"il potere misterioso di un opera d'arte che fa commuovere profondamente" descrive la bellezza di qualsiasi rappresentazione artistica.
Le ore scorrono ininterrottamente e io mi rigiravo nel letto senza speranza.
Riusciva a farsi odiare come poche persone; irritante, lunatico e dannatamente insicuro.
Tancredi era cosi, non esisteva il grigio con lui, era una tavolozza di colori ma mai viola.
Non avrei saputo identificarlo...era tutta una sfumatura di colori pastello, mai troppo vivi ma sempre mescolati con il bianco.
Era giallo pastello con la pioggia, con le persone che amava, con il disegno.
Stava bene, si sentiva felice e in pace anche se per poco.
Blu come il suo umore quando pensava troppo, si intristiva, i suoi bellissimi occhi verdi smettevano di brillare per lasciare posto ad un velo, leggero di chiusura.
Odiavo questo colore su di lui, sembrava non si fidasse di nessuno.
Ero riuscito a vedere perfino grigio in lui ma mai viola.
Mai paura di qualcosa o qualcuno, sempre questa corazza forte, questa fortezza in cui si barrica per non essere ferito, innarrivabile.
Eppure forse io sono ci ho provato ad andare oltre, ho cercato di rompere queste barriere, di donargli quanto piú possibile affinchè capisse che qualcuno lo ama e si preoccupa per lui.
Adesso amare è una parola grossa ma bene, tanto bene per lui, questo piccolo ragazzo dai capelli sempre arruffati, stretto nelle sue felpe sempre troppo grandi per il suo corpo cosi esile.
Io volevo solo rompere tutta la sua insicurezza, le sue fragilità, volevo dargli la mano e imparare a farlo camminare con qualcuno al suo fianco perchè in due la fatica diminuisce.
Sospiro buttandomi sul letto esausto, oggi è stata probabilmente la giornata piú stressante di tutta la mia vita.
Caos e ancora caos senza fine per poi giungere a stasera.
Le mani di quel ragazzo su di me, la sua bocca sulla mia..non erano ció che desideravo, volevo solo non dargliela vinta.
Se lui puó baciare una ragazza davanti i miei occhi, io posso con un ragazzo.
Rabbia e ancora rabbia.
Non volevo davvero baciarlo, ne passare la serata con quel ragazzo.
Ero li per lui e lui come al solito ha fatto il coglione.
Trovo la forza di alzarmi mentre cerco ancora di sbollire e provo a cambiarmi.
E se ci provassi per un attimo a immaginare che le cose fossero andate diversamente?
Se al posto di quel ragazzo ci fosse stato lui?
Sfilo la maglia e chiudo gli occhi.
Le piccole mani di Tancredi mi stanno stringendo i fianchi, un po timido, un po sfacciato, suo solito.
La musica era inesistente in quel momento, era tutto ovattato quando io ero con lui, lo era sempre stato.
Le mie braccia si accavallano al suo collo e mi sento sempre piú vicino a lui.
Non mi sarei aspettato parole dolci, gesti particolari o chissà cosa, bastavano solo i suoi occhi nei miei per annullare tutto il resto.
Vorrei sapere il sapore delle sue labbra confondersi con le mie...leggere o possessive?
Mi sforzo di pensare le sue mani tra i miei capelli come quando ci siamo addormentati.
Mi viene da piangere al solo ricordo, vorrei riprendermelo e custodirlo per sempre eterno come la cosa piú preziosa al mondo insieme alla sua risata.
Sento una fitta al petto e la voglia di fare mille stronzate.
Riapro gli occhi cercando di ragionare razionalmente ma ormai tutto sembra andare nel verso opposto.
La sveglia sul mio comodino segna le quattro del mattino eppure a me sembra essere passata a malapena la mezzanotte.
Testa o cuore Lele? cosa scegli di seguire?
Istanti di silenzio mi permettono di muovermi fluidamente per rimettere la maglietta e prendere le chiavi dal comodino.
Ti odio Tancredi, piú di tutti.
Inizio a correre come se qualcuno mi stesse inseguendo, volevo arrivare prima possibile...che stesse dormendo abbastanza improbabile.
Mi mancava il fiato e avevo preso a piangere, perchè stavo facendo tutto questo?
A cosa sarei andato incontro?
Non lo so, sentivo solo una forza nel petto che mi diceva di proseguire ma se fosse andata male non so quanto avrei potuto reggere.
Due isolati a piedi e ancora ero lontano.
Arresto il mio passo vicino alla fermata di un autobus, mai passati ma forse quella sera era un segno.
Un autobus vuoto stava salendo e si stava fermando proprio li vicino a me, la direzione giusta.
Era forse un miracolo questo?
Salgo velocemente senza nemmeno timbrare il biglietto e mi butto sul sedile.
Stavo ancora piangendo ma sapevo che era solo confusione e paura di una sua reazione ma sono stanco di tenermelo ancora dentro.
Dopo un quarto d'ora la mia attesa sembra farsi piú reale che altro, ero vicinissimo.
Uscendo, svolto l'angolo e percorro una via lunga e poco illuminata che mi avrebbe portato poi a casa sua.
