-Capitolo 21-

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(Zayn's pov)
Porto lentamente la sigaretta fumante alla bocca, quando la racchiudo nelle mie morbidi labbra; mi blocco un momento riflettendo ancora sulla discussione avuta poco prima con Jade, poi aspiro
profondamente trattenendo il fumo nei polmoni. Andrà via. Jade se ne andrà portando con sé gran parte del mio cuore... perché è a lei che l'ho donato, è nella sue mani tanto piccole e calde che l'ho riposto... sembravano così sicure quando gliel'ho lasciato, e adesso è tutto così freddo e buio, che pure il cielo sopra di noi sembra essersi spezzato.
Rigetto il fumo che mi ostruisce le vie respiratorie; mi sento così debole in questo momento. La mia testa cade verso il basso, mentre rimango a fissare il malmesso pavimento in legno. Sono seduto da un po' sulla sedia della cucina accanto alla piccola finestra; sembra passato un secolo da quando tutto questo è iniziato, intanto siamo ancora a febbraio; chissà cosa starà succedendo là fuori... il mondo starà sicuramente andando avanti, mentre tutti qui dentro rimaniamo incatenati ai nostri ricordi.
Una piccola lacrima bagna timidamente il mio viso, e io mi accorgo di quanto questa situazione mi abbia fatto cambiare... non avevo mai più pianto dalla morte di mia madre... non avevo mai più provato delle vere emozioni, e per quanto opprimente possa sembrare l'estrema tristezza che provo nel dire addio alla mia amica, non posso non esserne felice, mi fa capire che sono umano... si, lo sono. Un tempo credetti davvero di non fare parte di questo mondo, perché non ero come tutti gli altri, per quanto simile d'aspetto... io... io ero diverso: il mio cuore non batteva più forte nel vedere qualcosa di bello, non si innamorava, non mi faceva mai male... era sempre impassibile, quasi stanco di battere; era come vivere con un cuore senz'anima. Ma ora è tutto passato, non voglio più essere quello di un tempo, adesso sono io, sono quello che sarei dovuto essere, quello che probabilmente sarei diventato se non avessi ucciso mio padre.
Il cielo tuona riportando i miei pensieri sulla terra ferma, e guardandolo bene, ora, mi sembra così solo... nessuno lo può raggiungere mai veramente, nonostante lui avvolga ogni cosa, ed è triste sapere che in realtà anche noi abbiamo un posto, nel profondo dell'anima, che mai nessuno riuscirà a trovare, semplicemente perché neanche noi sappiamo dove si trovi.
La cicca, ormai consumata, della sigaretta brucia lievemente le mie dita, prima di buttarla a terra e spegnerla con la scarpa. Forse lei sta andando via per tornare alla sua normale vita, o probabilmente ha delle faccende in sospeso, e anche se il pensiero di  averlo spaventata durante l'animata discussione in giardino mi tormenta, so bene che non è così... però vorrei esserne sicuro... glielo chiederei, se ne avessi il coraggio.
-Hey.- una voce attira la mia attenzione.
Il mio corpo si congela. È già ora di dirle addio?
Mi volto lentamente verso la sua esile figura: ha tutti i capelli arruffati, il naso rosso e il suo solito sguardo da furba, mentre mi guarda impietrita davanti alla porta. Mi tocco la poca barba sotto il mento, primi di ricambiare l'insistente sguardo che mi inchioda alla sedia. Sono seduto di fronte a lei, mentre ci parliamo in silenzio... si, perché noi non abbiamo bisogno di parole per capirci, noi siamo uguali. Il suo sguardo, prima serio, diventa giocoso, le sue labbra si curvano dolcemente, facendo spuntare due fossette nelle guance piene; la sua spontanea risata risuona in tutta la stanza e per quanto io cerchi di mantenere un'aria da duro, non posso fare altro che ridere anche io. Chiudo gli occhi, mentre sbuffo a ridere energicamente... non so neanche perché lo stiamo facendo, ma non riesco proprio a fermarmi. Numerose lacrime escono dai miei occhi e nonostante il mio viso sia incurvato dal grosso sorriso che ho stampato sulle labbra, so bene che non è un pianto di gioia. La vena sulla mia fronte si ingrossa, mentre mi passo la mano sulla guancia, cacciando via le lacrime; non voglio che lei le veda, non di nuovo. Quelli che prima erano schiamazzi felici, adesso diventano piccoli gridi di dolore, che cerco di soffocare con la mano. I singhiozzi escono rumorosamente fuori dalla mia bocca; è tutto così strano, non ho mai pianto così forte, così tanto da farmi male il petto, lo stomaco. Un dolore lancinante. Non voglio perderla, non ancora.
La sua mano si inoltra nei miei capelli; non ho mai permesso a nessuno di toccarli, oltre alla ragazza di sopra, ma con lei non obbietterò. Le sue braccia avvolgono il mio viso, quando me lo appoggia sulla pancia. Le mie mani si aggrappano alla sua maglietta, quasi come se la stessi pregando di restare.
