Non avrei mai pensato che accadesse davvero

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"Invocami e io ti risponderò e ti annunzierò cose grandi e impenetrabili, che tu non conosci."

-Geremia 33:3

Il corpo possente e muscoloso di Hexiel sovrastò quello fragile e pallido di Iris.
I due erano sdraiati sul letto della ragazza. Hexiel era sopra di lei e con le mani scendeva frenetico su quel corpo che tanto bramava.
Iris lo stringeva a sé, timidamente. Anche in quello erano opposti: lei dolce e insicura, lui sicuro e irruente ma entrambi sapevano ciò che desideravano, lo stesso fine.
Con la mano Hexiel scese fino al petto della ragazza, era arrivato il momento di prendersi ciò che voleva ma prima doveva elininare un ostacolo, i vestiti.
Senza gentilezza costrinse Iris ad alzare la schiena e gli strappò via quel vestito rosso che tanto amava. Rimase solo la biancheria e quel dannato bustino che stringeva quel corpo perfetto.
Non chiese il permesso, senza smettere di baciare la ragazza, tolse uno ad uno i lacci rivelando i seni rotondi e i capezzoli rosei della ragazza. Iris non si sentì in imbarazzo, desiderava quel momento da tanto. Con sicurezza prese la mano di Hexiel e gliela portò sul suo seno destro. Poi lo baciò ancora. Hexiel sorrise compiaciuto sulle labbra della ragazza. La sua timidezza veniva fuori solo quando voleva. Non si aspettava tanta audacia da lei. Era stata lei che lo aveva baciato e condotto nel suo letto.
Hexiel tornò alla realtà quando sentì i lamenti di Iris, lui aveva ancora i vestiti addosso. Sorrise. Decise di accontentare la ragazza impaziente e si privò delle sue vesti. Le gettò sul pavimento insieme a quelle di lei.
La ragazza rimase colpita dal fisico di Hexiel. Il suo incarnato era più chiaro del suo, aveva gli addominali scolpiti. Non c'era nessuna macchia sulla sua pelle, era perfetto. Ciò che sorprese Iris fu il fatto che il ragazzo era completamente glabro. Ma non le diede molto peso e poggiò le sue mani sul petto chiaro dell'altro. Con il dito scese precisa sulla linea degli addominali mentre Hexiel baciava il suo collo.
Le lasciò dei segni rossi impossibili da coprire finché non tornò alla sua bocca e la fece sdraiare di nuovo.
La luna illuminava il volto di entrambi mentre il lenzuolo di lino avvolgeva il loro corpi incastrati perfettamente tra di loro.
Le loro mani si sfioravano e i loro gemiti riempirono quella notte silenziosa.
"Non avrei mai pensato che accadesse davvero" confessò Iris. Lo sussurrò piano come se fosse un segreto.
Hexiel sorrise e questa volta era un sorriso sincero e dolce. Non si sentiva così da tempo ormai.
Sapeva che era un errore ma non gli importava. Non gli importava più di niente, solo di stare con Iris. Comunque fossero andate le cose, sarebbero stati loro due contro tutti.
Erano complici nei loro piaceri e nemici nelle loro incomprensioni
Iris si svegliò presto quella mattina. Voleva accertarsi che Hexiel fosse ancora lì, che non fosse stato un sogno.
Il sole brillava contro i suoi occhi abituati al buio della notte. Le dava fastidio la luce appena li aprì. Quando le sue pupille si aiutarono alla luce, spostò le iridi verso sinistra e trovò Hexiel lì, vicino a lei, esattamente dove lo aveva lasciato la notte prima.
Il lenzuolo di lino gli avvolgeva metà corpo, il petto si alzava e si abbassava ritmicamente. La sua pelle candita brillava al sole e gli occhi chiari sembravano bianchi. Era sveglio ma immerso nei suoi pensieri. Iris sorrise tra le lenzuola. Avrebbe voluto abbracciarlo ma l'audacia della sera prima si era dissolta. Si limitò a fissarlo.
Hexiel sembrò accorgersi di essere osservato. Si girò su un fianco, verso Iris e sorrise lievemente.
"Buongiorno" bisbigliò la voce assonnata della ragazza. Lui non rispose. Sorrise ancora mentre sentiva lo scricchiolio delle ossa della ragazza.
"Hai dormito un po'?" Si preoccupò lui.
Lei annuì mentre sbadigliava.
"Non molto ma ho dormito" rispose gettandosi tra le braccia di Hexiel che l'avvolse. Restarono così, stretti nei loro corpi e immersi nel silenzio di quella casa.
I nonni di Iris dormivano ancora. Hexiel doveva andarsene prima del loro risveglio.
"Dovrei andar via" disse a malincuore. Voleva stare lì con lei e non gli importava di Anne e John ma non voleva mettere nei guai Iris.
Lei alzò il capo dal petto di Hexiel mentre la sua mano lo accarezzava ancora.
"Puoi rimanere altri cinque minuti? I miei nonni dovrebbe dormire ancora" Propose lei ma Hexiel scosse il capo. Meglio andar via prima ed essere tranquilli.
Lei capì e lo lasciò andare. Lo ammirava mentre si rivestita. Il suo corpo era davvero perfetto, i capelli di Hexiel brillavano al sole ma lo sguardo gli cadde su uno strano particolare.
Hexiel non aveva l'ombelico. Iris sussultò a quel pensiero.
Possibile? Forse aveva visto male. Provò a gettare un'altra occhiata al basso ventre del ragazzo ma si era già rivestito. Rebekah fece una smorfia confusa. Forse gli avevano tagliato male il cordone ombelicale. Non ci pensò più e si rivestitì anche lei. Doveva portare Hexiel fuori da quella casa il prima possibile.
Dopo essersi rivestita, la ragazza condusse il suo amante verso il portone. Fecero piano. Non dovevano farsi scoprire.
Quando Hexiel stava per varcare la soglia, si voltò e diede un bacio a Iris.
"Ci vediamo questa sera" la salutò. Lei annuì e con il sorriso sul volto, chiuse la porta.
Un "ma che brava, bello spettacolo" fu accompagnato da un battito di mani. Un applauso ironico. A Iris quasi mancò il fiato.
Quando si voltò, si accorse che i suoi nonni erano lì. I volti severi e delusi allo stesso tempo la scrutavano come se fosse una poco di buono, come se avesse commesso il peggiore dei peccati.
"Chi era quello?" Domandò suo nonno. La voce dura.
Iris era intimorita. Abbassò lo sguardo e non rispose.
"Rispondi ragazzina, ti ho fatto una domanda" urlò John. La baronessa saltò dallo spavento.
"Hexiel" sussurrò. John ed Anne la sentirono.
I loro volti mutarono espressione. Erano increduli. Anne scosse il capo e le lacrime riempirono i suoi occhi chiari.
"No, no" disse tra un singhiozzo e l'altro.
"Quel nome no. Non lui, non di nuovo. Non può succedere ancora" cominciò a singhiozzare. Iris non capiva cosa stesse farneticando.
John fissava la nipotina. Era deluso. Fissava quei segni rossi e violacei sul suo collo.
"Ci sei andata a letto" constatò.
Con rabbia diede un pugno al muro.
"Maledizione Iris. Ma che ti prende?" Strillò.
Lei scoppiò in lacrime. Amore ecco cosa l'aveva presa. Era così sbagliato? Non era il sesso al di fuori del matrimonio, c'era dell'altro e Iris azzardò a chiedere cosa ci fosse di sbagliato.
"Quell'essere è sbagliato. Tu sei sbagliata. Ti sta solo usando" spiegò John sempre con un tono austero.
Iris scosse il capo ferita da quelle parole.
"Ma che ne sapete voi?" Gli urlò contro.
John rise.
"Ne so più di te. È già successo con tua madre e non lascerò che accada a te" rispose.
"Vai in camera tua" ordinò e Iris non se lo fece ripetere due volte. Tra le lacrime scappò mentre Anne si accasciò al suolo.
"Maledetti, siamo maledetti".

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