19.L'amore è (Sirya)

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Roma, 2018

Il laghetto dell'Eur in primavera è davvero magico: Sole, appoggiata alla balaustra del ponte, lo ammira estasiata. E' arrivata a Roma dalla Spagna, dove vive ormai da molti anni. E' tornata perchè è tanto che non vede sua nonna Antonella con la quale è praticamente cresciuta. Ricorda con gioia i momenti passati con i suoi nonni e da quando è andata a vivere in Spagna i momenti con loro si sono ridotti moltissimo. Purtroppo suo nonno è morto anni fa e ora vuole passare un pò di tempo con sua nonna. Sua madre, Diana, l'ha supplicata più volte di tornare a vivere a Roma, ma Sole ormai ha una vita all'estero e, nonostante la sua città le manchi da morire, non ha il coraggio di mandare tutto all'aria e andare via dal paesino in riva al mare in Spagna. Persa nei suoi pensieri, Sole non si accorge dell'uomo che si avvicina a lei e si perde anche lui nella primavera del bellissimo Eur.

<<Quanto è bella Roma, eh?>>

Sole sorride:<<Sì, è meravigliosa. Soprattutto quando torni da un viaggio.>>

L'uomo la guarda sorridendo:<<Dove è stata di bello?>>

<<Oh. Io vivo in Spagna. Sono venuta a trovare mia nonna. Non la vedo da tanto e volevo passare del tempo con lei, raccontarle delle cose.>>

<<Io vengo dall'ospedale invece. Mia madre è morta oggi.>>

Sole si porta la mano alla bocca, non sa cosa dire se non un mi dispiace a denti stretti. Queste situazioni l'hanno sempre messa in imbarazzo, soprattutto con persone che non ha mai visto.

<<Grazie, ma io sto bene. Se n'è andata in pace, non ha sofferto. E devo solo a lei il fatto di poter vivere ora in questa meravigliosa città.>>

<<Davvero?>> Sole è incuriosita dalla storia dell'uomo.

<<Già. Venimmo qua quando avevo sei anni, negli anni ottanta mi pare. Scappavamo. Mia madre pensava che fossi troppo piccolo per capire, ma capivo benissimo. Alla fine ci siamo trovati a Roma, io e lei. E ci siamo rimasti.>>

<<Parla di sua madre con tanto amore.>>

<<Non mi ha mai fatto mancare nulla. Avevamo una canzone, sa? Senza fine di Gino Paoli. La conosce?>>

Sole annuisce.

<<Ce la cantavamo sempre per darci forza.>> L'uomo guarda l'orologio e si stiracchia, poi guarda Sole:<<Beh, io vado. Mia moglie mi aspetta.>> Poi le porge la mano:<<Io sono Lorenzo, comunque.>>

Sole stringe la mano all'uomo:<<Io sono Sole.>>

Lorenzo guarda il grosso pancione sotto la maglietta larga della ragazza e sorride:<<In bocca a lupo, Sole. Speriamo di incontrarci ancora a Roma, eh?>>

Sole passeggia ancora un pò avvicinandosi al laghetto e, visto che è una bellissima giornata, decide di chiamare sua nonna e chiederle se vuole raggiungerla lì. Nonna Antonella ha ottantuno anni, ma è ancora arzilla e non riesce mai a stare ferma. E' un vulcano di energia e Sole, che ha solo ventisei anni, non riesce nemmeno a fare ginnastica. Vede sua nonna in lontananza che arriva con una borsetta sotto braccio e una sciarpa di lana intorno al collo. A Sole viene da ridere perchè è Aprile e il sole picchia, ma sua nonna, che è piccola e magra, avvertirà la metà della temperatura.

<<Ecco la mia nipotina!>>

Si abbracciano forte e Sole vorrebbe che quel momento non finisse mai, anche perchè deve dire una cosa a sua nonna e ha paura che lei decida di non abbracciarla più come ora.

