In questo momento avevo bisogno di un consiglio. Carolina lo aveva capito e, conoscendola, ci stava pensando.
<<credo che comunque devi lasciare che le cose accadano, so che può sembrare una pazzia date le circostanze, ma se il destino ha deciso che é lui quello giusto...>> disse tranquilla, ma a me venne un mezzo infarto e non la lasciai finire.
<<Hai bevuto il tuo cervello questa mattina a colazione o cosa?>>
<<Dico soltanto che potreste provare ad essere amici, no? E se poi diventa qualcosa di più ben venga!>>
<<Non so, Caro, mi pare una cazzata. Ma ci posso provare.... E Raffaele e Riccardo chi li sente?>>
<<Chissà che magari così le cose si sitemeranno...>>
Quella sera dormimmo in camera mia, mangiammo nutella e guardammo dei film. Non sapevo che la decisione presa quella sera e una serie di altri avvenimenti avrebbero cambiato la mia vita, il mio carattere e il mio modo di pensare e agire per sempre.
I giorni seguenti erano apparentemente normali, a scuola scherzavo con Matteo e stavamo facendo amicizia sotto sotto. Mi tenevo comunque un po' distante, non volevo assolutamente che nascesse qualcosa tra di noi. Tutto tranquillo anche fuori da scuola, la compagnia era sempre la stessa e facevamo sempre le medesime cose. Direi che mi stavo quasi annoiando di tutta questa monotonia.
Novembre. Faceva freddo, molto freddo. Ero uscita da scuola da poco e stavo camminado verso la fermata; Carolina non aveva benzina quindi non era passata a prendermi, Daniele non lo sapeva quindi ero a piedi. Ma ciò non mi dava fastidio. Quel mattino Matteo non era venuto a scuola, più tardi gli avrei scritto i compiti. Camminavo tranquilla con le cuffie nelle orecchie ascoltando Eminem, quando ad un certo punto mi accorsi di essere seguita. Accellerai, e la figura alle mie spalle accellerò, mi agitai un po. Camminavo veloce, quasi non sentivo il terreno sotto le mie Nike. La figura si avvicinava, e io mi stringevo nella felpa e alzavo la sciarpa. Ad un certo punto mi sentii afferrare la spalla destra e mi bloccò.
<<Stai lontana da Matteo. Ti stai solo cacciando nei guai. E ci stai cacciando tutta la tua compagnia.>> riconobbi quella voce. La troia della compagnia di Raffaele: Giulietta. Mi girò e mi tirò un pugno nello stomaco. Avevamo fatto boxe e altri sport simili insieme, ma lei lasciò per la droga. Piccolo particolare: io lo pratico ancora e sono sempre stata meglio di lei.
<<Questo é solo un' assaggio, puttanella, state lontani da noi. Non avrete mai ne i numeri ne le carte>> Disse credendo di averla vinta.
<<Giulietta, proprio non ti ricordi le lezioni del coach: "mai sottovalutare il proprio avversario">> così dicendo scattai e le tirai prima un pugno in pieno viso e secondariamente le afferrai le mani bloccandole dietro la schiena, le feci la vecchietta e la bloccai a terra.
<<Se questo é solo l'inizio, credo che ci divertiremo>>. La lasciai e me ne tornai sulla mia strada, lasciandola nella sua umiliazione.
Arrivata a casa chiamai Daniele che era con Riccardo: <<Dan, Giulietta mi ha aggredita e minacciata alle spalle>>
<<Dio, stai bene?>>
<<L'ho umiliata tranquillo. Non ti sembra che Raffaele stia esagerando? Per me c'è qualcosa di più di una possibile relazione>>
Daniele esitó. <<Che intendi?>>
<<Ha parlato di carte e numeri e.....>>
<<Lascia stare, dice cazzate. Scusa vado ciao.>> Non mi fece nemmeno finire che frettolosamente e in modo agitato riattaccò.
Quel ragazzo mi nasconde qualcosa, e scoprirò cosa.
Capitoloooo :) dedicato alla mia amica Giulia, che si lamenta per il 7 perché troppo corto. un bacio e buona lettura
Irene <3
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Adolescenti.
أدب المراهقينScuola, droga, malavita, discoteca, feste, amici, sesso, compagnie. Gli anni dell'adolescenza visti dagli occhi di una ragazza di 17 anni, Valentina. Valentina De Paola, una ragazza più matura di quello che sembra. Alta 1,63cm , castana, occhi verdi...
