first kiss

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Ciò che accadde al lago, restò al lago. Calum ed Ashton non parlarono del loro piccolo momento ai loro amici, troppo impegnati a far finta che non fosse successo nulla. Tra loro non cambiò niente, però. Ashton continuava a presentarsi ogni mattina davanti casa di Calum e continuavano a fare ciò che facevano prima, senza riferimenti all'accaduto. Era ormai passato un mese dall'entrata del riccio nel gruppo, l'aria autunnale cominciava a farsi sentire ed a costringere i ragazzi ad iniziare a sfoggiare le loro giacche in pelle e in jeans. Calum continuava ad avere i suoi flashback, continuava a non dormire o a dormire poco, continuava ad essere quello di sempre, forse però con qualcosa in più. La presenza di Ashton accanto a lui gli faceva bene, lo rendeva più sereno e felice. Conosceva il motivo, ma non l'avrebbe mai esternato ad alta voce. Aveva fatto una promessa e non sarebbe stato il primo a romperla. Non sarebbe stato più talmente masochista da avvicinarsi a qualcosa che sicuramente gli avrebbe fatto male. Non poteva più soffrire, il suo corpo e la sua mente non avrebbero retto un altro cuore spezzato. Ne bastava uno. Ad un anno di distanza, non aveva ancora rimesso insieme i pezzi e stava cominciando a pensare che non ci sarebbe mai riuscito. Non era un vaso che poteva essere riparato con la colla, o un piatto rotto che poteva essere sostituito. Era il suo cuore. E se non poteva ripararlo, allora doveva evitare che si rompesse ancora più di quanto già non fosse.

Quella mattina era cominciata stranamente bene, per tutti e quattro i ragazzi. Luke aveva avuto un'A+, come al suo solito, in matematica, mentre Calum aveva svolto un test di storia, nel quale erano stati inseriti gli unici argomenti che conosceva ed era riuscito ad azzeccare tutte le risposte. Michael non era stato beccato a dormire durante chimica ed Ashton era riuscito ad aggiudicarsi l'ultimo taco in mensa, caso raro, visto che finivano in dieci secondi, essendo l'unica cosa decente che i cuochi riuscivano a cucinare. Nessuno di loro poteva lamentarsi, comunque.

"E poi quella gli ha chiesto il numero, vi rendete conto? Come se io non fossi lì accanto a lui!" Esclamò Luke, mentre il suo ragazzo rideva accanto a lui. Ashton aveva fatto l'errore di chiedergli come si fossero conosciuti ed il biondo si era ritrovato a raccontare tutta la storia per filo e per segno, senza tralasciare alcun dettaglio. Amava parlarne, anche perché secondo lui poteva far concorrenza alle fan fiction di Wattpad. Calum l'aveva ascoltata mille volte, nonché vissuta, ma non voleva lamentarsi. Vedere gli occhi azzurri del proprio migliore amico brillare mentre parlava di lui e del suo ragazzo lo rendeva felice, non avrebbe mai potuto dirgli di tacere e di smetterla di raccontarla.

"Ed a quel punto non ci ho visto più. Ho preso Michael per la camicia e l'ho baciato davanti a lei, urlandole subito dopo che ad entrambi piacesse il cazzo e che poteva trovarsi qualcun altro da scopare" Ashton rise a quelle parole, lanciando un'occhiata a Calum che, dal suo canto, stava giocherellando con il bracciale che portava al polso. Le lezioni erano finite da poco, tutti e quattro si erano ritrovati davanti al cancello, in modo da passare qualche minuto insieme prima di tornare a casa. A causa però del racconto di Luke, i pochi minuti si erano trasformati in una mezz'ora abbondante, facendo scattare le cinque del pomeriggio. Calum non aveva aperto bocca e Ashton cominciava a preoccuparsi per lui, ma ogni volta che pensava di dirgli qualcosa, ricordava le sue parole e se ne stava zitto.

"Il nostro primo bacio me lo sarei aspettato diverso, ma non mi è dispiaciuto per niente" Ridacchiò Michael, baciando la guancia al ragazzo accanto a lui che, nel frattempo, gli strinse la mano. I loro sguardi saettarono poi su Calum, che però non si accorse di nulla, troppo impegnato a giocare con quel sottile filo adornato da perle nere ed a perdersi nei suoi pensieri. Ashton lanciò un'occhiata ai due ragazzi, come per chiedergli cosa stesse succedendo, ma questi non dissero nulla. Non era la prima volta che lo vedeva così assorto, era già successo ed anche fin troppo spesso, ma nessuno di loro aveva voluto dirgli di cosa si trattasse. Non li biasimava, Calum stesso gli aveva detto di non volerne parlare settimane prima, ma cominciava davvero a preoccuparsi per lui. Forse si stava affezionando più del dovuto, ma come poteva non farlo?

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