Livia Ackerman è una ragazza particolare. Ribelle, aggressiva, vivace, molto brava ad utilizzare le armi e bassa. Deve tutto questo al suo caro papà, Levi Ackerman, uomo serio, forte, basso e scontroso. Solo su una cosa si differenziano. Livia è una...
Entrai a far parte del Corpo di Ricerca perché sapevo perfettamente che così avrei potuto aiutare mio padre in qualsiasi occasione. Si, era quello il mio obiettivo. Da quando mi avevano staccato da lui ero come in preda ad una maledizione. Odiavo tutti e l'unica cosa che volevo era potergli stare di nuovo vicino.
Tutte noi reclute ci mettemmo in fila davanti al nuovo capitano. Era un uomo sulla trentina, con i capelli neri corvini e un'andatura un po' traballante. Sicuramente aveva visto molte disgrazie nel corso della sua vita.
<< Oggi comincerà l'addestramento duro, pesante. Dovete metterci tutto l'impegno possibile, se no avete sbagliato a venire qui. Coloro che non dimostreranno di essere all'altezza li sbatterò fuori con le mie stesse gambe per dimostrargli quanto tempo hanno fatto perdere a me e a tutta la squadra. Chiaro?! >>
<< Signorsì! >> gridammo tutti in coro poggiando la mano destra sul petto in segno di rispetto.
Prendemmo ad allenarci. Nessuno voleva fare squadra con me se non quelli più arroganti, ma dovete sapere che l'unica persona che riusciva a battermi era mio papà.
Il Capitano venne da me e mi guardò dritto negli occhi. Faceva alquanto paura.
<< Cosa fai? >>
<< Mi alleno signore! >> dissi, mettendomi sull'attenti.
<< Lotti con l'aria? >>
<< Signorsì, signore. Nessuno vuole battersi con me, signore! >>
<< Qual è il tuo nome, soldato?! >>
<< Livia Ackerman, signore! >>
<< Ohi Ohi. >> fece divertito:<< Abbiamo una Ackerman in squadra. Siete dei codardi! >> urlò il Capitano al resto della squadra: << Dovreste imparare da lei! Razza di imbecilli. >>
Era davvero soddisfacente guardare i miei compagni con quell'aria spaventata e disperata. Facevo paura proprio come mio padre.
<< Riprendete ad allenarvi! Tu! >> gridò il soldato ad un ragazzo biondo mingherlino:<< Farai coppia con la Ackermann! >>
<< Signorsì. >> rispose tremolante.
Il Capitano ci lasciò da soli.
<< Tranquillo. Non ti farò male. >> lo rassicurai.
Gli presi a spiegare come si facevano gli esercizi e come bisognasse affrontare un Gigante.
Si chiamava Clay Miguel. Era un ragazzo molto intelligente e sapeva un sacco di cose sulla vita degli insetti. Voleva diventare un medico per poter aiutare chiunque ne avesse avuto bisogno. Non parlava mai male di nessuno ed era gentile anche con chi faceva il prepotente con lui. Eravamo davvero diversi.
<< Tu cosa vorresti fare, Ackerman? >> mi chiese improvvisamente, mentre osservavamo le stelle.
<< Vorrei raggiungere mio padre al più presto. >>
<< Sai dove è andato? >>
<< No. Il Corpo di Ricerca ha detto che era una spedizione segreta. L'unica cosa che mi ha detto è stata : - Ricordati che sarò sempre fiero di te e che hai dimostrato di essere una donna valorosa. - Non mi ha mai fatto un complimento, sai? Poi ha sempre quel tono serio. >>
<< Si, fa un po' paura. >>
<< Anche a me ne fa. >>
<< Ma è tuo padre! >>
<< Non è facilissimo stare con una persona che non sai mai a che cosa pensi. >>
<< Sento dire in giro che siete molto uniti. >>
<< È la persona a cui ci tengo di più al mondo, anche perché non ho amici. >>
<< Si invece. Hai me. >>
<< Sul serio vuoi essere mio amico?! Saresti disposto ad impazzire con una come me?! >>
<< Perché no?! >>
Ridemmo insieme e da quel giorno non ci dividemmo mai. Eravamo come una famiglia, visto che lui aveva perso tutti i suoi cari e io ora non avevo il mio papà. Eravamo l'uno l'opposto dell'altro ed era per quello che ci completavamo.
Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.