L'incoronazione

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Elizabeth

Erano passati alcuni mesi dal funerale del sovrano, era consuetudine che il lutto non venisse interrotto da momenti gioiosi come l'incoronazione talvolta anche per un anno, ma il tempo stringeva e la regina esercitava continua pressione su Jace che doveva prendere in mano il regno prima che si sfaldasse o venisse attaccato dai francesi.

Era riuscito a rimandare la cerimonia per un paio di mesi in più quando la signora gliene aveva concesso solo uno. Però il dì era giunto.

Oggi Jace sarebbe stato ufficialmente il nuovo re.

In tutto questo tempo Jamie aveva avuto spesso l'incubo del duello che si era verificato al suo compleanno, sapevo che gli sarebbe rimasto impresso, speravo solo che con l'avanzare dei giorni il ricordo si sarebbe sbiadito nella sua mente.

«Zoe, siete bellissima, anche se questo abito vi sta un po' stretto...»

«Sì, me ne sono accorta anche io Liz, però mi sta d'incanto. Anche tu sei fantastica amica mia!»

«Siete felice per oggi?»

«Molto! Sono cresciuta con i racconti di Rose su mio nonno, lui sì che era un eroe per il suo popolo e sono sicura che Jace si farà amare da tutti.»

La principessa aveva ragione: durante l'intera cerimonia i nobili non erano i soli presenti, alcuni dei paesani più speranzosi avevano assistito e partecipato al corteo.
Primi tra tutti Alec e Milly che avevano invitato degli amici.

Inoltre Jace, a furia di rimandare l'incoronazione, aveva finito per trovare del tempo anche per affidare i compiti più importanti del regno alle sue persone più fidate: al duca, il padre di Xavier, aveva chiesto di occuparsi dell'esercito, o meglio, di continuare a farlo visto che già in precedenza aveva svolto quell'incarico; per quanto riguardava le finanze del regno e la paga dei contadini aveva deciso di occuparsene egli stesso, di chi altro poteva fidarsi maggiormente d'altronde?

Aveva scelto di riallacciare i rapporti anche con i più poveri e soprattutto voleva aiutarli.

Ero orgogliosa di lui, finalmente aveva compreso come guadagnarsi l'amore e il rispetto degli umili.

Jace

«Figlio mio, che cosa ti turba in questo modo? Sembri un'anima in pena nel dì più importante della tua vita.»

«Madre, non avrei voluto essere re così presto, non era nei miei piani; ma è successo e ora più che mai mi rendo realmente conto di quanto sia complicata la situazione del nostro paese: non ho idea di cosa aspettarmi dai francesi e a peggiorare le cose si aggiungono i rapporti difficili con il nostro popolo.»

«Jace, non affliggerti, troverai un sistema perché la tua gente torni a sostenerti e, per quanto concerne la Francia, non chiederti cosa abbiano intenzione di fare loro, invece pensa a ciò che vorresti tu.»

«La verità è che ho paura di agire impulsivamente spinto dalle mie emozioni e di commettere degli errori...»

«Seguire le proprie emozioni rende umani e sbagliare ti renderà una persona più comune e non irraggiungibile agli occhi di chi non ha nulla se non la fede.»

«Io vorrei vendicare mio padre, voi non c'eravate, madre, quando gli hanno tolto la vita in un modo così barbaro... Ciò che mi è rimasto è solo un grande senso di rabbia e un desiderio di vendetta che so non poter soddisfare se non voglio scatenare una guerra.»

«Cosa volevano quei traditori? Con quale trabocchetto sono riusciti a organizzare il loro attentato?»

«Chiedevano i commerci della Scozia; mio padre ha firmato un trattato in cambio della pace tra le nostre nazioni, ma tutti i traditori sono stati uccisi e quel foglio non ha mai raggiunto la corte francese, per questo non so cosa aspettarmi: hanno mandato degli uomini che non sono mai tornati.»

Sono la regina del mio amoreDove le storie prendono vita. Scoprilo ora