«mancava poco, e pensa se c'era mio padre e vedevi» dissi agitata
«non preoccuparti» disse abbracciandomi
Proprio in quell esatto momento entrarono mio padre e mio fratello, è inutile dire che non la presero affatto bene anzi all'inizio pensavano che mamma stesse tradendo mio papà, assurdo.
«Caterine, cosa stai facendo!?» urlò mio papà
«perchè non lo chiedi a tua figlia?!» ribattè
«Cristine, chi è ques't uomo?! Dimmelo!»
«un amico... il vicino, non è come pensi. Lui non aveva camice allora ho deciso di prestargliene una, tutto qui.» dissi con le lacrime agli occhi
«va bene, va bene...»
«per piacere, potete lasciarci da soli?»
«Leo, Leo! Cazzo!»
Le lacrime iniziarono a rigare il mio viso prima piano piano e subito dopo sempre più violente, volevo morire, scomparire e non tornare mai più
«non piangere ti prego, non piangere cazzo!» disse Leo.
«come faccio,come?» urlai
«rompi gli schemi, fregatene, prendi la vita con più leggerezza»
"Rompi gli schemi" questa parola mi risuonò nella mente ed iniziai a rifletterci un po su... quindi devo essere più libera? Non devo ascoltare le regole?
«hai ragione» dissi asciugandomi le lacrime
«ci vediamo dopo, e tranquilla» disse dandomi un bacio e consegnandomi tra le mani un bigliettino.
Sul bigliettino c'erano scritte rispettive parole: ci vediamo alle 13:00 all'entrata dell hotel, mi raccomando sii puntuale.
«cos'è? Una sorta di appuntamento?» dissi tra me e me
«allora?»
«niente mamma, niente.»
«cos'hai fatto ieri sera, cioè notte»
«solita roba, al bancone»
«e quell' uomo? Vi siete conosciuti li? Sai perchè è carino...»
«si ci siamo conosciuti li, è abbastanza simpatico e perchè no, anche carino»
«chiama tuo fratello e tuo padre, il pranzo è pronto»
A tavola regnava un silenzio assurdo, la tv puntuale come un orologio svizzero iniziò ad annunciare le notizie, un sacco di incidenti, omicidi roba che a me non interessa.
Do un' occhiata all orologio. Le 13:00.
«mamma, devo scendere un minuto alla home, posso?» dissi tossendo
«vai pure»
Scesi le scale in fretta come una matta ero curiosa di scoprire cosa mi avrebbe detto Leo.
«Leonardo!» dissi urlando
«Cristine, ti va di venire nel mio appartamento? Ah quasi dimenticavo, posso offrirti qualcosa?»
«veramente, io ho appena finito di mangiare, ma accetto lo stesso l'invito» dissi ridacchiando
«seguimi» disse afferrando la mia mano
«vado dove vai te»
«accidenti, è bellissima» dissi girando
«e questa è solo una»
«hai un'altra casa?»
«si a Wall Street, quella la utilizzo per le feste, a proposito, ti va di venire questa sera ad una delle mie feste?»
«non saprei, ho scuola domattina»
«daii, ti porto io» disse facendo il musino dolce
«ahh! Lo sai che non resisto al tuo visino dolce, ci sto!»
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Dangerous
Fiksi Penggemar«non balli bellezza?» chiese ubriaco «nah» dissi buttando giù il wisky «allora seguimi...» sussurrò
