Capitolo 2

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Hermione Granger, finita la battaglia, tornò alla Tana. Trascorso qualche mese, trovò il coraggio di fare quello che, ultimamente, era il suo pensiero fisso: tornare a casa dai suoi genitori per restituirgli la memoria, così da poter nuovamente vivere con loro. Utilizzando la smaterializzazione arrivò davanti a casa sua, e indossando il mantello dell'invisibilità di Harry, bussò alla porta. Quando suo padre aprì, entrò senza fare il minimo rumore, mentre l'uomo guardava più attentamente fuori visto che non vedeva nessuno. Andò in soggiorno per guardare la madre che leggeva un bel libro (chissà da chi aveva preso la sua passione!), e il padre che, dopo essere rientrato, si era rimesso a guardare il telegiornale. Hermione si posizionò dietro al divano, puntandogli la bacchetta contro, proprio come aveva fatto l'anno prima, semplicemente pronunciò il contro-incantesimo: un barlume di luce uscì dalla bacchetta, e in poco tempo tutte le foto che un tempo, ritraevano solo i genitori ripresero a raffigurare anche lei: da piccola, con la divisa alla stazione di King's Cross, in vacanza in Italia, al suo sesto compleanno. I suoi genitori, dopo essersi guardati intorno, si girarono di scatto e, vedendo la ragazza, le lacrime iniziarono a scendere sulle guance di tutti e tre. La grifona si gettò tra le braccia dei suoi genitori: passarono così interi minuti, semplicemente stando in silenzio e dandosi qualche bacio sulla fronte. Hermione, per tutta la sera, cercò di giustificare il motivo della sua scelta, anche se i genitori continuavano a dirle che non serviva, avendo capito il motivo che in passato aveva spinto la figlia a compiere quel gesto estremo, solo per proteggerli. Da quel momento era tornata a vivere con loro, passò tutta l'estate a raccontargli cosa era successo in quel periodo nel Mondo Magico.

***

La luce del sole, che entrava debole dalle finestre della camera e un buon profunino di croissant fatti in casa dalla madre, fece svegliare la grifona, ancora abbandonata tra braccia di Morfeo.
Così, dopo essersi alzata e vestita con molta calma, scese le scale, andando in cucina dove i signori Granger stavano facendo colazione. Appena la signora notò la presenza della giovane un sorriso le si formò sul volto:~ Hermione cara, ti sei alzata, mi chiedevo se per caso non fossi svenuta! Non davi segno di volerti svegliare! ~ disse in tono scherzoso la madre.~ Scusa mamma, ieri sono andata a letto tardi, mi sono persa nella lettura di un libro e non mi sono accorta dell'orario~ disse arrossendo Hermione. ~Buon giorno papà che leggi oggi?~. Il padre che, era rimasto concentrato nella giornaliera lettura del suo quotidiano, non si era accorto della presenza della figlia; ~Oh! Scusami tanto cara ma stavo leggendo un articolo di finanza molto importante...Perbacco sono davvero in ritardo! Mi aspettano in ufficio per una riunione, ci vediamo dopo~, così dicendo diede un bacio sulla guancia alla moglie e alla figlia, e di corsa uscì dalla porta. Intanto Hermione si era seduta, aveva afferrato un croissant e ripieno di marmellata alla fragola, aveva iniziato a mangiarlo intingendolo nel cappuccino. Il padre era uscito da poco più di 5 minuti, quando ripiombò dentro casa sventolando una lettera: ~Guardate cosa c'era sul cofano della mia macchina!!!! La mia bambina è stata richiamata ad Hogwarts!!~. La madre e la figlia si precipitarono in soggiorno a vedere cosa tenesse in mano l'uomo. Hermione, appena assimilò la notizia, con gli occhi velati di lacrime, abbracciò il padre e la madre, prese la lettera e corse in camera sua, chiuse la porta alle sue spalle, aprì la lettera e la lesse con molta attenzione. Come ogni anno, la stessa lettera le si era ripresentata alla porta, ma questa volta, la felicità che accompagnava sempre questo evento, era mischiata ad una punta di tristezza, perché sapeva che Harry e Ron non sarebbero stati con lei nel suo ultimo anno. Difatti i due giovani erano stati chiamati per iniziare la carriera da Auror e quindi non avrebbero continuato gli studi.

