"Non ti ho io comandato: Sii forte e coraggioso? Non temere dunque e non spaventarti, perché è con te il Signore tuo Dio, dovunque tu vada."
-Giosuè 1:9
Astrid si sedette su una sedia per cinque minuti. Era stanca. Da quando era nato suo figlio, non aveva dormito per più di due ore a notte. Le suo occhiaie violacee erano fin troppo evidenti e l'incarnato era più pallido del solito. Aveva perso anche moltissimo peso. Per la stanchezza, non sentiva la fame. Suo marito non l'aiutava. Usciva la mattina presto e tornava la sera tardi. Cenava e andava a dormire. La ragazza non si era mai sentita così trascurata. Il matrimonio tra sua madre e suo padre era diverso. Friedrich aiutava sempre Caroline con la bambina e i due si volevano bene.
Astrid sospirò. Quella vita, che non aveva scelto lei, cominciava a starle stretta.
Quando guardava suo figlio, non provava nessun tipo di affetto. Quei grandi occhi marroni e i capelli neri, le ricordavano troppo quel rozzo di suo marito.
"Non è questa la vita che voglio" ammise a sé stessa.
"Qual è la vita che desideri?" Domandò una voce cupa e divertita. Astrid si alzò di scatto, in casa c'erano solo lei e Charles. Si guardò invece alla ricerca del proprietario della voce quando i suoi occhi azzurri, incontrarono un paio di iridi rosse.
C'era un uomo davanti a lei. Alto, biondo e spaventoso.
"Chi siete voi?" Domandò la ragazza senza timore.
Il demone rise.
"Mi date anche del voi?! Ma che onore" rispose con sarcasmo.
Poi si avvicinò piano alla ragazza e prese il suo mento tra il pollice e l'indice.
"Somigli più a tuo padre che a tua madre. Ma la bellezza è di lei" disse mollando la presa.
Astrid indietreggiò.
"Comunque io sono Agares e sono un demone" si presentò lui.
La ragazza sgranò gli occhi. Quel nome lo conosceva fin troppo bene.
"So chi siete. Avete ucciso mia madre" rispose con rabbia.
Il sorriso sparì dal volto di Agares.
"Tua madre mi ha tradito e io le ho presentato il conto da pagare. Ma non sono qui per questioni passate" svelò sedendosi sulla sedia.
"E per cosa allora?".
Agares esitò a rispondere. Con lo sguardo, scrutò l'ambiente circostante e un sorriso amaro apparve sul suo volto quando vide la culla.
"Sono qui per prendermi ciò che mi spetta e per dare a te ciò che desideri".
Astrid non capì pienamente ma quelle parole la incuriosirono e si sedette accanto al demone.
"Posso portarti via da questo inferno e condurti da Iris ma devi meritartelo..." disse con malvagità mentre indicava la culla di Charles.
Astrid deglutì e annuì debolmente.
Era tardo pomeriggio, il sole era calato e tutti i campi erano stati arati.
Edward tornava a casa di malavoglia. Non voleva sentire il piccolo Charles piangere. La testa gli faceva, già, male per le troppe ore passate al sole.
"Spero che mia moglie lo abbia messo a letto" pensò.
Edward era un ragazzo di trent'anni, né bello né brutto. Semplice e trascurato come qualsiasi contadino. Conosceva Friedrich da un po' e aveva deciso di sposare Astrid per la sua bellezza. Era appagante tornare a casa dopo una giornata di lavoro e potersi sfogare letto con una ragazza così. Non era neanche male caratterialmente, faceva il suo dovere di donna, madre e moglie senza opporsi.
Quando Edward aprì la porta, chiamò Astrid ma non ottenne nessuna risposta. Probabilmente stava cullando Charles. Così, senza pensarci troppo, l'uomo gettò a terra tutti i suoi indumenti e si sedette a tavola felice di trovare la cena pronta. Il pianto era coperto da un vassoio ed era anche grande.
"Tuo padre è andato a caccia nonostante il divieto del barone eh ahahah" scherzò.
Si leccò le labbra, felice di mangiare ciò che Friedrich aveva catturato. Un coniglio? O aveva semplicemente ammazzato uno dei suoi polli?
Edward tolse il coperchio dal vassoio e quando vide ciò che stava per mangiare, si paralizzò. La sua pelle ustionata al sole, divenne pallida e il corpo iniziò a tremare.
"Astrid" urlò.
Corse verso la loro stanza ma la ragazza non c'era. Non c'era nessuno in casa, solo lui.
Disperato tornò al tavolo e fissò ciò che c'era nel piatto.
Il corpo di suo figlio era completamente bruciato e brandelli di pelle, iniziavano a staccarsi.
Edward scosse il capo e urlò.
Astrid si svegliò di scattò come se avesse sentito l'urla del marito.
Si mise le mani sulla testa che le doleva e poi guardò la stanza in cui si trovava. Non l'aveva mai vista ed era troppo lussuosa per essere casa di qualcuno dei suoi parenti.
