Confessioni

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Cap 11
Alla fine siamo riusciti a trovare un riparo per la notte in un negozietto locale a qualche km dall'hotel.
All'interno c'erano solo un paio di infetti. Ho lasciato il lavoro sporco a Jonas.
Il negozio é molto piccolo peró é pieno di roba ti tutti i generi da costumi da bagno a cibo.
Fortunatamente c'é anche cibo in scatola, siamo talmente affamati e stanchi che per oggi possiamo permetterci di mangiare una lattina a testa.
Decido di andare a provare qualche costume da bagno.
Prendo un costume rosa a due pezzi, é bellissimo!
Se il mondo intero non fosse andato a rotoli sarei qui con le mie amiche a bisticciare su chi dovrebbe comprare questo costume bellissimo.
É incredibile,meno di sei mesi fa ero una persona diversa che prima non sapeva cosa volesse dire vivere, ora invece lo so. Vivere é un lusso che in pochi possono permettersi di questi tempi. Non ti stanchi mai di vivere.
Anche se questa non é la vita che volevo vivere posso far si di avere dei momenti belli da ricordare se mai diventeró vecchia.
Allora mi viene un'idea, mi rimetto i vestiti, tenendo sott peró il mio nuovo costume.
"Jonas" bisbiglio, le pareti di questo negozio sono finissime.
"Si?"
"Domani voglio fare il bagno all'alba"
"É pericoloso"
"Un pó di sano pericolo non ci fará male e poi non abbbiamo nulla da perdere ,staremo pochissimo, solo un immersione."
"Va bene, ora dormi, buonanotte"
Jonas dorme nello sgabuzzino del negozio, io invece sotto il bancone.
Mi giro e rigiro nel letto improvvisato fatto di asciugami che abbiamo trovato nel negozio.
Non riesco a dormire, sono emozionata per domami mattina ma ho anche molte domande sugli avvenimenti accaduti all'hotel. Il mio istinto mi dice che Jonas centri qualcosa con quelle persone, e poi appena chiudo gli occhi ho paura che qualcuno possa entrare, non mi sento al sicuro.
Mi alzo e vado verso la stanza dove dorme Jonas.
Mi appoggio allo stipite della porta, é cosí carino Jonas quando dorme, sembra quasi indifeso e non il solito ragazzo egocentrico e antipatico che é di solito.
"Jonas, stai dormendo?"
"No,troppe emozioni."
"Posso dormire con te? Ho paura che..."
"Si, vieni, non riesci a stare neanche un minuto senza di me eh?"
Entro sotto le "coperte" con lui. Jonas mi stringe vicino a se. É bello sentire il calore umano in questo mondo di morti.
"Quegli uomini cervavano me" sussura nell'oscuritá, io non dico niente, aspetto che aggiunga qualcos'altro ma non lo fa. Per stasera mi basta questo.
Cap 12
Siamo in riva al mare. Jonas ha mantemuto la sua promessa. Mi ha svegliata. Ora siamo qui a goderci l'alba. Non sarà mai come nei vecchi tempi. Non possiamo permetterci di rilassarci. Abbiamo sempre lo sguardo che corre verso la strada.
Mi tolgo i jeans e la canotta e sfoggio il mio nuovo costume. Mi immergo. Sto a peso morto sull'acqua, come sottofondo sonoro si sentono le grida degli infetti.
Alzo la testa e guardo verso la riva. Sento lo sguardo di Jonas scrutarmi.
Mi fa cenno con la mano di uscire. Il mio tempo di relax é finito. Non sará mai abbastanza ma mi accontento.
Mentre mi rimetto i jeans e la canotta le mie dita sfiorano quelle di Jonas. Una strana emozione mi pervade. Non lo conosco da molto ma é stata la prima persona che ha condiviso con me le  esperienze peggiori . Posso dire che ormai sia un amico.
Ritorniamo in fretta al negozio, Jonas é taciturno, non so cosa gli sia preso ma noto che mi lancia spesso diverse occhiate.
La giornata passa tranquillamente per cosí dire. Le provviste che siamo riusciti a prendere dall'hotel sono poche, abbiamo bisogno di fare rifornimento.
Domani, infetti o non infetti, attueremo il nostro piano.
É sera, abbiamo appena finito di mangiare, durante il pasto abbiamo parlato dei vecchi tempi.
"Stasera vieni a dormire da me?" Chiede Jonas.
Domani non sapremo come andrà, forse riusciremo nell'impresa o forse no. Sono tesa. Vorrei poter dire che le cose andranno per il verso giusto ma non posso garantirlo.
"Si"
Stare tra le sue braccia é confortevole, mi da forza.
"Mi cercavano perché ho ucciso uno dei loro."
Ogni sera sapró un pezzettino della sua storia.

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