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"È buffo come le cose brutte cose restino con te mentre le cose belle a volte vadano perdute".

- Respiro solo se tu, Jennifer Niven

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Cercò con lo sguardo il ragazzo per la biblioteca, senza trovarlo.

Reinserì tutti i quaderni e i libri nello zaino, alzandosi e iniziando a girare per tutti gli scaffali della struttura.

Mentre girava l'angolo, dirigendosi verso il prossimo scaffale per controllare, una voce la fermò.

<<Ciao>>.

Un profumo fresco, di menta, le invase le narici.

Memorizzalo, si ripeté.

<<C-ciao>>.

Il ragazzo la guardò confuso.

<<Hai letto il biglietto, vero?>>.

Nives annuì, tirando un sospiro di sollievo, sapendo che Will non volesse prenderla in giro o farle un brutto scherzo.

Silenzio, di nuovo.

Solo silenzio.

<<Beh, Ehm...>>.

Will non sapeva cosa dire: tante volte aveva fatto il primo passo, avere un riscontro da lei era fondamentale.

Lui era sempre incerto: sapeva che se avesse fatto qualcosa di sbagliato, detto qualcosa di troppo, Nives si sarebbe allontanata del tutto.

Ed era l'ultima cosa che voleva accadesse.

<<C-ci sediamo lì?>> chiese esitante la ragazza, indicando un piccolo tavolo con l'indice, ricevendo un cenno affermativo con il capo.

🍫🍫🍫

Will uscì dal suo zaino stracolmo di roba le due barrette che aveva promesso.

Nives era a disagio, era evidente.

<<Puoi parlare, non ti mangio. Mangio solo la cioccolata>> affermò Will ridacchiando, facendo sorridere anche lei.

<<È che non so come comportarmi: devo stare zitta? Devo parlare? Devi rispondermi? E se scappassi cercando di non incrociami più perché sono strana? Come ha fatto a venirti voglia di mangiare la cioccolata con una come me e non come loro? Ti prego, sto facendo una figuraccia, scusa->>.

<<Punto primo: a me loro non piacciono. Punto secondo: se dovessimo parlare di stranezza, saremmo strani insieme>>.

Nives si sedette alla sedia vicino il tavolo, sorpresa dalla risposta del ragazzo: erano strani insieme.

<<Scusami, davvero, non è stato un incontro normale->>.

<<No, non è vero. A me piacciono le cose a-normali. Però, ti prego, facciamo così: quando sei con me non devi scusarti mai. Okay?>>.

<<Okay>>.

La ragazza sorrise e iniziò ad aprire la  carta intorno alla barretta.

<<P-posso farti una domanda?>>.

Erano seduti l'uno di fronte all'altra: vicini, ma lontani al tempo stesso.

<<Regola numero due: quando sei con me non devi chiedere di poter fare una domanda. Falla e basta>>.

EPHEMERAL  //  Will PoulterLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora