Ripped.

1K 87 14
                                        

<< Sarebbe il caso di dimenticare tutto, i ragazzi hanno già troppe idee in testa e le domande non tardano ad arrivare, perciò forse è meglio smetterla qui.>>

avevo il cuore piccolo chiuso dentro la gola che urlava e implorava di fermarmi, di rimangiarmi tutto quello che avevo detto eppure sapevo sarebbe stata la scelta migliore.

Il sorriso lasciò per attimi indefiniti la bocca del ragazzo accanto a me e posso giurare di aver visto i suoi occhi farsi lucidi alla mia ricerca della sua mano, mi aveva scansato ma era giusto cosi.

Odiavo non amarmi come lui amava me e odiavo non riuscire ad amare lui come meritava.

Dopo quelli che parvero secoli, lo vidi solo annuire e tirare su uno dei sorrisi più finti mai rivolti a qualcuno.  <<Amici allora?>> mi porse la mano come due vecchi amici che stringono un patto e anche lì il mio cuore si arrestò per qualche secondo indeciso sul da farsi.

<<Amici.>> alla stretta una scossa elettrica fece sobbalzare entrambi a tal punto da allontanarci come fossimo scottati..e lo eravamo, davvero.

Fu l'ultima volta che vidi Emanuele.

                                                                          -----------------------

<<Eddai Gian, sbrigati che siamo in ritardo!>> le mie urla sono facilmente udibili per il piccolo appartamento del mio amico vista la sua solita lentezza da lumaca per via dei suoi capelli perennemente in disordine.

"Da me alle 16:00, ho una cosa ciottissima da proporvi" il messaggio di Diego era chiaro, nuovo video insieme in arrivo?

Mai avrei pensato di raggiungere certi risultati essendo partito dal nulla...pochi amici ma quelli buoni, a dimostrazione del fatto che eravamo sempre stati noi quattro.

<< Gian se non ti muovi oggi ti lascio a piedi, ti do un secondo e me ne vado.>>                                       quasi ringhio contro il mio amico che vedo correre con una scarpa da allacciare e la camicia fuori posto...ammetto che la scena faceva un po' ridere.

<<Aspetta, sono pronto>> urla di rimando prendendo la sua solita collana e in un attimo stiamo raggiungendo la mia macchina, freschi e profumati.

Ingrano le marce e parto di fretta verso casa del nostro Diego, impaziente di sapere cosa deve dirci.

Non ho mai amato le sorprese, per me sono sempre state stupide e motivo di ansia.

Il vento estivo soffia dal finestrino togliendo un po' di caldo afoso dall'abitacolo e la musica a palla mi permettono di gasarmi abbastanza da arrivare prima possibile a casa del nostro amico.

Parcheggio nel suo vialetto scendendo finalmente dalla mia vettura, non venivo qui da mesi ma sembra tutto cosi dannatamente normale.

<<Ecco i nostri bei ritardatari cronici!>> ci accoglie con un sorriso Diego, l'unico consapevole delle sue folli idee.

Si concentra subito su Gianmarco abbracciandolo stretto come solo un fratello puo' fare, il loro rapporto è stranissimo...sono sempre per i fatti loro ma quando si tratta di cose importanti diventano l'uno , il cuore dell'altro.

<<Dai tanche fatti abbracciare>> lo sa, sa quanto posso essere schivo e antipatico se diventi piu' espansivo del dovuto.

Sento le sue braccia avvolgermi e non riesco ad a non mantenere il corpo rigido a quel contatto.

Non mi abbracciava mai nessuno e onestamente era meglio cosi.

Entriamo nella sua sontuosa dimora e la vista del ragazzo più bello del mondo mi fa quasi perdere il fiato.

Non lo vedevo da un anno buono...era cambiato totalmente, era dimagrito e aveva quell'accenno di muscoli che non faceva altro che renderlo solo più bello, le gambe sode e lavorate duramente e il solito sorrisone che ti regala quando è felice. Ciao anche a te Lele.

Gian si dirige subito verso di lui prendendolo in braccio come se fosse un bimbo e senza pensarci due volte, distolsi lo sguardo.

Eravamo amici, si ma ancora bruciava quella sensazione di rigetto che provavo verso me stesso per essermi fatto condizionare una volta ancora dai giudizi della gente.

Immerso nei miei pensieri non sento nemmeno delle piccole braccia avvolgermi il collo e il suo profumo di sempre inebriarmi come la prima volta.

Mi sento tremare, sento il cuore prendere a battere più veloce e le gambe che quasi tremano solo per il contatto cosi vicino con il ragazzo.

Non mi ci vuole molto ad stringerlo a me dai fianchi come se tutto dipendesse da quel momento.

Tutti sapevano che io e Lele avevamo un rapporto diverso da quello che io potevo avere con gli altri ragazzi e seppur si erano fatti qualche domanda avevamo sempre sviato con le parole e io a volte andandoci giù pesantemente con i gesti, ritrovandomi il giorno dopo quegli occhi tristi che mi facevano sentire in colpa più di quanto non facessi da me.

<<Ciao..>> l'unico sussurro che riuscì a sentire dalle sue labbra prima che si staccasse da quell'abbraccio eterno di pochi secondi.

Mi ricomposi quasi subito schiarendo la voce e limitandomi a guardarlo senza alcuna voglia di rispondere, le parole mi erano morte in gola.

<<Allora questa famosa sorpresa?>> ecco che Gian ruppe il silenzio creatosi e io mi accorsi degli sguardi di Diego a me e al più piccolo. Cazzo voleva?

<<Ho pensato molto a quello che mi avete detto...a te Tanc e a Gian quindi perché non trasferirci insieme? Ho anche trovato una casa abbastanza caruccia a Milano e pensavo potesse essere la volta buona per cambiare vita>> sento lo sguardo di Diego fissarmi come mai aveva fatto.

L'idea non era per niente male, sarei finalmente fuggito da questa città che detesto, da tutte le persone orribili che ne fanno parte e magari avrei potuto cominciare ad essere me stesso, forse.

Anche Gian sembrava esaltato all'idea, infatti Diego subito prese a mostrarci la casa e tutte le varie cose che avremmo potuto fare lì, la funzionalità dei mezzi e il resto.

Emanuele era l'unico rimasto in silenzio, non proferiva parola e si limitava a fissare il vuoto annuendo a qualche frase degli amici di tanto in tanto.

Fu istintivo avvicinarmi a lui e sfiorargli il fianco ma come quando si tocca il fuoco, la reazione fu involontariamente di allontanamento. L'ultima cosa che avrei voluto al mondo si stava avverando.

Mi guadagno un occhiataccia dal ragazzo davanti a me e subito capisco che non è il caso di andare oltre, stringo le labbra e lascio che questa sensazione di irrequietezza non prenda il sopravvento.

Sarà un lungo viaggio.

Scents.La tua prossima ossessione. Scoprilo ora