Per settimane Eren si preparò per quella giornata.
Erwin aveva deciso di lasciare un giorno libero per commemorare i soldati caduti durante la battaglia col gigante femmina fuori dalle mura, probabilmente per scusarsi per aver fatto la scelta sbagliata.
Eren in quel lasso di tempo era stato divorato dai sensi di colpa, la morte della squadra di Levi era solo colpa sua e lui lo sapeva.
Non sarebbe mai stato in grado di rincuorare il capitano, ma ci voleva almeno provare, si rifiutava di vederlo stare così e non fare nulla.
Non mangiava, dormiva ancor meno ed era sempre un camera sua, a combattere i suoi demoni da solo, come voleva che fosse.
Forse il capitano credeva di potercela fare, credeva di poterlo affrontare da solo, ma non era vero, non ce l'aveva fatta, non anche questa volta.
Era troppo, troppo per una sola persona, aveva bisogno di aiuto, ma sarebbe morto prima di ammetterlo ad anima viva.
Ed Eren lo sapeva, Eren sapeva perfettamente quanto male stava il suo capitano.
Sapeva che quando era in stanza, da solo, la sua maschera cadeva, e rimanevano da soli, lui e il suo dolore infinito.
Ma questa volta l'avrebbe aiutato, no, non l'avrebbe lasciato rinchiudersi ancora in camera a concepire il suo dolore, non l'avrebbe lasciato darsi colpe che non aveva.
Eren avrebbe agito e si sarebbe impegnato al massimo per rendere anche solo un suo secondo migliore, perché lo amava, lo amava come mai aveva amato nessuno, e anche solo il pensiero che stesse così lo uccideva, lo torturava da dentro, dandogli un dolore che solo chi ha provato può capire.
Non voleva che il suo amore si rinchiudesse in una stanza da solo per fare a faccia con i suoi demoni, non lo avrebbe permesso.
Avrebbe dato la vita per ridare a quell'uomo anche solo un po' di luce negli occhi, per farlo splendere come quando guardava i suoi compagni ridere e scherzare con lui.
Come ogni sera Levi era entrato in camera sua a "sbrigare del lavoro", mentre gli altri erano tutti alla serata principale nella sala da pranzo.
Eren era riuscito a farsi coprire da Hanji ed era scappato via.
Prese la chitarra e si diresse alla camera del capitano.
Bussò piano, nel caso stesse dormendo, ma come previsto era sveglio.
La risposta arrivò da una voce rotta, fragile.
"Chi è? Cosa vuoi?"
Eren sentì il cuore stringersi.
La sua voce ridotta così, in mille pezzi, lo faceva sentire colpevole.
"Eren Jeager... Capitano ho qualcosa per lei, posso entrare?"
Sentendo la voce di Eren, Levi si rassicurò un po' e gli disse di entrare.
Vedendo Eren con una chitarra era più confuso che mai.
"Buonasera... Io vorrei farle ascoltare qualcosa che ho fatto per lei"
"Eren non sono dell'umore-"
"Si fidi di me... Per l'ultima volta"
Levi sospirò, si mise seduto e accettò.
Eren chiuse la porta e iniziò a muovere abilmente le dita sulla chitarra.
Dopo poco, iniziò a cantare.
Una voce da angelo che mai aveva sentito arrivò alle orecchie di Levi, che non si aspettava certamente del canto, ma quando iniziò a sentire le parole, capì perché Eren era lì.
So long to all my friends,
Everyone of them met tragic ends
With every passing day
I'd be lying if I didn't say
That I miss them all tonight,
And if they only knew
What I would say
If I could be with you toning
I would sing you to sleep
Never let them take
The light behind your eyes
Levi non sapeva cosa dire.
Era sbalordito dalle parole che Eren aveva composto per lui, ma non voleva mostrarsi debole, cercava di trattenere le lacrime, legate ai ricordi, legate al passato, ad un passato dove loro c'erano, lì con lui, a sorridere e combattere insieme, per l'umanità.
One day I'll lose this fight
As we fade in the dark
Just remember you will
always burn as bright
...
Be strong and hold my hand
Dicendo questo Eren guardò dritto negli occhi il capitano, con lo sguardo più comprensivo che potesse avere.
Time becomes for us
You'll understand
We'll say goodbye to they
And we're sorry
How it ends this way
Levi si lascia cadere una lacrima dopo l'altra, un segno di debolezza davanti al suo cadetto preferito, un segno di cui non poteva fare a meno. Doveva liberarsi di questo mostro, e Eren gli stava dando la speranza di farcela.
If you promise not to cry
Eren tolse con una mano le lacrime a Levi continuando a cantare.
Then I tell you just what I would say
If I could be with you tonight!
I would sing you to sleep!
Never let them take
The light behind your eyes!
I'll fail and lose this fight!
Never fell in the dark
Just remember you will
Always burn as bright!
Eren disse parole parlando a Levi. Stava cantando per fargli capire che c'era, e ci sarebbe sempre stato.
The light behind your eyes
...
The light behind your-!
When I'm here
No longer
You must be stronger!
If I could be with you tonight
I would sing you to sleep
Never let them take
The light behind your eyes
Levi ormai era in ginocchio, sopraffatto dai ricordi e dal dolore, ma felice di avere Eren accanto.
I failed and lost this fight
Never fell in the dark
Just remember you will
Always burn as bright
The light behind your eyes...
The light behind your eyes...
Eren riprese fiato, lasciò la chitarra per terra e senza pensarci due volte abbracciò il capitano, che rimase felicemente sorpreso.
"L'hai fatto... Per me?"
Eren scoppiò in lacrime amare.
"Io non- non sopportavo di vederla stare così, mi fa troppo male. Mi sento la causa del suo dolore e mi dispiace. Lei non sa quanto"
Levi lo guardò incredulo.
"tu... Idiota... La causa del mio dolore non sei tu. Tu non hai colpe, hai solo seguito i miei ordini. Hai fatto una scelta errata, non vuol dire che la loro morte sia stata colpa tua..."
Eren lo guardò e gli sorrise.
"Capitano"
"si?"
"La amo"
STAI LEGGENDO
~ Racconti Ereri ~
FanfictionUna raccolta di storie Ereri che aggiornerò ogni volta che mi va~ Presenti scene smut di sesso boyxboy~ Levi: uke/bottom/passivo Eren: seme/top/attivo
