Quite the opposite

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RAVEN PROV

Io e Octavia corriamo dietro a Clarkee ci blocchiamo subito dietro di lei, davanti a noi diversi agenti tengono lontani i curiosi che cercano di capire cosa sia successo.. Sento solo Clarke mormorare il nome di Lexa e il mio cuore perde un battito. Vedo il viso di Clarke sbiancare, gli occhi spegnersi.. lo sguardo fisso sulla scena. Cerco di osservare anche io meglio che posso, ma siamo abbastanza distanti..

La moto è rossa, proprio come la sua, ma ci sono una sacco di moto rosse a questo mondo. Il motociclista indossa ancora il casco nero, è vestito in pelle, a primo impatto la corporatura potrebbe essere giusta.. La figura è stesa di lato, il braccio piegato in modo innaturale dietro la schiena.. Mi si forma un nodo in gola, mi sembra di non riuscire neanche a respirare...

L'ambulanza ancora non è arrivata, i poliziotti non fanno altro che impartire ordini per cercare di fare ripartire il traffico, deviandolo nella corsia opposta.. ma tutto è fermo.

Improvvisamente dopo aver contemplato la scena per un paio di minuti, guardo Octavia prendendo il telefono e mi allontano. Chiamo Anya... Il telefono squilla uno.. due.. tre.. quattro volte.. il tempo sembra andare a rallentatore.

Al quinto squillo Anya mi risponde.

"Hey amore! Stavo per chiamarti io, mamma ci ha invitate a cena!"

"Anya..." La voce esce a mala pena dalla mia gola, ed è rauca e tesa.

Che è successo?! Stai bene?!" Il tono di Anya prende una sfumatura di urgenza e preoccupazione.. Sono veramente stordita..

"Credo che tua sorella abbia avuto un incidente.."

"Cosa?" Il tono è sorpreso.

"Si, è venuta da noi con la moto per chiedere a Clarke di uscire.. e adesso mentre tornavamo... abbiamo trovato un incidente.." La mia voce si interrompe più volte, senza neanche accorgermene ho iniziato a singhiozzare..

"Amore, calmati! Lexa è qui, di fronte a me con Costia. È viva, sta bene!"

A quelle parole riprendo a respirare, dopo diversi secondi penso di riuscire a parlare..

"Anya passami Lexa, Clarke ha frainteso come me!" Il mio tono si fa urgente, cerco di avvicinarmi il più in fretta possibile a Clarke.

Dopo diversi secondi sento la voce di Lexa al telefono..

"Hey Rea! Che succede?!"

"Di solo a Clarke che stai bene Lexa! Parlale!"

Mi avvicino a Clarke e il vuoto che vedo nei suoi occhi mi spaventa, cerco di parlarle, ma non mi ascolta. Lo schiaffo che le da Octavia sembra destarla e lei ci guarda con gli occhi increduli e sconvolti. "Clarke, non è Lexa! Lexa è viva, sta bene è con Anya!" Così dicendo le passo il cellulare, lei lo porta all'orecchio velocemente, sentiamo la voce di Lexa parlarle.. Dopo diversi secondi in cui Clarke ha iniziato a piangere balbettando frasi sconnesse, la vediamo crollare a terra, sbattendo violentemente la tempia sull'asfalto. Ne io ne Octavia eravamo preparate, entrambe ci avventiamo su di lei per soccorrerla.

Octavia si dirige correndo verso un poliziotto, io cerco di chiamare Clarke e svegliarla, ma non mi risponde. Dopo diversi minuti in cui sono nel panico più totale un operatore del 118 si avvicina a noi chinandosi su Clarke. Gli altri caricano il motociclista in ambulanza, che si rivela essere un ragazzo dalla corporatura minuta e i capelli corti, poi si avvicinano caricando anche Clarke su una barella e portandola in ambulanza. Octavia segue Clarke sul mezzo e io raccattando il telefono mi metto in macchina, cercando di uscire dal traffico che ha lentamente iniziato a scorrere.

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