9 giugno 2020
📍Woking, Inghilterra
And I know we weren't perfect but I've never felt this way for no one
And I just can't imagine how you could be so okay now that I'm gone
Guess you didn't mean what you wrote in that song about me
'Cause you said forever, now I drive alone past your street
And all my friends are tired
Of hearing how much I miss you, but
I kinda feel sorry for them
'Cause they'll never know you the way that I do, yeah
Today I drove through the suburbs
And pictured I was driving home to you
[...]
Red lights, stop signs
I still see your face in the white cars, front yards
Can't drive past the places we used to go to
'Cause I still fuckin' love you, babe (ooh, ooh, ooh, ooh)
Sidewalks we crossed
I still hear your voice in the traffic, we're laughing
Over all the noise
God, I'm so blue, know we're through
But I still fuckin' love you, babe (ooh, ooh, ooh, ooh)
Lando continuò a sparare contro la figura davanti a sé, stava per arrivare alla vittoria e non aveva alcuna voglia di perdere quella partita. Gli amici erano morti da un pezzo e avrebbe dovuto fare tutto da solo, ma come al solito era lui a portare la vittoria a casa, come nelle ultime cinque partite giocate.
"Amico, se perdiamo vengo a cercarti a casa", Max lo punzecchiò facendolo sbuffare. Certe volte aveva voglia di lanciargli qualcosa contro.
"sta zitto, sono io o sei tu che sei morto, nelle ultime tre partite?", gli rispose. La chat a quella risposta esplose, negli ultimi tempi sembrava essere davvero una drama queen quando ci si metteva.
"Dove diavolo è nascosto l'ultimo?", guardava lo schermo in un modo talmente attento che anche lui si stupì, voleva talmente vincere che stava iniziando a sudare freddo. Cercò un post sicuro in cui poter ricaricare le munizioni e appena vide qualcosa muoversi iniziò a sparare prendendo l'avversario al primo colpo. Appena vide la scritta victory sullo schermo saltò dalla sedia euforico. Non aveva mai giocato in quel modo, "yes baby, come al solito Max non ha fatto assolutamente nulla", rise sentendo l'amico che lo mandava bellamente a quel paese. Calmò l'euforia bevendo dalla solita borraccia e poi ringraziò i nuovi iscritti.
"Lando hanno suonato alla porta. Cosa? Davvero?", guardò la chat perplesso e aspettò qualche attimo che rispondessero in modo affermativo. Di certo non aspettava qualcuno a quell'ora, probabilmente era solo il vicino che gli chiedeva di non urlare fino al mattino.
"Vado a controllare, se entro cinque minuti non torno siete autorizzati a chiamare il 999", rise alla telecamera in modo nervoso. Chi diavolo poteva essere alle dieci meno venti della notte? L'unica cosa probabile è che fossero davvero i vicini, ma gli sembrava impossibile che le sue urla si fossero sentite sino a fuori. Un ladro sicuramente non bussava quindi poteva benissimo scartare quell'idea. Uscì dalla camera e si mise a correre per le scale, chiunque fosse avrebbe dovuto fare veloce perché voleva continuare a giocare tranquillo per almeno un'altra ora.
Aprì piano la porta, non vedeva bene chi fosse, il lampione della strada era rotto e l'oscurità non lo aiutava.
"Si?", chiese mentre guardava la persona davanti a sé. Non era troppo vicina per riuscire a capire di chi si trattasse.
Litzie alzò il viso e lo guardò, le parole erano magicamente sparite e la gola si era seccata dandole prurito. Fece qualche passo in avanti e cercò lo sguardo di Lando, che ancora faticava a capire di chi si trattasse, la mascherina le copriva il viso e i capelli legati non riuscivano a fargli ricordare di chi si trattasse. Litzie tolse la mascherina, non sapeva se lui avesse paura di qualcosa e per precauzione se l'era portata dietro, "io- io... non so perché sono venuta. Scusa, magari stavi pure per andare a letto", disse piano prima di girarsi e tornare in macchina. Lando la guardò, era pietrificato sulla porta di casa, riprese il controllo di se stesso e la rincorse per il vialetto in ghiaia.
"No, ti prego resta. Possiamo parlare o anche stare in silenzio, non ha importanza", le sfiorò il braccio. Dentro di sé scoppiò una guerra, non era un sogno o un brutto gioco che gli stava giocando la sua mente, era lì, sul suo vialetto di casa.
"Va bene, ti da fastidio se tolgo la mascherina? Non vedo una persona da quando sono arrivata quindi, a meno che non me ne sia accorta, sono sana".
Lando annuì, "non c'è problema, tranquilla", la rassicurò.
Appena entrarono dentro, Lando, chiuse la porta dietro di loro. La fece accomodare in salotto chiedendole se volesse qualcosa, era tardi quindi probabilmente aveva già anche centato, cosa che lui non aveva ancora fatto. Troppo preso dal vincere l'ennesima partita a COD.
"Se mi dai un quarto d'ora arrivo. Chiudo la live, saluto i ragazzi e sono da te", le disse mentre si allontanava da lei. Appena la vide annuire corse per le scale, prima di entrare nella camera si prese un attimo per capire cosa fosse successo. Erano mesi, da quando si erano chiusi in due case separate, che aspettava quel momento. Si ricompose ed entrò spedito, andando a sedersi davanti alla scrivania.
"Nessuno di importante, chat. Max ti devo lasciare perché domani devo fare una cosa", si disse una volta essersi messo le cuffie. Max lo salutò poco prima che uscisse da discord, il giorno dopo gli avrebbe dovuto spiegare il motivo di tanta fretta.
"Chat, cerco un attimo chi posso raidare e ci sentiamo, forse domani o dopo non lo so", parlò mentre mostrava a tutti chi cercava per hostare. Scelse il primo ragazzo che gli capitò davanti e salutò velocemente un po' tutti.
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Playlist. L.N.
FanfictionL'amava, l'aveva sempre fatto, eppure era finito tutto. La verità aveva colpito più di quello che Litzie e Lando si aspettassero davvero ed era finita. Tutto quello che avevano costruito si era distrutto in meno di qualche attimo e Lando non aveva p...
