Roma, 2008
Cara amica mia,
da quando sei partita sento moltissimo la tua mancanza. Cominciare una lettera in questo modo ti sembrerà davvero stupido e banale, ma è la verità. Ora sono seduta a Villa Torlonia e anche se fa freddo perchè è Dicembre pieno, c'è un sole davvero confortevole. Ti ricordi quando venivamo qua in primavera? Il cielo era azzurro, noi ci sdraiavamo sull'erba e con le cuffiette nelle orecchie e il walkman sulla pancia cantavamo Battisti, Jovanotti, Lucio Dalla, Mina e la gente che passava ci sorrideva. Quando cominciava una canzone triste mi prendevi la mano e me la strimgevi forte e quando mi facevo prendere da paure, molte volte irrazionali, tu eri sempre lì a farmi vedere il mondo da un altro punto di vista. E tu avevi sempre un punto di vista positivo. Se ora riesco a sorridere un pò di più e a gioire per la luce piuttosto che rattristarmi per il buio, è solo merito tuo. Sulla panchina che usavamo per allenarci quando decidevamo che era il momento di buttare giù qualche chilo, ora c'è una coppietta che si bacia ripetutamente e dalla bocca di lei continuano ad uscire strani versi, a dir poco schifosi. Mi viene da ridere se penso alle espressioni che faresti se fossi qui con me. Ora, però, ho bisogno di dirti la verità: sono arrabbiata con te. Sono arrabbiata perchè sei partita quasi senza avvisarmi e questa cosa non riesco ad accettarla. Avevamo così tanti progetti: dovevamo fare quel viaggio in America e ancora non avevamo deciso chi l'avrebbe spuntata. Io volevo andare a New York e tu invece preferivi Miami perchè dicevi che l'estate doveva essere un diritto di tutti per tutto l'anno e non solo della California. Mi ricordo in quarto liceo quando ti sei alzata sul banco urlando che le vacanze estive dovevano durare sei mesi, come l'anno scolastico. Quella di inglese ti mise una nota lunga quasi tutto il registro. Quanto risi! Vorrei tanto vedere una di queste tue scene da pazza, ma ormai sei già andata via e mi chiedo quando potrò assistere a queste tue follie. Ieri sono andata a trovare tua mamma: stava bene e mi ha offerto un dolce fatto da lei. Mentre mangiavamo sedute al grande tavolo di quercia mi ha detto una cosa che mi ha fatto riflettere. Mi ha detto:<<Ma te lo immagini un mondo dove i sordi cominciano a sentire di nuovo, i ciechi a vedere, i muti a parlare, i preti a sposarsi, le guerre a finire...Te lo immagini?>>
Io sono rimasta zitta e ho provato a immaginarmelo, ma sinceramente non ci sono riuscita. Ora che sono qui da sola però, penso che mancano pochi giorni all'anno nuovo e vorrei davvero che qualcosa cambiasse. Mi piacerebbe davvero che le guerre finissero, che le malattie o le disabilità sparissero e che la cattiveria nel mondo cessasse. Te lo chiedo a te, amica mia: te lo immagini? Io un pò ci riesco a vedere questo mondo, ma lo so che è impossibile. Però penso anche che, se ognuno di noi mette un pò di positività in quello che fa e dal primo gennaio comincia a mettere in atto i propri buoni propositi, si potrebbe creare un mondo migliore. E quindi, ti voglio dire una cosa, io mi sto già preparando per l'anno che verrà e anche per quello dopo ancora. Lo so che starai pensando che sono impazzita, ma so anche che avresti partecipato a questa cosa molto più di me, se fossi stata qui. Ecco perchè farò questa cosa per tutte e due. Realizzerò dei buoni propositi che avremmo condiviso, così è come se fossi qua vicino a me. Sono le quattro e il sole sta già calando, mi tiro su la sciarpa che mi hai regalato tu al mio compleanno e mi infilo i guanti, poi continuo a scrivere. Ti voglio confidare una cosa che non ho mai detto a nessuno: il giorno che sei andata via sono venuta qui ed è stato strano. Strano perchè era come se Villa Torlonia non possedesse più i colori: il verde era spento, gli alberi brutti, la gente che camminava insulsa e antipatica. Il sole non mi scaldava e mi sembrava sempre nuvolo. Piansi tanto quel giorno, mi sentii davvero male. Non venni qui per tanto tempo. Tantissimo tempo. Oggi, però, è un giorno speciale in cui riesco addirittura a scriverti! Ma non solo riesco a parlarti, riesco addirittura a vedere il verde, a sentire il sole e a sorridere alla gente. Questo era il nostro posto e pensavo che senza di te non sarebbe più stato tale, oggi invece con tutto il coraggio che ho sono venuta qua e ho capito che sei in ogni fiore, in ogni raggio di sole, in ogni ciuffo d'erba, nel sorriso di ogni passante e in ogni soffio di vento che mi accarezza il viso. Cercherò di scriverti più spesso, sperando che in qualche modo ti arrivino le mie lettere. Sarebbe bello se esistesse un postino che la consegni in qualsiasi posto tu sia, ma sappi che il mio pensiero arriva fino a là. Ora vado. Ti voglio bene e ricorda che questo piccolo posto di Roma sarà sempre nostro.
Tua, Io.
Ps= ricordi quando mi dicevi di essere amica di quella ragazza al palazzo di fronte al mio così non sarei rimasta sola come una scema? Ecco, stasera andiamo a farci una passeggiata al centro.
pps= non ti sostituirà mai.
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amoR- Amore nella città eterna
ChickLitUna raccolta di racconti di fantasia, tutti d'amore e tutti ambientati a Roma. Dagli anni '50 sino ai giorni nostri, l'amore raccontato in mille modi diversi tutti in grado di emozionare e sulle note delle canzoni d'amore italiane più belle.