Dall'esterno il negozio di antiquariato del signor Girard appariva come una boutique dell'orrore. Sulla vetrina aveva in esposizione lugubri amuleti, strane candele e numerosi vasi con delle facce terrificanti scolpite sopra.
Evelyne non era sicura di voler entrare lì dentro, ma sarebbe stato stupido da parte sua, ormai era arrivata lì in tutta fretta. Appena uscita di casa non vedeva l'ora di parlare con l'antiquario, ma nel tragitto si era interrogata su quello che le avrebbe potuto dire, e non era convinta di essere pronta a saperlo.
Rimase immobile a pochi passi da quel negozio, con suo figlio in braccio che iniziava a farsi sempre più pesante. Fu proprio guardando quel pargolo indifeso che si convinse. Se era giunta fino a lì non era solamente perché era spaventata, ma anche per proteggere il piccolo Robin. Decise di correre il rischio di passare per una madre debole e paranoica agli occhi del marito. Avrebbe pensato questo se le sue sensazione si fossero rivelate sbagliate, e lei, di fronte quel negozio, accettò di prendersi la responsabilità di quel gesto, perché se le sue sensazioni si fossero rivelate esatte avrebbe sicuramente rimpianto di essere rimasta ferma a guardare.
Sorrise a suo figlio, e raggiunse la porta della bottega di antiquariato. Entrando, venne accolta da un forte odore di incenso e dal suono ridondante dei campanelli in cima alla porta. Si fermò sul ciglio, fissando la ragazza al bancone. Era l'indirizzo segnato sul bigliettino da visita che le aveva lasciato l'antiquario, e per un attimo pensò di aver sbagliato civico, nonostante l'ambiente rispecchiava perfettamente le sue aspettative. La ragazza che la attendeva al bancone, invece, non c'entrava nulla con quel posto. Era solare, una giovane sveglia e attraente dal vestiario colorato e sgargiante.
«Salve, posso esserti d'aiuto?» chiese la commessa, con un sorriso rilassante e il viso luminoso.
«N-non credo.» rispose Evelyne, insicura. «Stavo cercando...» prese in modo goffo il biglietto da visita dalla tasca, tenendo a fatica il piccolo Robin con l'altro braccio.
«Il signor Girard?» ipotizzò la ragazza al bancone, con un'inspiegabile sicurezza.
Evelyne smise di cercare il biglietto da visita, e tornò ad afferrare suo figlio con entrambe le braccia. «Sì, proprio lui.»
La commessa le sorrise. «Edmond mi aveva avvisato del tuo arrivo, scusa se non c'ho pensato subito. Adesso te lo chiamo.»
Evelyne ricambiò il sorriso, vedendo la ragazza allontanarsi verso una porticina alle sue spalle, e subito dopo aggrottò la fronte. Non riuscì a capire come facesse quel vecchio a sapere del suo arrivo, per quanto ne sapesse poteva anche essere in grado di predire il futuro. In realtà il vecchio antiquario sapeva solo che prima o poi Evelyne avrebbe avuto bisogno di lui.
Il signor Girard uscì dall'archivio accompagnato dalla ragazza, con un sorriso sornione stampato in faccia. «È un piacere vederla.» sussurrò qualcosa all'orecchio della sua assistente, poi tornò a sorridere alla giovane madre. «Prego, venga, può avvicinarsi, non mordo mica.»
Evelyne annuì, e si avvicinò al bancone, nello stesso istante la giovane commessa simulò un inchino. «Vi lascio soli.»
Lei ricambiò annuendo e, sempre più titubante, si fermò a pochi palmi dal vecchio Girard. Era terrorizzata all'idea di parlare di quel dipinto come se fosse il male assoluto, soprattutto perché era stata proprio lei a portare quell'oggetto malevolo in casa. Ebbe una fitta dietro al collo quando sentì i campanellini sulla porta d'ingresso suonare ancora. La commessa era uscita, Evelyne e l'antiquario erano rimasti soli, era il momento perfetto per parlare.
«Ora che ci penso non ci siamo nemmeno presentati come si deve.» l'antiquario le porse la mano, mantenendo quel sorriso sornione che iniziava a infastidire l'ospite, per lei non c'era niente da ridere, nulla per cui stare allegri, se lei era lì non era certo per una visita di cortesia.
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La Gravida
TerrorEvelyne, sterile dalla nascita, riesce finalmente a coronare il suo sogno di diventare madre. Attribuisce il merito di questo miracolo alla riproduzione di un quadro acquistato in un mercato dell'antiquariato, La Gravida di Raffaello, ma la nascita...
