-Metti le mani in avanti.- è di nuovo la voce di Jane.
Decido di ascoltarla e di fare come dice.
-Ora indirizzale verso l'incappucciato.- eseguo.
-Senti un brivido partire dal ventre e dilagarsi in tutto il tuo corpo, per poi concentrarsi nella tua gola. Infine, lascia la scarica.-
Prendo fiato, chiudo gli occhi, ogni minimo rumore diventa ovattato... poi urlo.
Questa volta non è un urlo causato dallo strazio nel sentire tante grida, un urlo libero, ma è controllato, è sotto il mio controllo, sono stata io a volerlo, sono stata io a scatenarlo solamente contro il tizio, non sto colpendo anche Jerome che è a terra.
Forse gli dà fastidio il rumore, ma non è schiacciato contro il muro come l'incappucciato.
Mi calmo e vado a soccorrere Jerome.
-Ce l'ho fatta!- gli comunico.
-Visto, non sei un mostro, non mi hai fatto del male.- ride, poi i suoi occhi si spengono, mentre le risa rieccheggiano.
-No!-
PROV'S JEROME
Appoggiato al muro, guardo impazientemente il corpo immobile di Lydia.
-Perché non si sveglia?- chiedo a quell'altra.
Lei non mi risponde e continua a guardare dritta negli occhi della rossiccia.
-Jade rispondimi.-
-Mi chiamo Jane e molto probabilmente sta faticando ad accettare sé stessa.-
Mi stacco dal muro e mi piego in avanti appoggiandomi al bordo della poltroncina.
-Ma ci deve mettere più di quattro ore?- chiedo impaziente.
-A volte le banshee ci impiegano giorni, meglio se ti metti comodo.-
Sbuffo e mi siedo su una sedia accanto a Lydia, iniziando a osservarla: ha dei bellissimi capelli di un biondo aranciato, con gli occhi di un verde scuro, la pelle non molto abbronzata e non è molto alta.
La trovo buffa e meravigliosa.
È proprio una bella ragazza, una ragazza da amare e curare, cosa che io non mi posso permettere.
So già cosa pensa di me e sinceramente, da uomo, non avrei mai pensato in vita mia che un giorno mi sarei fatto problemi per una donna.
Spero solo che si svegli e di non aver combinato un casino.
FINE PROV'S JEROME
Scatto a sedere e urlo.
Riprendo fiato e mi guardo intorno.
-Jerome!- grido estasiata mentre gli salto al collo dalla felicità.
-Oh mio dio sei vivo!- lui sembra rigido... e gli do ragione.
Subito mi scollo e mi ricompongo.
-Ce l'hai fatta!- esulta Jane.
Da felice, il suo viso diventa cupo.
-Che succede?- chiedo preoccupata.
Lei rivolge lo sguardo a Jerome.
-Sicuro di voler aumentare l'intensità dell'urlo? Ti ho spiegato come si fa.-
Lui mi fissa, non con giocosità, ma con serietà, un cosa molto preoccupante.
-Mi spiace.- dice.
I suoi uomini si avvicinano e mi legano alla poltrona mentre cerco di liberarmi.
-Cosa vuoi farmi?!- chiedo terrorizzata a Jane.
-Lui lo sa come si fa, io non vorrei ma mi obbliga: amplificherò, diciamo, il tuo raggio di azione. Assorbirai le grida di molta più gente che muore. Questo comporterà a urli più frequenti, più forti, causati dallo strazio nel sentire quelle povere anime morenti.
Rischi seriamente di rimanerci anche tu.-passo lo sguardo su Jerome.
-A cosa ti servo morta?! E poi se non posso controllare gli urli, non ti sarò di aiuto!- provo a convincerlo.
-Mi spiace. Jane, prosegui.-
Mi bloccano la testa, ma riesco a vedere Jane che prende un trapano in mano.
Inizia ad avvicinarsi pericolosamente.
La mia unica salvezza è urlare, e così faccio.
Scatto a sedere e continuo a urlare.
Poi riprendo fiato e mi guardo intorno.
-Sei uscita dalla trance, ce l'hai fatta!- esulta Jane.
Jerome sembra sollevato.
Io li guardo perplessa.
-Ma voi...- mi strofino gli occhi -Forse ero ancora in trance.-
-Com'è andata?- mi chiede Jane.
-Bene, è durato poco rispetto a quello che pensavo.-
-Intanto qui sono passati cinque giorni.-
-Ciao anche a te.- dico sarcastica.
Non so perché ma sono felice di rivederlo, o meglio, di vederlo vivo.
-Quindi adesso sai controllarti?-
-In teoria sì, capirà che qualcuno sta morendo e avrà ancora visioni, ma non urlerà più senza il proprio consenso.- risponde Jane.
Jerome batte le mani una volta.
-Perfetto, lasciate qui la mora e io porto su Lydia.-
-No, lei viene con noi.- dico.
Lui mi guarda con il sopraciglio alzato.
-Mia cara, non sei nella posizione di poter decidere.- mi afferra il polso e mi trascina di sopra, senza che i miei tentativi di fermarlo siano riusciti.
Mi siedo sul divanetto trascurato e lui si mette accanto a me.
-Cosa ne farai di lei?- gli chiedo senza distogliere lo sguardo dal muro di fronte a me.
-Dipende, potrei ucciderla.- mi volto di scatto e lo guardo infastidita mentre lui ride.
-Dimmi tu cosa devo fare.-
Mi schiarisco la voce -"Non sei nella posizione di decidere."- lo imito.
-Sei pessima come imitatrice.- commenta.
Alzo gli occhi al cielo.
-Non è questo il punto, il fatto è che dovresti provare a essere coerente almeno una volta nella tua vita.-
-Ma hai visto con chi stai parlando?-
Lo guardo.
-Basta che non la uccidi, la torturi o la mutili, chiaro?-
-Sì, comandante!- scatta in piedi e fa il saluto militare, facendomi scappare una lieve risata.
Lui mi guarda stranito, poi si riprende e scende nuovamente al piano di sotto.
Cinque minuti dopo torna sul divano.
-Fatto!- comunica.
-Grazie.- gli dico.
-E per cosa?-
-Per non uccidere Jane.-
-Bah, tanto non era nei miei piani ucciderla.-
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Criminal and Banshee
FanfictionUna ragazza qualsiasi scopre di avere un potere: predire la morte. In oltre, ha un potente urlo. Scoprirà di essere una banshee non nel modo migliore e lo verrà a scoprire l'intera Gotham di questa ragazza particolare, tra cui il pazzo criminale Jer...
