18.Ti sposerò (Jovanotti)

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Roma, 2015

E' la solita domenica con i bambini a Via Appia antica e Miriana è esausta. Nonostante ci sia il sole e poca gente, lei non ce la fa più. Due gemelli di tre anni, una casa da mantenere e la pretesa di avere tutto in tavola per l'ora di cena. Guarda Edoardo che cammina davanti a lei: lo vede tenere per mano i gemelli e ridere con loro. Quanto vorrebbe che facesse così anche a casa e invece no. A casa lei è sempre sola e quando Edoardo è con lei passa il tempo al telefono oppure a dire che deve preparare la riunione del giorno dopo, ma la realtà è che lui fa quello che, è brutto a dirsi, vorrebbe fare anche lei: evadere. Evadere dalla maternità, dalla casa, dalla tavola imbandita. Le servirebbero ventiquattro ore da sola con se stessa e sarebbe la donna più felice del mondo. Ha provato a dirlo ad Edoardo, ci ha provato tante volte, ma lui fa quasi finta di non capire. Da quando sono nati i gemelli, sono rimasti da soli pochissime volte. Miriana si guarda intorno, ha sempre amato il verde di Roma: la Caffarella, l'Appia antica, Villa Celimontana. Si stringe nelle spalle e sorride: le viene in mente il primo appuntamento con Edoardo. Erano alla Caffarella e lui aveva colto una margherita e gliela aveva regalata. A lei era sembrato il gesto più dolce e romantico del mondo e conservava ancora quel fiore. Lo aveva incorniciato e lo aveva appeso in cucina. Lo guardava tutte le sere e pensava a come sarebbe stato bello riavere quell'Edoardo, quello che le regalava attenzioni, quello che la faceva sentire amata sia fuori dal letto che dentro. Non si ricorda nemmeno più com'è avere una carezza sul viso da lui, non la sfiora più e lei di certo non ha tutta questa voglia di toccarlo. Come si fa a riuscire ad amare qualcuno che ti ignora? Come si fa a ritrovare la stessa passione dei primi tempi se quella passione non è spenta, ma morta? Miriana se lo chiede spesso, lo chiede anche alle amiche che però una risposta non ce l'hanno più. Per loro sembra quasi giusto accontentarsi o accettare che il rapporto cambi, nel migliore dei casi, o si deteriori, nel peggiore. Miriana invece vorrebbe solo che fosse come prima, non tanto la passione quanto l'amore e si chiede se sia davvero possibile o se siano solo favole. Si chiede se i lieto fine esistano solo nei film o se nella vita reale ci sia una speranza.

<<Che fai lì dietro?>> Edoardo si gira a guardarla, i bambini stretti a sè.

<<Nulla. Ora vi raggiungo.>>

Edoardo inarca le sopracciglia e prosegue a camminare. Miriana allenta il passo e cerca di godersi i raggi del sole che attraversano i rami degli alberi. Anche l'Appia antica è una fonte di ricordi infiniti: è qui che Edoardo le ha chiesto di sposarlo. Ricorda quel giorno come fosse ieri. Erano seduti su un masso e lui le aveva preso la mano piccola e liscia, poi senza guardarla negli occhi aveva cominciato a parlare:<<Miriana, da quando ti ho incontrata la mia vita è stata un cambiamento continuo. Mi fai ridere, mi fai arrabbiare, mi fai compagnia ma non mi metti le catene. Sei la donna con cui scapperei e farei l'autostop, la donna con cui voglio un esercito di bambini.>>

Miriana era scoppiata in una grossa risata:<<Edoardo! Credo che il sole ti abbia dato alla testa!>>

Lui si era inginocchiato e stavolta l'aveva guardata negli occhi:<<No, posso stare sotto il sole per ore o sotto la pioggia, ma non mi stancherei mai di te! Non sono pazzo e non sono accalorato, voglio solo stare con te, per sempre.>>

<<Ma.. stiamo insieme solo da un anno e.. ho paura che se corriamo troppo finirà tutto. Potremmo arrivare ad odiarci e io..>>

<<Hai ragione, ci conosciamo da poco. Ma abbastanza da fare questo passo. Indubbiamente avremo difficoltà, litigheremo per le cazzate, ma non me ne frega niente, Miriana. Cambieremo colore, cambieremo tutto di noi, ma lo faremo insieme. Non mi interessa cosa succederà negli anni, basta che saremo insieme.>>

Miriana non aveva risposto subito, aveva paura che quella magia svanisse.

Edoardo l'aveva guardata ancora più intensamente:<<Ti prometto che ti sposerò ogni giorno.>>

A quel punto lei era scoppiata in lacrime e aveva urlato un sì grandissimo davanti a tutte le persone presenti sull'Appia antica. Edoardo l'aveva presa in braccio e le aveva fatto fare una grande giravolta.

<<Miriana tutto bene?>> Si è imbambolata in mezzo alla strada, di fronte a quel masso che li aveva visti protagonisti tanto tempo prima.

<<Sì, sì scusa Edo.>>

I bambini guardano la loro mamma aggrappati ai pantaloni del papà.

Li fissa, poi guarda Edoardo che però sta guardando anche lui quel masso.

<<Edo?>>

Lui ha le lacrime agli occhi e non riesce a guardare Miriana, anche lei stravolta dai ricordi e dalla sensazione che quelle promesse non sono state mantenute.

<<Mi dispiace, mi dispiace, Miri. Ti avevo promesso che anche se saremmo cambiati saremmo rimasti noi. E invece..>> Si volta a guardarla:<<Puoi perdonarmi? Sarò un marito e un padre migliore, ti prego ricominciamo.>>

Miriana lo guarda negli occhi e finalmente riconosce il suo Edoardo, quello che le ha chiesto di sposarlo, quello che le ha fatto quelle promesse.

<<Perchè mamma e papà piangono?>> Chiede Valerio al fratellino che per tutta risposta alza le spalle e comincia a ciucciarsi un dito.

Miriana accarezza il volto ispido del marito e sorride tra le lacrime:<<Ti sposerò ogni giorno, Edo.>>

Lui si lascia accarezzare e tutti e quattro ricominciano a passeggiare tra quel verde e quei sanpietrini testimoni di una nuova, meravigliosa promessa.

amoR- Amore nella città eternaDove le storie prendono vita. Scoprilo ora