Leonard non la trattenne.
L'espediente della felpa non aveva funzionato. Anzi, aveva aggravato la sua posizione. Era inviso a Cassandra e non aveva idea di come rimediare all'errore commesso. O almeno, non nell'immediato.
La guardò allontanarsi, finché una svolta a sinistra gli precluse la vista.
Rimirò la sua felpa in una mano e la propria spilla nell'altra. Non lo aveva neanche interpellato sul significato di quell'oggetto tanto raro. Gli aveva solo risposto con un timore reverenziale e un velo di curiosità.
Come avrebbe voluto descriverle la genesi di quel simbolo così ambiguo! E come avrebbe gradito impartirle le nozioni più rilevanti sulla storia dei popoli antichi, la cui memoria stava cadendo nell'oblio!
In Cassandra riusciva a scorgere un inusitato tratto di eccezionalità. Però, lei non sembrava essere consapevole.
Una ragazza snella, da lunghi capelli biondi irruppe nell'Aula e interruppe i suoi pensieri. «Ciao, sono Emily. Tu sei nuovo da queste parti, o mi sbaglio?» gli chiese senza tergiversare.
Leonard scrollò le spalle e nascose in una tasca la spilla. «Più o meno. Ma so abbastanza di questo posto da poter cavarmela da solo.»
«Accidenti, quanto sei permaloso!» esclamò mentre s'incamminava verso di lui con aria civettuola e tracotante. Gli passò le dita lungo la spina dorsale e lo colse alla sprovvista. «Dovremmo provare ad allentare la tensione...» gli sussurrò. «Magari, usciamo insieme e valutiamo come va...»
Leonard s'irrigidì e stritolò la felpa che teneva, ancora salda, in mano. Si costrinse a respirare a pieni polmoni prima di risponderle, per evitare che la ragazza si recasse dalla Dirigente e lo ponesse in cattiva luce.
Allora, si voltò guardandola abulico. «Mi auguro che ti sia chiaro che non mi sono trasferito qui per mettermi a giocare» le spiegò. «Ti consiglio di non trascurare mai la disciplina cui venite sottoposti, perché qualche giorno non potrete più contare su di me»
Emily non demorse. «A me potrebbe occorrere più disciplina delle altre» si morse il labbro inferiore con malizia, «Davvero non vuoi prenderti cura di me?»
Lui la respinse per l'ennesima volta. «Dovresti essere già capace per conto tuo di farlo. In caso contrario, temo di non poterti essere utile...» lasciò l'Aula con gran velocità.
Si calò fuori dalla botola con la felpa su una spalla, scendendo un piolo alla volta. Poggiò i piedi a terra, poi, cercò Cassandra nel parcheggio di fronte.
Tuttavia, la coda di veicoli che si era formata gli impedì di scrutare con un po' più di accuratezza.
«È sua la felpa, vero?» era ancora la voce di Emily.
«Non so a cosa tu ti stia riferendo» mentì lui, imperturbabile.
«Pensi che me la beva?» il suo viso si contorse in una smorfia di disprezzo, «Conosco l'aroma di Cassandra. Vuoi dirmi qualcosa?»
«Non c'è niente da dire.»
Nei profondi zaffiri di Emily scorse un oscuro bagliore, come uno spettro della sua perfidia. «Non ti puoi fidare di lei, è soltanto un'opportunista. Non crederai alla sua rettitudine?»
Leonard inarcò le sopracciglia. «Mi stai forse mettendo in guardia?»
Lei giocherellò con i capelli. Quello era un affronto che voleva portare a termine. «Ti sto offrendo una valida alternativa che non ti causerà guai e che non ti deluderà mai...Insomma,» la sua voce si ridusse a un bisbiglio, «sono molto meglio di lei»

STAI LEGGENDO
EXCELSI - Aenigma
Ciencia FicciónEssere umani significa possedere delle emozioni e saperle gestire, compiere degli errori, convivere con le conseguenze delle proprie scelte, cercare di rendersi ogni giorno persone migliori di quello precedente. Ma se esistesse un modo per evitare...