Se in un giorno qualunque della mia vita precedente mi avessero chiesto se fossi felice, la risposta sarebbe stata, senza alcun'ombra di dubbio, affermativa.
Ero una bambina solare, che sapeva prendere il buono dalla vita. Papá Michael mi portava fuori ogni giorno, alle sei in punto, non appena io avevo finito i miei compiti e lui staccava da lavoro. Fumava la sua pipa lunga, che aveva ereditato dal bisnonno, e mi lasciava la mano dopo aver superato i cancelli del parco. Avrebbe potuto abbandonarmi lì e non me ne sarei accorta: non avrei pianto, perché, come detto, ero una bambina felice che sapeva estrarre il buono dalle cose.
Dicono che col tempo ci si trasformi, o che sia il tempo, piuttosto, a cambiare le cose. Io penso solo che i deboli e i disillusi lascino carta bianca al mondo di agire su di loro. Nessuna opposizione, nessuna critica, nemmeno un grido di protesta.
Il tempo non mi ha cambiato. Mi ha ferita, infreddolita, inaridita - se vogliamo dirla tutta - ma se oggi, in qualsiasi momento del giorno, mi chiedeste se sono felice, penserei a Damiano e vi risponderei di sì. Anche se la mamma è stanca, la D'Alba mi ha preso di mira e non riesco a convincere papá a comprarmi un cane. Vi risponderei senza esitazione: che sì, sono felice, e il tempo non ha cambiato le cose.
"Dispiace se prendo l'ultimo pezzo?"
Vivacizzo gli occhi e la sagoma seghettata di Nica si fa più nitida alla luce del sole: non è bella come Victoria, ma la sua chioma nera lucida splende come quella della sorella sotto gli ultimi raggi di sole tenero.
"Fa' pure Nì, se no 'a ragazza me se 'ngrassa troppo."
Damiano fuma la sua sigaretta Camel, che ha rubato ad un passante dopo aver finito il pacchetto, e sorride vistoso dietro una nuvola densa. È seduto su una sedia di metallo inglorioso come un re, con le gambe larghe e il busto incavato, le braccia lente sugli appoggi. Si tira indietro i capelli e mi fa un occhiolino, mentre Nica ruba l'ultima fetta di tramezzino dal mio piatto.
"Lo sai sì, che stai giocando col fuoco?" gli dico, accavallando le gambe.
Lui alza gli occhi al cielo e scopre i denti allineati, tirandomi con forza verso di sè, fino a che sono costretta a precipitare sopra le sue ginocchia.
"Cor foco non ce scherzo, Precisì." -mi sussurra, legando le mani sulla mia pancia scoperta- "Ce vinco e basta."
Nica scuote la testa in disaccordo, ridendo mentre mastica il tonno con i suoi carciofini imbevuti d'aceto, e io respiro piano, con Damiano che fa il Grand Tour sul mio collo e sulla spalla sinistra.
La tenda del bar ci divide in due e lui mi morde la pelle, ma io non ci faccio caso. Appoggio la schiena ai suoi pettorali e guardo Victoria passare la mano fra i capelli di Leo, Ethan discutere con Thomas ed Elena girare la cannuccia mangiucchiata nell'estaté bucato. Ci scambiamo uno sguardo e lei mi saluta con gli occhi stanchi.
"C'ha na faccia da cadavere, Beatrì. Ma quanto la fanne lavorá a quer locale de merda?"
"Non lo so, Rockstar." -ammetto in un respiro- "Ma suo padre vuole che tenga da parte qualcosa per quando inizierá l'universitá e dovrá badare a spese più grandi."
Damiano mi aggiusta sopra di lui, stendendo il mento sulla mia spalla e le mani bollenti sulle cosce nude.
"Non c'ha i sordi che glie esce dar culo quel tipo?"
"Più o meno." -bisbiglio quando vedo Ellie drizzare le orecchie- "Dice di volerle insegnare il senso di responsabilità, o stupidaggini del genere."
"Bah." -fa in tono critico, alzando di poco le spalle abbronzate di Riace- "Ste persone n'e capisco proprio."
Rido alla sua voce bambina, che esce roca come non mai, e catturo le sue labbra salate tra le mie, mescendogli i capelli raggrinziti per l'acqua di mare.
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un bacio al tabacco. | måneskin
FanfictionORA HA UN SEGUITO! un bacio al tabacco 2. "Che stamo a fa, Beatrì?" "Ci prendiamo quello che ci spetta, sbattendoci la testa."
