Capitolo 7

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L'estate significava tempo libero dalla scuola ma anche lavori part-time. Fortunatamente per te, l'asilo nido di Jane stava cercando aiuto e con alcune buone parole di Ji Eun e dalle altre mamme, avevi iniziato a lavorare subito. Sarebbe stato meglio anche per Seokjin dato che lui aveva altro da fare e faceva sempre fatica a portarla lì la mattina e andarla a riprendere dopo la fine della scuola. E visto che ti eri offerta tu ti voleva anche pagare per il disturbo, ma tu lo rifiutasti. Avevi già fatto così tanto per loro e inoltre a te bastava vedere Jane visto che era l'unica volta che la potevi vedere. Questa volta era molto più semplice evitare Yoongi. Dopo quella notte, Ji Eun era venuta a trovarti e non si disturbò nemmeno nel dirti di ritornare. Sentisti cosa fosse successo dopo e dal quel che tu ebbi capito Yoongi era stato quasi cacciato da quel posto, ma si era sentita in colpa subito dopo, quindi gli aveva dato un'altra opportunità. Lui non aveva tentato di scusarsi e tu eri semplicemente andata avanti.

Erano passati alcuni giorni da quando avevi iniziato a lavorare all'asilo e ne avevi adorato ogni secondo. La parte migliore per te era vedere i genitori che lasciavano i figli e sapevi che sarebbero stati lì di nuovo per riprenderli alla fine della giornata. Era una speranza che non avevi mai saputo per te stessa. Beh, non era del tutto vero. C'era Jimin. Erano mesi che non lo vedevi. Era stato impegnato con il lavoro e l'organizzazione del matrimonio. Tu gli avevi promesso che lo avresti aiutato appena sarebbe arrivata l'estate infondo erano persone che avevano avuto un ruolo importante nella vita e lo avresti fatto sicuramente gratuitamente ma Jimin si era offerto di darti una piccola ricompensa. Ma Jimin stava già pagando l'appartamento, quindi non potevi chiedere di più.

I tuoi doveri all'asilo includevano salutare i genitori al mattino e portare i bambini a fare colazione. Poi aiutare gli altri insegnanti a preparare i piani di lezione, che includevano principalmente cosa fare e cosa non fare, come non parlare con gli estranei ed essere rispettosi con i loro genitori. Non eri mai andata all'asilo con l'accompagnamento di un genitore, quindi era stato faticoso capire alcune delle regole che vi spiegavano. Jimin era quello che si prendeva cura di te mentre tua madre era fuori a fare chissà cosa. C'erano stati dei momenti in cui era fuori per giorni senza fine e Jimin dovette persino pregare i vicini per far si che gli dessero degli avanzi. Era incredibile come nessuno si chiedesse perché due bambini così piccoli fossero rimasti soli in casa, ma era una piccola città, nessuno voleva coinvolgersi nei problemi degli altri.

La giornata finì in un attimo. Al segnale, una fila di genitori stanchi si formò davanti all'asilo per prendere i propri figli. Nonostante fossero esausti, non fecero mancare sul loro volto un sorriso per i loro figli. Jane stava aspettando mentre giocava con i suoi giocattoli, che tu la riportassi a casa. Gli insegnanti insistettero perché tu la portassi a casa e Jane si rallegrò all'opportunità di tornare a casa e giocare con Ji Hoon.

La sua mano oscillava con la tua, mentre salvata eccitata sul marciapiede. "Stai attenta," la avvertisti tu. Temevi che potesse scivolarti di mano e scontrarsi con il traffico. Ma come volle il destino, una delle sue scarpe volò sulla strada. Per fortuna era ancora vicina al marciapiede. Le avevi detto di rimanere ferma finché non avessi recuperato la scarpa. Si trovava a pochi metri dal marciapiede e mentre ti chinavi per prenderla, sentisti uno stridio. Una macchina stava per girare l'angolo e poiché eri piegata, non ti aveva vista.

È così quindi, pensasti, è così che saresti morta. Istintivamente chiudesti gli occhi, aspettando che il metallo dell'auto sbattesse sul tuo corpo. Ma non successe. L'unica cosa che si scontrò con il tuo corpo fu un altro corpo. Qualcuno ti aveva tirata indietro ed entrambi eravate caduti sul marciapiede, il suo braccio ti proteggeva la testa dal cemento. Quando apristi gli occhi venni accolta da uno sguardo penetrante. In quel momento volevi essere morta. I suoi occhi si addolcirono per un secondo mentre ti teneva ferma. Scansionò il tuo volto per vedere se avevi qualche ferita e fu sollevato di non averne trovata neanche una. Gli venne in mente che erano fin troppo tempo che voi due eravate sdraiati per terra e le persone si stavano radunando per vedere la strana coppia. Si alzò velocemente, si diede qualche pacca ai vestiti e cominciò ad allontanarsi.

Gli tirasti il polso con attenzione. "Sei ferito," lo informasti. Si guardò il gomito, quello che ti reggeva la testa poco prima, stava sanguinando. Senza pensarci, gli avevi tenuto il polso con una mano e Jane con l'altra camminò verso il negozio più vicino. Yoongi pensò di liberarsi dalla tua stretta, ma non riuscì a trovare il coraggio. Voleva vederti per scusarsi per quella notte. Questa sarebbe stata la sua occasione per liberarsi dal senso di colpa, niente di più.

Presi a Jane un cono gelato per distrarla mentre pulivi la ferita di Yoongi. Lui ti guardò in silenzio, probabilmente giudicando le tue capacità mediche. "Jimin era solito litigare un sacco, quindi sono diventata abbastanza brava a fasciare i suoi tagli e lividi."

Yoongi aveva saputo da Ji Eun che Jimin era il tuo fratello, quindi annuì. "Perché litigava?"

Eri sorpresa quanto lui che avesse chiesto qualcosa. "Uhm, ai ragazzi del nostro vecchio quartiere piaceva prendersela con me in particolare perché ero facile da prendere in giro. Jimin era un fratello protettivo. Cacciava spesso i mostri che mi perseguitavano." Yoongi ti guardò mentre rivivevi alcuni di quei ricordi e si sentì ancor peggiore per averti reso così triste.

"Dov'è adesso?"

"Vive con il fidanzato dall'altra parte della città. Il suo compagno è impegnato con il debutto quindi non ha potuto parlare molto con lui." Spiegasti tu. "Ma grazie per avermi salvata," sorridesti tu, guardandolo dritto negli occhi.

Sentì le sue guance infiammarsi e distolse lo sguardo improvvisamente. "Devi stare attenta. La prossima volta, potrei non essere lì a tirarti indietro."

"Starò più attenta."

"E se ti fai male tu, anche Jane potrebbe farsi male. E poi sarà solo un fastidio per tutti." La frase dalla sua bocca uscì più dura di quanto avesse voluto. Intendeva dire che se ti fossi fatta male, la gente si sarebbe preoccupata, come lui.

Tu tirasti indietro le tue lacrime, "Oh, mi dispiace. Starò attenta a non ferire lei o nessun'altro."

Cazzo, pensò lui. Aveva sbagliato di nuovo.

Mono_l1sa

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ᴛᴇʟᴇᴘᴀᴛʜʏ - ᴍɪɴ ʏᴏᴏɴɢɪ [ᴛʀᴀᴅᴜᴢɪᴏɴᴇ ɪᴛᴀʟɪᴀɴᴀ]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora