Sola

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Camminavo lungo la strada di casa cercando di rispondere a quella domanda che mi frullava in testa. Perché mio padre non mi aveva né salutata né abbracciata? Cosa era successo?

Lacrimoni scesero dalle mie piccole pupille per poi annegarsi nel terreno, mentre il sole stava calando.

Quando torna a casa chiedi. Mi dissi, un po' per rassicurarmi.

Ma attesi tutta la sera, tutta la notte e tutto il giorno seguente mio padre che non tornò, per poi avviarmi per andare agli allenamenti.

Raggiunsi i miei compagni e mi posizionai al mio posto attendendo gli ordini del Capitano.

<< Allora giovani reclute, è giunto il momento di scegliere i nuovi soldati per le spedizioni all'esterno. Chi non verrà chiamato si dovrà trovare un altro posto per andare. >> proprio mentre diceva l'ultima frase guardò dritto verso di me.

Iniziammo l'allenamento, mentre il Capitano, seguito da altri soldati, ci osservava girando tra di noi. Ero davvero agitata.

Facemmo una corsa di resistenza, utilizzammo la manovra tridimensionale e facemmo un duello con un compagno. Fui l'unica a resistere alla corsa di resistenza, fui tra le più brave a colpire i Giganti di legno e vinsi contro il mio compagno.

Il Capitano ci mise tutti in riga e iniziò a nominare tutte le nuove reclute.

Il primo non ero io, il secondo non ero io, il terzo non ero io, il quarto non ero e continuò così con altri ben cinquanta ragazzi, fino a quando sentii dire il nome Livia Ackerman, per poi concludere la lista dei nuovi scelti.

<< Tutti gli altri tornino a casa. Vi ringraziamo per i vostri sforzi. >>

Ero contentissima. Corsi da Clay per informarlo e fece più salti di gioia di me.

<< Ora possiamo stare sempre insieme! >> disse contento.

<< Si. Ci divertiremo fino a quando non moriremo. >> scherzai.

<< Ben detto! >>

E proprio in quel momento passarono accanto a Clay e me mio padre, Erwin e tutti i miei vecchi compagni. Nessuno di loro si voltò a guardarmi.

Ma cosa stava succedendo?

Ma non ebbi il tempo di rispondere che mi buttai addosso a mio padre con rabbia, ma lui prontamente mi buttò per terra. Ci fu un sussulto da tutti gli altri.

<< Perché non mi parli?! >> gli urlai buttandomi di nuovo verso di lui, ma un calcio dritto allo stomaco mi catapultò di nuovo a terra facendomi gemere.

<< Resta al tuo posto mocciosa. >> disse serio senza un briciolo di emozione riprendendo la sua strada seguito da tutti gli altri.

<<Livia. >> corse da me Clay abbracciandomi e aiutandomi ad alzarmi.

Guardai in direzione di mio padre che, dritto e senza mai voltarsi, continuò verso il castello della regina Historia.

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<< Ma cosa è successo a tuo padre? >>

<< Vorrei saperlo anche io. >> dissi sedendomi contro la parete di un edificio.

<<  Hanje o Erwin sanno qualcosa? >>

<< Non lo so e anche se lo sapessero non me lo direbbero. Nessuno ormai mi rivolge più la parola e non capisco il perché. >>

<< Hanno paura di tuo padre? >>

<< Probabile. >>

<< Livia, mi dispiace. >>

<< Tranquillo. L'abbandono è la mia seconda casa. >> gli dissi facendogli un lieve sorriso.

Guardai poi dritto davanti a me e la barriera che mi ero creata si sgretolò come il muro del Wall Maria. Ora ero davvero sola.



CiaoooooooCome state?

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Ciaooooooo
Come state?

Mio Padre Si Chiama Levi Ackerman Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora