Capitolo 29

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Spazio autrice: Ok, ci stiamo avvicinando alla fine di questa storia!! Ho pensato di concluderla in altri 3 capitoli circa, quindi a breve li vedrete tutti pubblicati. Nel frattempo fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti e se vi piace il modo in cui scrivo e traduco, spero che darete un'occhiata anche al progetto che pubblicherò tra poche settimane, su cui sto lavorando da mesi!

Lauren si svegliò all'alba quel giorno. Non poteva dormire sapendo che nel giro di poche ore avrebbe giocato l'ultima partita di Quidditch dell'anno e che da quella partita dipendeva unicamente il suo futuro. Sì perchè Normani era riuscita a convincere i professori a convocare i supervisori delle squadre internazionali solo per lei.

I supervisori della squadra dei Magpies, la squadra in cui Lauren desiderava entrare, non si presentavano quasi mai ad Hogwarts, perchè preferivano assumere giocatori scozzesi, figuriamoci presentarsi 2 volte nel giro di un solo anno!! La McGranitt però sapeva quanto Lauren ci tenesse, così aveva inviato una lettera al capitano della squadra e l'aveva supplicato di venire ad assistere all'evento, perchè in tutti gli anni in cui era stata Preside di Hogwarts non aveva mai conosciuto una giocatrice tanto affiatata.

Lauren continuava a fare avanti e indietro per la stanza, senza riuscire a trovare pace. Ogni tanto si fermava davanti allo specchio e ripeteva a sè stessa "Ce la puoi fare! Ce la puoi fare! Ce la puoi fare!". Poi riprendeva a percorrere la stanza a grandi passi, le mani che tremavano e la mente che non riusciva a pensare ad altro che alla partita.

Si era allenata molto in quei mesi, ma aveva ancora paura che la sua spalla le creasse problemi. Non le faceva più male, ma quando la sforzava troppo sul campo, dopo ore di allenamento, sentiva che si irrigidiva tutta e il suo rendimento peggiorava notevolmente. All'ospedale le avevano assicurato che con il tempo sarebbe tornata come nuova, ma nel frattempo doveva stare il più possibile a riposo. Quel giorno però non poteva mostrare nessun segno di cedimento e se avesse commesso anche un solo errore, sicuramente i Magpies non l'avrebbero presa in considerazione e sarebbero tornati in Scozia senza di lei. E questo non poteva succedere!

Diventare una giocatrice di Quidditch professionista era sempre stato il suo sogno, sin da quando era bambina e suo padre la accompagnava allo stadio ad assistere alle migliori partite dell'anno. Il Quidditch non era solo uno sport per lei, era la sua vita: si era allenata duramente da quando aveva iniziato a frequentare Hogwarts e non voleva che la sua spalla rovinasse tutto proprio oggi. I medici del San Mungo  le avevano detto di andarci piano, ma non potevano capire quanto fosse importante per lei questa partita e di sicuro non poteva andarci piano, se voleva che qualcuno la notasse.

Era ancora concentrata a pensare alla partita, quando la porta della sua camera si spalancò e Camila entrò dentro tutta emozionata. "Oh mio Dio, Lauren!!" squittì, saltandole al collo e riempiendola di baci "Questo è il grande giorno! Sei pronta? Sei agitata? Hai fame? Vuoi che ti faccia portare qualcosa o fors--". Lauren, che non ce la faceva più a sentirla parlare, la baciò dolcemente sulle labbra. "Mi stai mettendo ansia, Camila" si lamentò poi, approfondendo il bacio. "Comunque grazie, ma non mi serve nulla per il momento, solo tanta tanta tanta fortuna!"

"Mmh" gemette Camila, lasciandole un bacio sul collo che la fece rabbrividire "Beh ci sarò io a portarti fortuna, non ti devi preoccupare per questo"

"Sì, proprio tu che sarai là a tifare per i Grifondoro..." la stuzzicò Lauren alzando gli occhi al cielo.

Camila la guardò con aria colpevole, ma poi la baciò velocemente sulla guancia e intrecciò le loro mani "Sì, è vero... tifo per i Grifondoro. Però tu sei la mia giocatrice preferita" le disse, con voce da bambina, prima di fare una faccia buffa, che fece scoppiare Lauren in una risata.

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