Capitolo 32

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Era notte fonda quando Lauren spalancò gli occhi spaventata, arrancando nel buio per riprendere fiato. Il cuore le batteva forte nel petto e la testa sembrava essere sul punto di esplodere da un momento all'altro.

Doveva salvare Camila! Doveva correre a chiedere aiuto e avvisare i professori che la ragazza era ferita! Provò ad urlare, ma dalla sua gola non uscì altro che un suono rauco e debole. Ci provò di nuovo, questa volta portandosi una mano sul collo, per controllare che fosse tutto a posto e strinse i denti per il dolore, quando la sua pelle si incontrò con il profondo taglio che aveva sulla mano.

Strizzò gli occhi per abituarsi all'oscurità e si rese conto con sua grande sorpresa di essere sdraiata in un lettino d'ospedale. Provò a fare leva sui gomiti per tirarsi su a sedere, ma appena ci provò venne colta da un forte senso di vertigine e le si annebbiò la vista. Abbandonò sconfitta la testa sul cuscino e con la coda dell'occhio guardò prima a destra e poi a sinistra, per cercare di capire dove fosse finita.

Quell'enorme stanza aveva un aspetto familiare e anche l'odore pungente e nauseante di medicinale le ricordava qualcosa: in qualche modo doveva essere tornata al castello e le infermiere si dovevano essere prese cura di lei in infermeria. Ma com'era possibile? Solo pochi minuti prima si stava dissanguando nel bel mezzo della foresta e ora era lì? Doveva essere successo qualcosa! Perchè non ricordava niente??!

All'improvviso un'ondata di sensi di colpa la attraversò tutta, dalla testa ai piedi e provò ad alzarsi di nuovo spaventata, ma fallì miseramente: Dov'era Camila? E se non fosse riuscita a salvarla? E se magari i soccorsi non erano arrivati in tempo e ora lei era m-m-mort.... Basta! Doveva smetterla di pensare a quelle cose!

I lettini accanto a lei erano vuoti e da quello che poteva vedere nel suo raggio visivo non c'era nessuno in infermeria oltre a lei. Si agitò ancora di più quando si ricordò che l'ultima volta che aveva visto Normani, l'amica stava combattendo da sola contro un Ungaro Spinato. E se anche a lei fosse successo qualcosa di terribile?! Non avrebbe potuto sopportare una doppia perdita: la sua ragazza e anche la sua migliore amica. Da quando la sua vita si era trasformata in un terribile incubo? Cosa avrebbe fatto senza di loro? Come poteva sopravvivere da sola? Perchè queste cose dovevano succedere proprio a lei?!

Presa dalla frustrazione iniziò ad agitarsi nel letto, producendo suoni gutturali dalla bocca nel tentativo di soffocare la sua rabbia con un grido. Perchè non riusciva a gridare? Perchè nessuno la sentiva? Fiumi di lacrime avevano iniziato a scenderle lungo i lati del viso, senza che se ne accorgesse nemmeno. Provò a cacciare indietro le lacrime, ma queste continuavano a scendere indifferenti bagnando tutto il cuscino e non sembravano intenzionate a smettere.

Poi sentì dei passi farsi strada nel lungo corridoio della stanza e riprese ad agitarsi per attirare l'attenzione di chiunque fosse entrato lì a quell'ora. Aveva bisogno di sapere. Lei DOVEVA SAPERE.

Un'anziana vecchietta sulla settantina, si avvicinò tutta traballante al suo lettino e rimase a studiarla per un po', prima di accendere la luce dell' Abat-jour sul comodino accanto a lei.

"Si calmi, signorina, si calmi!" la riprese l'infermiera, bloccandola dai polsi con una presa ferma, ma allo stesso tempo rassicurante. "Non si preoccupi, va tutto bene! Si trova in infermeria! Se capisce quello che le sto dicendo, faccia di 'sì' con la testa"

Lauren mosse la testa confusa e l'anziana signora le liberò piano i polsi, guardandola però sempre con un sottile velo di diffidenza impresso nello sguardo. Da fuori doveva sembrare proprio una pazza. 'Dov'è Camila?!' urlò Lauren, ma il suono che uscì dalla sua bocca assomigliava più ad un grugnito, che a delle vere parole di senso compiuto. Prese un respiro profondo e ci provò di nuovo: 'Dov'è Camila?!'. Ma anche questa volta non ebbe successo.

Slytherins do it betterDove le storie prendono vita. Scoprilo ora