[COMPLETATA]
Lui ha frequenti incubi. La voce di lei potrebbe aiutarlo a dormire. Entrambi devono superare i loro traumi.
Autrice: Mono_l1sa
Traduzione di: Chimchim_1995_17
Iniziata il giorno: 23 Luglio 2021.
Finita il giorno: 9 Agosto 2021.
E poi lui si ricordò. Il motivo per cui non ti aveva detto dei suoi sentimenti di rabbia, perché non ti aveva spazzato via con la mano e non ti aveva nascosta come un suo prezioso tesoro. Il motivo aveva delle fossette, in piedi a 5 piedi e 11 pollici, ed era l'uomo più intelligente che Yoongi avesse mai conosciuto. Era nello studio di Namjoon, e stava lavorando a un album per un debutto per l'ultimo artista della Big Hit, JK. Guardando il viso giovane e innocente del ragazzo, Yoongi non pensava che avrebbe posseduto la voce di un angelo o il fisico di un body trainer. Il ragazzo era immerso nelle sue responsabilità nella cabina del suono, senza prendersi una pausa finché qualcuno non lo costrinse a farlo. Namjoon lo aveva preso in giro e aveva detto che era simile a Yoongi in quel modo. Ogni volta che Namjoon gli parlava, Yoongi sentiva una fitta di colpa al cuore. Avrebbe voluto che in qualche modo il suo compagno gli facesse un dispetto, il che avrebbe reso l'intera situazione più sopportabile.
"Hyung, stai bene?" chiese Namjoon.
"Si, sto bene," rispose Yoongi dopo essersi ripreso dai suoi pensieri. "Stai facendo un buon lavoro con la canzone."
Yoongi guardò in basso e sorrise timidamente. Simile a Yoongi, la musica era una sua via di fuga. I suoi genitori volevano che lavorasse in un ufficio da qualche parte, avevano sempre pensato che la musica fosse una carriera instabile. Quando Namjoon mise da parte abbastanza soldi per comprare una tastiera, sua madre la distrusse deliberatamente in modo che si potesse concentrare sui suoi studi. L'aveva fatto, si era diplomato al liceo e all'università. Ma ancora, niente era così appagante come la musica per lui. Perciò aveva fatto un patto con i suoi genitori che se fosse riuscito a trovare un lavoro in una compagnia musicale entro un anno dalla laurea, gli avrebbero permesso di continuare a fare musica. E per fortuna, o destino, la Big Hit cercava giovani produttori. Era stato fortunato che l'amministratore delegato gli aveva dato una possibilità e da allora aveva vissuto il suo sogno. La musica era la sua unica passione, beh, quasi la sua unica passione. "Come sta T/N?" chiese lui improvvisamente, cogliendo Yoongi alla sprovvista.
"T/N?"
Namjoon annuì, con un sorriso sul volto, "Sì, non le parlo da un po' e non è stata alla compagnia. Dato che vivi vicino a lei, ho pensato che l'avresti vista una volta ogni tanto."
Si chiese cosa avrebbe detto Namjoon se gli avesse detto che aveva passato ogni notte dell'ultimo mese accanto a lui nel letto. Non succedeva mai nulla, ovviamente, con lieve sgomento di Yoongi. Parte dell'accordo era dirlo solo a coloro che avevano assolutamente bisogno di saperlo e Yoongi aveva pensato che Namjoon non fosse all'altezza. Tuttavia, si sentiva male per il ragazzo. "Ti piace lei Namjoon?" Desiderava che Namjoon negasse ciò che già sapeva, così almeno gli avrebbe dato la scusa dell'ignoranza. Ma Namjoon annuì.
"Da quando l'ho vista," ammise lui timidamente.
"Quando è successo?" chiese Yoongi. Per quanto non volesse sentirne parlare dell'amore di un altro uomo per te, voleva confermare quanto fosse quel desiderio di lui. E quanto fosse più forte del suo.
"È stato quando Jimin ha iniziato a lavorare qui, quindi tre anni fa. Ricordo ancora quel giorno così vividamente," Namjoon si sporse in avanti, ancora sorridente nel suo mondo. "Fu poco prima che Jimin si era trasferito da Taehyung. Aveva lasciato le sue scarpe da ballo nel suo vecchio appartamento e aveva chiamato T/N per portargliele alla compagnia. Doveva andare ad una lezione, quindi corse qui. Stavo finendo una riunione e stavo per andare a pranzo quando avevo visto questa ragazza precipitarsi nell'atrio. Si guardava intorno, ed io ero l'unica persona presente. Mi aveva lanciato le sue scarpe sporche e aveva urlato 'Dalle a Jimin' e se ne andò. Pensavo fosse un sogno febbrile. Quando l'ho vista di nuovo, a una festa di lavoro, era così diversa. Silenziosa, riservata, con un fiore all'orecchio. Era l'unica che potevo guardare tutta la notte. Qualcosa in lei mi faceva sentire al sicuro, a mio agio e mi dava conforto."
Yoongi annuì, lo sapeva fin troppo bene e odiava il fatto di non essere l'unico. Era sempre stato egoista e in quel momento stava arrivato al punto di essere territoriale con te. "Perché non le hai ancora chiesto di uscire?" costrinse la domanda uscire dalla sua bocca. E poteva assaporare l'amarezza che c'era dietro.
"Non penso di essere abbastanza per lei," rifletté Namjoon. "Jimin mi ha parlato della loro famiglia e non so se sono nel posto giusto nella mia vita per darle la sicurezza di cui ha bisogno."
"Cosa intendi?"
Namjoon sospirò, l'amore non corrisposto era tranquillo e tortuoso. "Voglio dire, ho una carriera stabile e ho un appartamento. Ma nonostante la conosca da tre anni, non so come sostenerla. Non ho mai abbassato le guardie intorno a me. Sento che è ancora esitante intorno a me. E non voglio precipitarmi in qualcosa per il mio bene senza pensare ai suoi bisogni."
"È... davvero maturo da parte tua," disse piano Yoongi. Non aveva pensato alla relazione oltre alla sua attrazione per te. Non aveva mai pensato di sposarsi, sistemarsi e mettere su famiglia. In effetti, non sapeva nemmeno cosa volesse fare oltre la musica. Non sapeva nemmeno cosa volessi nella vita, o come avrebbe potuto dartelo quel sostegno. Di nuovo, era egoista, dopotutto. Dopo questa realizzazione, vide i difetti di questo amore unilaterale. Era lui che non era abbastanza, ed era proprio Namjoon, con i suoi difetti e le sue insicurezze, che sarebbe stata una coppia di gran lunga migliore.
"Ha te piace qualcuno, hyung?" chiese il ragazzo.
Yoongi scosse esitante la testa, "No, non credo." Non era una sconfitta, era che Yoongi si sarebbe arreso.