Dopo aver finito di abbuffarsi di roast-beef che, come sosteneva Ocram, era davvero eccezionale, si diressero nuovamente nell'ufficio per concludere un po' la discussione. Ora che tutti erano a conoscenza di ogni avvenimento, potevano mettersi d'accordo sul da farsi.
"Ok! Allora, iniziamo da domani. La scuola funziona così: ci sono due squadre, la casata dei leoni e la casata dei serpenti. Domani mattina alle cinque verrai sottoposta ad una prova per capire da quale parte sarai. Successivamente ti verrà affidato un alloggio, una divisa e il programma con le attività. Ti allenerai ogni giorno, senza sosta e combatterai con i tuoi compagni per io potermi accertare dei tuoi miglioramenti. Sarò il tuo "protettore", se hai bisogno di qualcosa che siano chiarimenti o suggerimenti saprai dove trovarmi. Per stasera sarete mie ospiti."
"Grazie." Dissero all'unisono le due giovani. Navir pensò che da quel momento in poi la sua vita avrebbe preso una piega totalmente diversa e che adesso era giunto il momento di crescere; avrebbe avuto un obiettivo e voleva mettercela tutta per riuscire nella sua missione. Ripensò all'immagine che aveva visto nel negozio di Kaleika: lei, la spada, il nulla.
"Scusate, un'ultima cosa. È possibile che io abbia anche un potere che mi permette di prevedere il futuro? So che sembra ridicolo ma ho visto me con una spada in mano. C'erano morti e il deserto intorno a me."
"Si è possibile" Ocram si grattò la folta barba. "Tuo padre è il dio del destino, conosce i pensieri della gente e, perché no, potresti aver acquisito una sorta di potere veggente."
"Quindi quella che ho visto potrebbe essere una delle scene che vivrò durante il mio scontro con Kokou."
"Potrebbe essere, si. Ma non sappiamo né quando né se accadrà. Il futuro non è sempre prevedibile, è soggetto al cambiamento mia cara." Ocram sorrise. Si rivolse a Oyà "Io non so come sia abituata a dormire una dea, né in quali luoghi e né sotto quale tipo di coperte, tuttavia volevo che sapessi che il mio alloggio sarà a tua completa disposizione anche dopo che Navir verrà collocata in un altro dormitorio. Qui non hai niente e nessuno a parte tua nipote; quindi, se per te non è un problema, ti propongo la mia camera degli ospiti come tua dimora."
"Io.. ti ringrazio. Accetto volentieri." Oyà arrossì visibilmente. Vivere con un uomo che non sia suo padre, o santo cielo.
"Venite, è ora di riposare. Vi faccio strada." Nuovamente uscirono dall'ufficio e si recarono verso la dimora di Ocram. Questa era molto più grande vista da fuori, rispetto a tutte le altre. Dentro era molto accogliente e sembrava disporre di tutto il necessario.
"Questa sarà la vostra stanza, sono di là se avete bisogno. Buonanotte."
"Buonanotte" Disse Navir.
"E grazie ancora." Aggiunse Oyà..
OLIMPO.
Che stupida sorella che mi ritrovo; se ne va dritta dritta a Paraalang convinta che riuscirà a sfuggirmi e poi a sconfiggermi. Che idiota. Ho acquisito poteri inimmaginabili da quando sono salito su questo mio trono, non sanno con chi hanno a che fare. Certo, ancora non so come fare per distruggere la mia adorata nipotina visto che i fili d'oro non riesco a decifrarli e quelle tre megere non vogliono parlare. Le infilerei in una delle mie scatole infernali se potessi, tutte tre ammassate lì dentro. In ogni caso, siamo noi a decretare il nostro futuro e non di certo quelle tre poveracce. Ucciderò Navir davanti agli occhi di suo padre.
"Mio signore, mi avete fatto chiamare?"
"Aput, si. Sono a conoscenza della piuma che hai lasciato cadere." Kokou si avvicinò al messaggero alato e lo afferrò dall'orlo della tunica, sollevandolo da terra. "Voglio sapere cosa c'era scritto!" Ringhiò, scaraventandolo a terra.
"Soltanto il messaggio che mi avete detto di riferirle. Ho pensato che se glielo avessi inciso in una delle mie piume, se ne sarebbe ricordata."
"Oh..." Kokou scoppiò in una risata isterica. "Credi veramente che io sia così stupido da crederti? Credi che non sappia dei tuoi trucchetti?" Gli sferrò un calcio dritto nelle costole e Aput smise di respirare per un bel po'. Egli sapeva che adesso gli sarebbero toccate le più atroci punizioni ma non aveva intenzione di parlare. Non voleva; preferiva soffrire.
"Mi dispiace, non posso ammettere di aver fatto qualcosa che realmente non è accaduto."
"D'accordo. Allora spero non ti dispiaccia se faccio collaudare le nuove fruste ai miei soldati." Chiamò due delle anime che formavano il suo esercito. "Portatelo via."
I due lo afferrarono emettendo grida stridule e lo portarono con loro. Aput, dal canto suo, non emise una parola.
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ILANG: Navir e l'eredità del dio.
Fantasy//COMPLETATO//✔ *Trama*👇 In una terra dilaniata dall'ira funesta di un dio, una giovane donna, nata dall'unione di due come frutto del vero amore, si ritrova a combattere per la salvezza della sua terra e del suo popolo. La terra di ILANG (Deserto...