Dopo tutte quelle emozioni, si ricordò di avere un appuntamento con Noah. Da quando era andata a vivere con i suoi genitori, si comportava come se fosse una qualunque adolescente babbana e andava spesso a feste con le amiche: in una di queste aveva incontrato un ragazzo, Noah, con il quale si era trovata subito in sintonia, così dopo essersi scambiati il numero di telefono, avevano iniziato a sentirsi; erano usciti per qualche mese e fino a che lui le chiese di fidanzarsi. Era un ragazzo alto, muscoloso (giocava a rugby), moro, e con gli occhi verdi, un verde smeraldo: Hermione si perdeva sempre in quegli occhi, poteva passare ore a guardarli senza mai stancarsi, diciamo che era il suo passatempo preferito. Quella sera, dovevano andare al cinema per festeggiare il loro anniversario, così finita la doccia decise di indossare una t-shirt nera a maniche corte, una corta gonna a righe con una cintura nera, una borsetta del colore della maglia, e delle scarpe con il tacco. Con un semplice incantesimo aveva piastrato i capelli, e per il trucco, come al solito, aveva optato per il naturale.

Sapeva fin troppo bene come sarebbe andata a finire la serata, così anche se con molta fatica, si mise in partenza il cuore in pace

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Sapeva fin troppo bene come sarebbe andata a finire la serata, così anche se con molta fatica, si mise in partenza il cuore in pace.
Uscì salutando frettolosamente la madre per evitare domande a cui non voleva rispondere e di cui, probabilmente, non conosceva neppure la risposta.

Come stabilito alle 19.10 arrivò d'avanti all'ingresso del cinema. Noah era già li ad aspettarla.
~Oh, ecco la mia piccola "so-tutto-io"~ così dicendo si avvicinò a lei stampandole un bacio sulle labbra. Lei per tutta risposta arrossì ~Ciao Noah! Aspetti da molto? ~No, no, tranquilla, ero arrivato in anticipo per prendere i biglietti~
~Ah ok, pensavo di essere in ritardo, sai quanto lo odio~ disse sorridendo Hermione. Anche se non lo dava a vedere la grifona era estremamente triste e agitata dentro di sé.
La serata, nonostante ciò, trascorse veloce tra una risata e l'altra; dopo il film decisero di andare a fare una passeggiata nel luogo del loro primo appuntamento: era un piccolo parco vicino al centro, con un laghetto con le papere, e un ponte che lo attraversava, finendo con un gazebo. In poche parole, molto molto romantico. Hermione raccolse tutto il suo coraggio da grifondoro e iniziò a parlare:~ Noah, ti devo dire una cosa e preferirei che tu non parlassi fino a quando io non avrò finito~ ~Certo di cosa si tratta?~ ~Riguarda la scuola: sai che mi dovevo trasferire nella tua, ma oggi mi è arrivata la letter...non importa, mi hanno informata che posso tornare nella mia vecchia scuola, il problema è che starò via tutto l'anno, e potrò tornare solo per vacanze natalizie ; per questo credo che non potremo continuare una relazione stando distanti per così tanto tempo~; le parole le uscirono tutte d'un fiato, e fu molto liberatorio. Noah, che fino a quel momento era rimasto in silenzio sotto richiesta della ragazza, finalmente parlò ~Non ti preoccupare capisco i tuoi dubbi, ma se avrei pazienza, al tuo ritornò sarò sempre qui~ disse abbozzando un dolce sorriso. Hermione ne fu sollevata e subito gli si fiondò al collo con le braccia dicendo un debole "Grazie". Finito il giro, lui la riaccompagnò a casa, salutandola con un ultimo dolcissimo, bacio sulle labbra, un bacio dolce ma intenso, che non diceva addio, bensì a presto amore. Rientrata a casa, si diresse in camera sua, stando attenta a non svegliare i suoi genitori, visto che era molto tardi. Preparata per la notte si buttò a letto con troppi pensieri ma ricordando alla reazione di Noah, si addormentò con il sorriso sulle labbra.

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