Poi volse il capo verso destra e vide il corpo nudo di Agares che giaceva vicino al suo.
Solo allora la ragazza si ricordò ciò che fosse successo.
Il demone che le faceva visita, il corpo del figlio che bruciava, le sue urla e poi le mani fredde di Agares sul suo corpo.
Le lacrime riempirono i suoi occhi mentre un urlo riempì il silenzio di quella stanza.
Iris si svegliò. E si rese conto di quanto accaduto.
Sul suo volto comparve un sorriso.
"Bentornata amica mia".
Iris accarezzava con dolcezza il viso pallido e sconvolto di Astrid.
"Non posso credere a quello che ho fatto" disse la ragazza dai capelli biondi tra le lacrime.
"Non è stata colpa tua. Eri sotto l'influenza di Agares" spiegò la ragazzadaicapelliramati.
Astrid annuì.
"Forse. Ma quello che mi sconvolge di più e che, quando è entrato in casa, non mi sono preoccupata di proteggere Charles" rivelò lei.
"Pensavo a me e non a lui. Non ho mai provato un minimo di affetto per mio figlio. Era emozionata ad averlo in grembo ma quando è nato, ho visto Edward e non un figlio" continuò. Iris l'abbracciò.
"Eri prigioniera di un matrimonio infelice e tuo figlio lo vedevi come responsabile perché era l'unico legame con tuo marito. Ma non è colpa tua Trid" la consolò.
"Grazie" sussurrò lei.
Nonostante tutto quello che era accaduto, Astrid era sollevata di poter stare di nuovo con Iris. Dopo tanto tempo era di nuovo felice.
"Ora riposa" disse Iris prima di lasciare la stanza e scendere al piano inferno.
Quando fu sulle scale, sentì la voce di sua madre urlante.
"Non posso credere a quello che hai fatto Agares" disse lei al demone che stava seduto su una poltrona.
Il volto impassibile.
"Mi sono ripreso ciò che mi è stato tolto e ho dato alla ragazza ciò che desiderava" rispose con tranquillità.
Diana gridò esasperata.
"Mi arrendo. Sei impossibile" finì la conversione Diana avvicinandosi a Iris.
"Come sta?" Si interessò.
"È sconvolta. Ho provato a spiegarle che non è stata colpa sua ma è stato inutile" rispose Iris ignorando la risata di Agares che si era alzato.
"Dove stai andando?" Gli domandò Belzebù.
"A vedere la mia donna" rispose scocciato.
Nel mentre Rebekah si sedette sul divano vicino a Hexiel.
"Dobbiamo parlare" disse lei a i suoi genitori e ad Hexiel.
"Cosa succede?" Chiese suo padre.
"Voglio sapere che sta succedendo. Fate i misteriosi da un po'. Cosa c'entra il re?" Domandò.
Diana sospirò.
"Si tratta del tuo futuro amore ma devi aspettare ancora un po', per cortesia" cercò di cambiare discorso Diana.
Iris alzò gli occhi al cielo.
"Va bene" si arrese.
Nel frattempo a Wormeighton giravano voci su quanto accaduto.
"Non ci posso credere" disse Anne quando scoprì dell'accaduto.
"Sicuramente è opera di demoni e streghe che conosciamo fin troppo bene" dedusse John.
Anne annuì.
"Sono convinto che dietro a tutto questo ci sia vostra nipote. Rivoglio mia figlia" gridò Friedrich.
Erano passati anni dall'ultima volta che si erano visti e quando, quella mattina, lo ritrovarono ad attenderli in salotto, avevano già capito tutto.
"Stai tranquillo pastore. Riavrai tua figlia quando noi riavremmo nostra nipote. Non ti azzardare a dare la colpa a Iris. Non è stata lei ma qualche demone" rispose furioso John. Non tollerava il modo in cui gli stava parlando quell'uomo di ceto sociale più basso.
"In paese già stanno criticando. Dicono che Astrid diventerà come sua madre ma senza tornare indietro. Non è bello sentirsi dire che tua figlia brucerà all'inferno" spiegò Friedrich.
"Io me lo sento dire da vent'anni" disse Anne alzandosi.
"Comunque è arrivato il momento di intervenire" confessò.
"Chiamate il prete e riprendiamoci Iris e Astrid. Facciamola finita con queste streghe" continuò.
John e Friedrich annuirono.
La caccia alle streghe era iniziata da tanti anni ma nessuno immaginava che potessero esserci anche in villaggi piccoli come Wormeighton.
Erano i paesani che sarebbero dovuti intervenire e fare qualcosa.
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L'ultima strega
Terror"Guardatevi dai falsi profeti i quali vengono verso di voi in vesti da pecore, ma dentro son lupi rapaci......" -Matteo 7:15, 21-23 Nell'Inghilterra del XVII la stregoneria, la magia e la devozione per il diavolo si sono diffuse con grande rapidità...