Iniziai a mandargli messaggi ma niente, non rispondeva, sembrava dormisse.
Non mi ero fatto tutta questa cazzo di strada per niente.
Arrivato a casa iniziai a chiamarlo ma niente, non rispondeva.
Mi sentivo uno stupido, avrei potuto aspettare fino a domani invece no, dovevo fare di testa mia.
<<Tancredi>> inizio ad urlare dalla finestra sperando di non svegliare nessuno perchè a quell'ora della notte, Gian mi avrebbe cacciato a calci.
Passai buoni dieci minuti tra chiamate, messaggi e richiami ma niente, come se non fosse in casa.
Poi eccolo sbucare dal retro, avrà preferito fumare fuori piuttosto che in casa.
Non mi aveva ancora visto, era perso a contorcersi nelle sue scarpe.
Adorabile senza alcun dubbio.
I miei piedi si muovettero da soli verso lui.
<<ciao Tancredi>> notai un piccolo sussulto alla mia vista, sorpreso senza dubbio.
<<che ci fai qui Lele? tutto bene?>> era interrogativo, preoccupato senza darlo troppo a vedere.
Non riuscivo a capire come la gente potesse descriverlo cosi insensibile e senza cuore.
Per me si era sempre preoccupato, Gian anche e Diego uguale.
Forse è solo l'amicizia che ci lega ma sin fal primo momento mi è sempre apparso con occhi diversi.
<<sei un pezzo di merda Tancredi..>> vengo interrotto da lui che si scalda subito entrando sulla difensiva
<<io son il pezzo di merda? e tu che..>> lo zittiper lasciarmi finire.
<<dicevo che sei un pezzo di merda, mi butti sempre tra le braccia di qualcuno che non voglio.
Con te è sempre tutto una sfida a chi resiste di piú, è tutto un voler essere piú forte perchè tanto non soffro ma ehi, spoiler, abbiamo tutti delle cazzo di emozioni, tu ti ostini a nasconderle ma io sono stufo>> sbuffai. <<è da un po che ci penso, sono stufo di vederti insieme alle ragazze e far finta che non mi importi, sono stufo di non poter essere dolce con te perchè altrimenti tu ti arrabbi se siamo in pubblico peró quando siamo da soli sei tu quello piú dolce tra noi due, sono stufo di guardarti da lontano e osservare passivamente tutto ció che fai senza poter esultare o essere triste con te>> ripresi fiato e chiusi gli occhi. <<sono stufo di te che cerchi sempre di nasconderti da tutti ma soprattutto da me, io sono qui, sono qui per te, voglio stare con te, non mi importa di nessun altro lo vuoi capire?>> avevo di nuovo gli occhi lucidi, cazzo. <<stasera è stato orribile, ogni volta che quel ragazzo mi toccava pensavo a te, pensavo a quando ci siamo addormentati su quel divano mezzo rotto e tu mi accarezzavi i capelli, pensavo alle tue di mani su di me>> preso dal nervoso mi avvicinai a lui e misi le sue mani sui miei fianchi. <<e pensavo alle tue labbra che baciavano le mie...ma questo non potevo sapere come sapeva...non l'ho mai provato.>> avevo paura di aver blaterato troppo.
<<Da quando hai preso tutto questo coraggio piccolo Lilo>> lui si fece piú vicino e io mi resi conto di quel che avevo appena fatto.
Ero definitivamente impazzito.
<<Non siamo mai stati cosi vicini..>> sussurró fin troppo vicino a me.
<<Io voglio starti piú vicino di chiunque altro Tancredi..>> mi avvicinai a lui e senza pensarci troppo gli lasciai un bacio dolce sulle labbra.
Volevo davvero sapere come sapessero le sue labbra, erano un misto tra il tabacco fumato poco prima e la menta del dentifricio, pungente ma molto piacevole.
Le sue labbra erano morbide come avevo immaginato, piú del previsto ammetto.
Ero anche convinto mi desse uno schiaffo dopo questo bacio ma tornando ad aprire gli occhi vidi i suoi ancora chiusi e il mio cuore fece un balzo.
Era dannatamente tranquillo.
Gli lasciai un altro bacio sulle labbra, e un altro ancora fino a che le sue di labbra non presero a muoversi con le mie, mi stava baciando e il mio cuore non poteva battere più forte.
Le mani sulle mie guance e le mie nei suoi capelli, i nostri corpi che si cercavano finalmente riuniti e la nostra voglia di farci promesse senza mantenerne nemmeno una.
Ci staccammo diversi minuti dopo senza fiato, lui era diventato tutto rosso e io sicuramente non ero da meno.
<<Mi permetti di darti la mano e farti capire che non sei solo?>> avevo un mezzo fiatone ma sarei stato disposto a qualsiasi cosa pur di averlo di nuovo se ne fosse stato lui la causa.
Non ottenni risposta ma si fiondó nuovamente sulle mie labbra più bisognosamente di prima.
Era forse quello un si?
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Scents.
Fanfictionnon so scrivere le descrizioni, se mi verrá qualcosa in mente ve lo farò sapere :)
