Nessuno dei due aveva preventivato il rientro di Sebastian. Pertanto, il suo arrivo li lasciò allibiti.
«Si è introdotto in casa senza invito. Ed è da un po' che provo a coglierlo in flagrante...» rimediò subito Cassandra. «Vorrei scortarlo fino al Comitato. Hai qualcosa in contrario?»
Sebastian inarcò un sopracciglio, in balia dell'incertezza. Si concentrò sul loro insistente contatto fisico. «Mano nella mano?»
Leonard percepì l'astio implicito, ma tacque per evitare di aggravare la loro situazione.
«Mi pare inappropriato. Non credi?» soggiunse l'altro rivolto a Cassandra.
Lei si mosse nella sua direzione e lo calmò con un caldo bacio sulle labbra. «Prima il Comitato lo avrà in custodia, prima saremo al sicuro» gli sfiorò una guancia con le dita delicate.
Leonard si pietrificò, disgustato. Poi, si voltò altrove. Avrebbe preferito non aver assistito alle malsane effusioni di quei due. Tossì per infastidirli. «Volete procedere o no?»
«Hai ragione, scusami» Sebastian si sentiva nervoso, ma quello non era un motivo sufficiente per discutere. Forse era soltanto stanco. O forse, Cassandra non era sincera. Ormai, però, le aveva concesso di agire liberamente. «Sicura che vada tutto bene? In Aula sembravi sconvolta...»
«Sto bene» gli assicurò, «Voglio solo sbarazzarmi di questo ficcanaso, ok?»
«Va bene» acconsentì senza remore, «Ma presta attenzione, intesi? Non ci si può fidare di individui come lui.»
Cassandra gli sorrise. «A tra poco!» lo salutò e prese in custodia Leonard con falsa indifferenza. «Facciamo un giretto, ti va?» lo strattonò.
Insieme s'infilarono in una parete e vennero proiettati fuori dalla dimora dei coniugi Jewell.
«Prima ho incrociato mio padre» gli confessò mentre procedevano a passo spedito. «Qualcosa non quadra...»
I suoi occhi persero fulgore, si fecero vitrei e, alla fine, si spensero del tutto. Benché volesse risparmiarle il dolore, aveva il diritto di conoscere la verità. «Questo è ciò di cui volevo parlarti»
Lo guardò, anelante. «Cosa mi sono persa?»
Leonard mantenne lo sguardo fisso a terra. «Qualsiasi cosa stia per dirti, prometti che non ti agiterai in modo vistoso?»
Lo guardò in tralice, poi sospirò per l'esasperazione. «Sì, te lo prometto.»
Le parole rotolarono fuori dalle sue labbra tutte d'un fiato. «Tuo padre ha ordinato a degli uomini di cancellare la mia esistenza.»
«Parli del Diramatore?»
«No» trasalì al solo ricordo, «Ha dato l'autorizzazione per l'archiviazione di sistema del mio programma»
«Altresì nota come morte cerebrale» riformulò senza attendere la parafrasi di Leonard. Era scovolta, ma incassò il colpo con dignità.
«Già» convenne con accoramento ed affinò il livello di sensibilità dell'udito, poi restò in ascolto. «C'è un'altra cosa. Sebastian ci è alle calcagna da quando abbiamo lasciato la residenza dei tuoi genitori.»
Approfondì l'argomento per evitare di voltarsi verso l'ex-amico. «Dici che è al servizio di mio padre?»
«Non ne ho idea» schiarì la voce per camuffare la forzatura di quella frase. «Comunque sia, dobbiamo seminarlo al più presto.»
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EXCELSI - Aenigma
Science FictionEssere umani significa possedere delle emozioni e saperle gestire, compiere degli errori, convivere con le conseguenze delle proprie scelte, cercare di rendersi ogni giorno persone migliori di quello precedente. Ma se esistesse un modo per evitare...