-Shh... piccolo mio.- sussurra affettuosamente.
La sua voce acquisisce un un timbro materno, mentre mi culla fra le sue braccia.
Continuo a piangere cercando, però, di calmarmi.
Questo non deve essere l'ultimo ricordo che avrà di me. Mi alzo in piedi, lasciando scivolare le sue mani via da me. Rabbrividisco al pensiero che probabilmente non la rivedrò mai più. La guardo dritta negli occhi, mentre le lacrime cessano di cadere; mi immergo nel cioccolato delle sue iridi, prima di vedermi riflesso nelle sue pupille; mi mancherà averla al mio fianco.
La sua mano si alza lentamente, prima di accarezzarmi la guancia sinistra; chiudo gli occhi al suo contatto, trattenendo il respiro nei polmoni. Sento il suo calore avvicinarsi ancora di più e capisco che mi sta per sussurrare qualcosa all'orecchio quando i suoi capelli mi solleticano il viso.
-Potresti almeno respirare?- mormora -Sai non vorrei avere un altro morto sulla coscienza...- trattiene un sorrisetto nel ripetere le stesse parole che le ho detto qualche giorno fa.
Sbuffo a ridere sentendomi stupido.
Lei è una di quelle persone che riescono a farti sorridere, una di quelle persone che ti lasciano un segno indelebile addosso, perché proprio non puoi dimenticarlo. Come fai a dimenticare una persona che ti fa sorridere anche quando l'unica cosa che vorresti fare è piangere?
-Grazie per essermi stata amica.- sussurro con voce rauca.
Ho ancora questa maledetta malinconia aggrappata nella gola.
-Grazie a te per esserlo ancora.- dice sorridendomi.
Non è finita per noi, me lo sento nel cuore... lei sarà per sempre una parte di me. Lei è la mia migliore amica.
-Scusate piccioncini...- attira la nostra attenzione Leigh-Anne -Jade... dobbiamo andare!- avvisa felice.
Sorrido vedendo il suo viso completamente allegro, è strano, ma mi piace fare del bene. Questa è l'era di un nuovo me, è un nuovo inizio, niente più sangue, rabbia, tristezza.
Io e Jade ci guardiamo, prima di incamminarci verso l'uscita della mia vecchia casa. Sospiro guardando il cielo blu: sta per piovere.
-È strano no?- dice Leigh-Anne guardando il cielo dallo sportello della sua auto, ormai riparata.
Tutti qui fuori alziamo il viso sopra di noi scrutando bene.
-È iniziato tutto con una tempesta...- mormora -E ora sta finendo allo stesso modo...- quasi il suo sorriso si spegne.
Infondo è sempre un capitolo della nostra vita che si chiude, è normale essere tristi.
Jesy si avvicina a me, quando mi lascia un affettuoso bacio sulla guancia. Come può dopo tutte le torture che le ho imposto, avere ancora la voglia di toccarmi?
Si allontana da me, quando mi sorride energicamente; i suoi occhi sono grati, mentre mi guarda felice. Le sorrido compiaciuto.
-Zayn sappi che noi ti abbiamo perdonato... non avercela mai più con te stesso.- mi avverte.
Abbasso lo sguardo, quasi imbarazzato, prima di riportarlo sulla bellissima ragazza davanti a me: i suoi capelli castani sono sporchi e scompigliati, mentre cadono disordinatamente sul suo petto; il suo sguardo è dolce e riconoscente, ed il suo viso sembra quello di una tenera bambina. La guardo andare verso la moglie, prima che le loro labbra si uniscano in un bacio; noto con piacere che il loro rapporto si è solidificato dopo tutto quello che è successo e infondo mi rattrista vederle andare via, mi ero affezionato, anche a Leigh-Anne.
-Non essere triste per noi che andiamo via...- mormora Jade accanto a me -Sii felice per la ragazza che ti sta aspettando.- sorride facendo cenno alla finestra della mia stanza e in questo preciso momento il mio cuore accelera i suoi battiti al solo pensiero.
Ha ragione... tante lacrime per ciò che lascio e nemmeno un sorriso per ciò che adesso sta iniziando, un nuovo capitolo, una nuova vita... con lei.
I peli delle mie braccia si alzano, quando mi viene la pelle d'oca; il pensiero di lei nuda fra le mie braccia e delle nostre bocche unite mi provoca i brividi. Io la amo.
Jade mi dà una pacca sulla schiena e dopo avermi rivolto un sorriso sale in macchina. Tutte e tre entrano dentro l'auto e io le guardo andare via. Le seguo con gli occhi per tutta la lunga strada, quando ormai la mia semplice vista da umano non mi permette più di vederle. Sono scomparse, all'orizzonte, là dove il sole sta morendo. Sospiro pesantemente svuotando il mio corpo dalla malinconia, non sono solo, ho lei.

Insane||ZerrieDove le storie prendono vita. Scoprilo ora