dio ha l'intenzione di venire con me e aiutarmi, altrimenti sarei già emigrata in Jamaica!
"Anya ha invitato anche Clarke." Per poco non mi prende un infarto!
"CHE CAZZO HA FATTO ANYA!?" domando sconvolta.
"Ha lasciato invitare a Raven qualcuno dei suoi amici, per conoscerli meglio, e Clarke fa parte del pacchetto.. credo."
"Lo sai che se non avesse mandato te a fare da portavoce l'avrei seriamente menata?!"
Ridacchi divertita e soddisfatta, "si lo so... ma credo ci sia qualcos'altro sotto Lex.. Io so leggere bene le persone.. Anche se sono complicate come te e la tua famiglia, è una dote che ho sempre avuto.. sin da piccola.." Ti guardo confusa dalle tua parole, e tu continui" Anya era seriamente preoccupata... come se ci fosse qualche sorpresa che a lei non è gradita.. e mi ha detto di starti vicina, cosa che farò in qualsiasi caso, ci tengo a precisarlo."
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You make me feel again.
FanfictionClarke ha lasciato lexa, dopo sei mesi di relazione, ha semplicemente fatto la valigia ed è sparita dalla sua vita. La nostra Lexa dopo due anni ritorna a New York decisa a rintracciarla, è diventata un artista, è cresciuta. Riusciranno Lexa è Clark...
