"Quarantenni mai cresciuti" - "Perenni Peter Pan" - "Irresponsabili mai maturati"
Io sono Clarice, gli altri tre sono Cynthia, Theodore e Craig.
Queste erano le tre frasi più ricorrenti con cui eravamo descritti, nella cittadina di provincia dove vivevamo.
Eravamo quattro, amici sin dall'infanzia e vicini di casa. Ci siamo frequentati sino dalle gravidanze delle nostri madri, che partorirono quasi in contemporanea.
Eravamo quasi fratelli, da tanto eravamo uniti.
Amavamo fare scherzi, soprattutto agli snob e a tutti i conoscenti che si prendevano troppo sul serio.
Siamo cresciuti insieme e siamo rimasti amici per la pelle anche quando abbiamo costruito una nostra vita con i partner che ci siamo scelti.
Ma ogni mese di ottobre salutavamo le famiglie e ci dedicavamo a preparare la nostra notte.
La notte in cui tornavamo bambini.
La notte di Halloween.
Ogni anno usciva un articolo su di noi, sul quotidiano della nostra città. Celebrava i nostri costumi e i nostri scherzi, sempre al TOP. Eravamo per tutti i Quattro Cavalieri dell'Apocalisse.
Ci chiamavano così da circa venticinque anni, da quando causammo un putiferio, e demmo fuoco all'intera scuola, perché accendemmo candele nel deposito dei materiali del laboratorio di chimica della "Santa Clara High".
La sala operativa, per il nostro mese, era lo stanzino di fondo del Jimmy Bar, di proprietà dello zio di Theodore.
I nostri mariti e mogli, e figli adolescenti, si lamentavano ogni anno, ma in ottobre noi quattro tornavamo ragazzini. Quel mese era tutto nostro.
Quella sera era LA NOSTRA SERA.
Era Halloween! E i nostri costumi erano più belli che mai, anche quell'anno avremmo vinto il premio per i più originali e uscimmo dal Bar, armati di cesti, per il consueto giro.
Nonostante i nostri mariti e le nostre mogli continuassero a dirci che erano stupidaggini da ragazzini noi perseveravamo.
Era il nostro momento, quello che attendevamo di anno in anno.
Mentre passavamo di fronte a "Villa Paradiso" mi fermai. «Ehi! Guardate! Una luce! L'avranno finalmente affittata? Dopo tanti anni! Dai andiamo a bussare anche qui!»
Avvicinandoci all'ingresso notammo l'uscio socchiuso e, incoscienti come eravamo, entrammo.
Tutto l'ingresso e le scale di fronte a noi erano cosparsi di macchie rosse. No. Non erano macchie comuni, erano impronte di mani e piedi nudi. Impronte sanguinanti.
Senza nemmeno pensarci ci voltammo per uscire ma la porta si chiuse con un tonfo mentre una voce si diffuse tutto d'intorno, con un eco spettrale.
«Benvenuti. Vi aspettavo da anni. Accomodatevi in salone vi prego»
Tenendoci per mano cercammo, tremando di paura, il salone e ci accomodammo, si fa per dire, su un divano immacolato... tranne che per altre macchie di mani sanguinolente.
Una volta seduti fummo invitati, dalla stessa voce, a mangiare «Servitevi pure, tutto quel cibo è per voi».
Erano dita mozzate, occhi vitrei, cervella rosate... vomitammo e cercammo di fuggire, ma era tutto chiuso, le porte e le finestre erano serrate e i vetri sembravano infrangibili. Ci accoccolammo all'ingresso abbracciati e stretti l'un l'altro, cercando di confortarci a vicenda, nella speranza che quell'incubo terminasse alla luce del giorno.
Ci trovarono poche ore dopo, ancora seduti nell'ingresso, abbracciati tra le impronte di vernice rossa e circondati dai favolosi dolcetti di Halloween della nuova pasticceria in fondo alla strada. La diagnosi fu infarto fulminante.
Le nostre famiglie si disperarono ma i più commentarono «Se la sono cercata».
Il titolo del giornale quell'anno non fu la celebrazione dei nostri costumi ma "Chi di scherzo ferisce..."
STAI LEGGENDO
Welcome to HalloweenVault Two
FantastiqueRaccolta di One-Shot per Challenge Wattpad Halloween Vault 2 ideata da @AmbassadorsITA con @HistoricalFictionIT, @TenebrisIT, @Fantasy_IT, @FanfictionIT e tanti altri
