(La notte ha uno strano sapore dolceamaro, quello di ricordi lontani venati di un'inspiegabile malinconia, e di un presente fatto di frammenti di speranze e di paure incontrollabili.
Fabrizio guarda Ermal dormire sereno come un bambino, con la testa abbandonata sul suo petto e la bocca semiaperta in un'espressione meravigliosa di abbandono e fiducia: il suo respiro è leggero e regolare, come una nenia lontana e nostalgica, e in quella calda notte di fine luglio il calore del suo corpo premuto contro il suo è quasi insopportabile.
Ma a Fabrizio va bene così.
Gli accarezza i capelli con la punta delle dita per non disturbarlo, non si muove per proteggere la tranquillità del suo sonno e lo guarda come se avesse occhi solo per poter fare esattamente quello per il resto della vita: guardarlo, accarezzare la sua figura con lo sguardo.
Il suo viso è illuminato appena dalla luce dei lampioni e della luna che filtrano dalla finestra e tutto ad un tratto gli sembra ancora più giovane dei suoi diciassette anni, come se gli eventi della notte e la luce diffusa attorno a loro avessero lavato via una coltre spessa e secca di anni e anni di dolore, lasciandosi dietro un ragazzino bisognoso d'amore.
Ripensa al suo viso contorto da rabbia e frustrazione durante la loro lite, dalla tristezza e dalla paura per il suo incubo.
Gli accarezza appena la guancia per cancellare il solco lasciato dalle lacrime sulla sua pelle: Ermal si muove appena nel sonno e le sue mani lo cercano come se avessero inconsciamente paura di perderlo anche nei sogni; Fabrizio lo tocca come un uomo che ha tra le mani l'oggetto più prezioso che possiede, una gemma rara e di valore inestimabile.
È bellissimo, con i suoi capelli ricci e scuri che gli cadono sugli occhi come il velo di una sposa, con le guance arrossate, e quel corpo magro e fragile che Fabrizio vorrebbe baciare da capo a piedi.
Lo guarda e ripensa a sé stesso alla sua età, alla rabbia che aveva in corpo perchè non riusciva ad accettarsi, a guardare dentro di sé senza provare disgusto, confusione e voglia di autodistruggersi nei modi peggiori possibili: Fabrizio si vede con una chiarezza crudele, ricorda tutti i suoi momenti peggiori e non riesce a dimenticare nulla.
Anche Ermal non riesce a dimenticare i demoni della sua vita: se li porta dietro nei suoi grandi occhi tristi, nell'espressione assente e malinconica che a volte gli attraversa il volto, nella cronica insicurezza e bisogno d'amore da cui non riesce mai a liberarsi.
Forse è per questo che si è innamorato di lui: perchè in Ermal vede frammenti di sé stesso, vede la stessa fragilità che lo accompagna da tutta la vita e con cui fare i conti non è mai facile. Vorrebbe amarlo come merita, dandogli tutto quello che si porta nel cuore e che non è mai riuscito a dire a nessuno prima d'ora.
Ma la paura di rovinare tutto torna a soffocare i suoi desideri: Fabrizio pensa al casino senza capo né coda che è la sua vita, alle zavorre che si trascina sulle spalle sempre più a fatica, e l'idea di trascinare Ermal in quel mondo lo riempie di disgusto.
Quando torna con la mente all'ultimo anno, tutto ciò a cui riesce a pensare è il tempo passato ad elemosinare un posto dove stare per qualche giorno da amici e conoscenti perchè non sapeva dove altro andare, oppure a dormire in macchina, ai lavori di merda che ha dovuto fare per poter mangiare, al senso di totale abbandono e solitudine che ha accompagnato i suoi giorni da quando la sua famiglia ha tagliato i ponti con lui e si è ritrovato completamente solo.
Fabrizio ha stretto i denti, è andato avanti: ma vivere così ha lasciato ferite profonde dentro di lui. Ogni umiliazione, ogni disgustoso compromesso a cui è dovuto scendere per sopravvivere è una cicatrice impressa a ferro e fuoco sulla sua pelle da cui non si libererà mai.
Ermal dovrebbe vivere la sua adolescenza scoprendo sé stesso, i suoi desideri, accarezzando sogni sempre nuovi e sempre diversi che accompagnino i suoi giorni e gli diano nuove direzioni da seguire. Dovrebbe prendersi tempo per guarire, per dimenticare, per imparare ad amare sé stesso.
Non prendendosi cura di lui.
Fabrizio sospira contro di lui, cullandolo tra le braccia: Ermal è la cosa migliore che gli sia mai capitata dal giorno in cui suo padre l'ha sbattuto fuori di casa e gli ha intimato di non tornare mai più.
È la luce in fondo al tunnel di disperazione ed eccessi in cui era sprofondato: quando lo guarda si sente invaso da un senso di pace quasi surreale, quando parla con lui dimentica sé stesso, il suo passato, e riesce a pensare solo a lui.
L'intensità di quei sentimenti è quasi spaventosa.
Fabrizio vorrebbe toccarlo, imprimere sulla sua pelle il suo marchio e sussurrargli all'orecchio tutto quello che si agita nel suo cuore. Lo guarderebbe negli occhi, quei grandi occhi scuri che gli fanno girare la testa, e gli direbbe che è solo suo e che nessuno potrà mai più averlo.
Le notti passate a desiderarlo, i giorni in cui stare lontano da lui era insopportabile affollano la sua mente di ricordi e desideri inespressi che ormai sembrano troppo forti e intensi per poter essere ricacciati indietro, per quanto Fabrizio continui ancora a provarci, perchè Ermal merita di meglio, merita un amore senza zavorre e senza incubi.
Merita di essere il ragazzino che non è mai stato, di scoprire l'amore senza soffrire per colpa sua: Fabrizio non ha niente da dargli, guarda la sua vita e non vede nulla che valga la pena di amare.
Ma è solo quando sono l'uno nella braccia dell'altro che tutto sembra avere finalmente un senso, che il rumore assordante del mondo e dei loro problemi si zittisce e regala loro un momento di pace: e questo è quasi impossibile da ignorare.
Ripensa alle giornate passate con lui, al suo corpo premuto contro il suo sotto il sole accecante, alla sua risata, alle mille confidenze che si sono scambiati e non sa se si sente pronto a rinunciare a quest'ultima ancora di salvezza che lo tiene a galla nel mare di merda in cui rischia di affogare.
Ermal gli ha donato la sua amicizia, il suo amore, una fiducia completa che, probabilmente, non ha mai condiviso con nessuno. E Fabrizio vuole proteggere quei sentimenti e vuole tenerseli stretti con la stessa intensità con cui vorrebbe scappare via da lui per proteggerlo da sé stesso.
La notte è densa, come se l'aria attorno a loro avesse assunto la consistenza di una nebbia spessa e insopportabile da cui è impossibile liberarsi.
Si sente esausto, così stanco da non riuscire a fare altro che abbandonarsi contro di lui.
Fabrizio chiude gli occhi e sospira, perchè nonostante i mille pensieri che si muovono dentro di lui, vuole godersi questo piccolo pezzo di paradiso che Ermal gli sta regalando e addormentarsi, forse per la prima e ultima volta, tra le sue braccia.)
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il mare di carta
FanfictionL'estate dei diciassette anni di Ermal ha il sapore nostalgico e agrodolce della fine dell'infanzia. E del suo amore per Fabrizio. (Ovvero "Call Me By Your Name" AU di cui nessuno sentiva il bisogno).