<<Com'è andato il viaggio?>>

<<Bene, nonna. Grazie.>>

<<Ma guarda che pancione! Certo, tesoro, crescere un ragazzino da sola! Alla mia età ti avrebbero presa per scema.>>

Sole serra le labbra, poi prende la mano della nonna, piccola e piena di rughe, fa un respiro profondo e prova a dirle come stanno le cose:<<Vedi nonna, in realtà il bambino non lo crescerò da sola.>>

<<Ah no? Menomale! Se ci fosse stato tuo nonno mi avrebbe mandato in giro a cercarti marito. Quindi ti sei fidanzata?>>

Una papera plana sul laghetto e comincia a ficcare la testa sott'acqua in cerca di qualche pesce da mangiare.

<<Sì, nonna. Ma la verità è che sono sempre stata fidanzata.>>

Antonella inarca un sopracciglio e almeno un'altra ventina di rughe si formano intorno agli occhi:<<Ma scusa, mi avevi detto che eri rimasta incinta e che quel disgraziato non voleva saperne niente!>>

Sole fa un respiro profondo e si tocca il pancione:<<Nonna, hai presente Nicole? La ragazza che è venuta qui con me a trovarti, due anni fa?>>

<<Quella ragazza francesce graziossima con i capelli neri? Certo. Era deliziosa. Ma cosa c'entra con il bambino?>>

<<Nonna, io e Nicole siamo fidanzate. Il bambino è nostro. Abbiamo fatto ricorso a una clinica di fertilità.>>

Sole si sente liberata da un peso, ma sua nonna è rimasta zitta.

La papera esce dall'acqua e si sgrulla.

<<Nonna?>>

Antonella non dice nulla e Sole trema pensando al peggio: immagina sua nonna che urla parole orrende e omofobe e che se ne va indignata. Immagina che le prenda un infarto o chissà che altro in preda allo shock.

<<Nonna! Nonna dì qualcosa, ti prego.>>

<<Santa pace, Sole. Pensavo che il bambino fosse di qualche assassino. Sono felice per voi! Tutta questa sceneggiata per dirmi che stai con Nicole?>>

Sole scoppia a piangere, ma sono lacrime di gioia. Lacrime miste a una risata nervosa. Antonella dà una pacca sulle mani della nipote:<<E dove sta Nicole?>>

Una ragazza con i capelli neri esce da un bar e si avvicina a loro:<<Signora, si ricorda di me? Sono Nicole.>>

<<Oh, cara ragazza. Non sono mica rimbambita. Che belle che siete.>> Sole continua a piangere e a ridere, Nicole la stringe forte e Antonella prende il viso della nipote tra le mani:<<Tesoro mio, che paura stupida. L'amore è qualcosa di così bello! Perchè vergognarsi? Io e tuo nonno ci sposammo cinque mesi dopo esserci conosciuti! Quando l'amore c'è, lo senti. Inutile remare contro. Ti fa gli occhi accesi come fari nella notte e tu, nipotina mia, hai due abbaglianti.>>

Sole si volta a guardare Nicole che la stringe forte. La papera si tuffa di nuovo in acqua e riprende la caccia ai suoi pesci.

<<Venite, andiamo a casa a farci un tè. Ah, se ci fosse tuo nonno. Avete deciso il nome?>>

Le ragazze fanno cenno di no con la testa e Nicole aggiunge:<<Non vogliamo sapere il sesso.>>

<<Beh io, il giorno in cui scelsi il nome di mia figlia, ascoltavo la radio e diedero Diana di Paul Anka. Se vi va, potete usare lo stesso metodo.>>

Nicole ride:<<Sarà un pò difficile nella nostra epoca.>>

Antonella agita una mano come a dire che sono tutte sciocchezze, poi le tre donne si avviano verso casa, ignare che la vita che sta crescendo in quel pancione è un'altra donna, una donna che vivrà a Roma, si innamorerà a Roma e morirà a Roma. Perchè Roma è amore, perchè l'amore è.

amoR- Amore nella città eternaDove le storie prendono vita. Scoprilo ora