Chapter 3 -Rose

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Mi sposerò con il cibo cinese

Thomas è un agente immobiliare

I camerieri sono affascinanti.

.

"Bé, il cibo cinese è la cosa migliore di questa giornata."

Sono sincera, per una volta. Il sushi sa davvero tirare su di morale le persone. Lo adoravo e lo adoro tutt'ora. Mi capitava molto spesso di mangiare cibo da asporto, probabilmente perché mia madre non era perfettamente abile nelle arti culinarie. Per cui ci saziammo con del buon sushi e un succo di frutta. Sinceramente avrei potuto mangiare con molta più voglia e voracità se non avessi saputo che da quattro giorni a questa parte, sarei ritornata a Londra e avrei rifrequentato Hogwarts. Buffo, vero? No. È terribile. Non sono una persona ansiosa, ma solo al pensiero di quello che avrei dovuto affrontare, mi faceva sudare freddo.

"Cosa? Mamma, hai preso il riso piccante! Ma non lo odiavamo entrambe?"

"Si, ma c'era un buono sconto."

"E come l'hai preso? Poco piccante o molto piccante?"

"Atomico."

Mentre mangiavamo, mia madre si diede da fare nel spiegarmi, nel modo più semplice possibile, qualche incantesimo basilare. Non che io non li sappia, ma erano anni ormai che non utilizzavo la magia. Mi capitava perfino di scandalizzarmi quando rientravo a casa da scuola nel vedere che i piatti si lavavano da soli, o che l'aspirapolvere era completamente autonoma. Certo, io avevo deciso di cambiare stile di vita, ma non potevo comunque impedire a mia madre di sfoggiare la sua natura di strega.

Per quelle magie utilizzai la bacchetta di mia madre, quella decorata con l'edera. Sentivo la magia fluirmi nel corpo, mentre sussurravo qualche incantesimo. Mi stupii tantissimo vedendo che alcuni mi riuscivano anche. Mamma aveva un sorriso raggiante nel vedermi determinata in quello che stavo provando a fare. Dopotutto, io non mi tiro mai indietro. Qualunque cosa mi si chieda di fare, io la faccio. Bé, a parte che non mi chiedano di fare da babysitter. Sfortunatamente a volte mi capitava di recarmi all'ospedale di mia madre, nel reparto pediatria, e lì il più delle volte dovevo occuparmi di alcuni bambini...il che non mi rendeva particolarmente felice. Una volta, un moccioso mi tirò un calcio e io imprecai tanto malamente da insegnare perfino al bambino quella parolaccia. Per cui se ciò potevo evitarlo, sarei andata d'amore e d'accorto con tutti.

"Vedo che non sei del tutto negata nell'uso della bacchetta." Commentò mia madre. "Non hai dimenticato totalmente tutto. Con un pò di esercizio a scuola e vedrai che sarai bravissima."

Lei era incoraggiante con quella voce calda e tranquilla. Ma io non mi sentivo per nulla incoraggiata. Ma ugualmente non lasciai trapelare questo dettaglio. Anzi, azzardai con la mia solita ironia. "Sarà divertente dare fuoco a qualcosa di così grande..."

Mamma mi lanciò uno sguardo esterrefatto. "Non ci provare nemmeno. Non sarei contenta di riceve lettere da Hogwarts, Rose." disse, sorseggiando il succo e ritornando in possesso della sua bacchetta. "Ah, e a proposito. Hai di nuovo infastidito il professore di latino, per caso? Ho ricevuto una lettera da parte sua, nella quale diceva esplicitamente che sei davvero maleducata. E questo è il settimo in nemmeno un mese di scuola."

Sgamata. In effetti, ero molto nota per il mio carattere molto irritante. Se qualcuno insinuava qualcosa che a me non scendeva giù, io replicavo. E questo, capitava anche con i professori. Di solito agli insegnati non si risponde, bisogna tenersi la ramanzina e starsene zitti. Per me era impossibile. Ritornando al discorso di mamma, mi limitai a ridacchiare. Al prof lo avevo fatto incazzare davvero tanto. "A parere mio, quello deve farsi una vita." risposi.

EUPHORIA -scoroseDove le storie prendono vita. Scoprilo ora